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L’Export Digitale B2b come strumento a servizio dell’internazionalizzazione del Made in Italy

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La digitalizzazione delle imprese è ad oggi centro di interesse a livello sia politico che economico, rappresentando infatti una delle principali risposte per la ripartenza dell’economia europea e per la riqualificazione del Made in Italy.

In uno scenario mondiale colpito dalla crisi pandemica, l’utilizzo di tecnologie e canali digitali ha ricoperto un ruolo sociale ed economico determinante. Oggi, il numero di acquisti online continua a crescere in modo sempre più significativo, così come in aumento è la consapevolezza, maturata nel retail, della necessità di conseguire un proprio progetto e-commerce e di sviluppare una catena del valore che possa rispondere ai nuovi bisogni. In accordo con le rilevazioni di Netcomm, l’emergenza sanitaria e il lockdown, hanno spinto circa 1,3 milioni di persone ad avvicinarsi ai canali digitali per la prima volta, facendo emergere anche quei settori che normalmente non sono protagonisti nel mondo dell’e-commerce, come l’alimentare e il medico-sanitario.

Tuttavia, la vocazione digitale delle nostre imprese e la consapevolezza riguardo il ruolo che le nuove tecnologie possono giocare nei processi di internazionalizzazione è ancora molto limitata. Questa interessa infatti solo una piccola parte del tessuto imprenditoriale italiano, mentre più della metà delle PMI esporta utilizzando canali offline o non esporta affatto.

 

Il valore dell’export digitale B2b in Italia

L’e-commerce B2b è quella particolare tipologia di commercio elettronico le cui transazioni avvengono tra aziende e che non sono dunque dirette al consumo finale (B2c).

Ad oggi, questo canale rappresenta un modo più efficiente per organizzare le attività aziendali, le quali possono trarre molteplici opportunità da un mercato che vanta di un potenziale di crescita molto alto.

Sono ormai diversi anni che il valore dell’export online B2b continua a registrare un trend positivo. Nel 2019, questo ha raggiunto i 134 miliardi di euro, +1,5% rispetto all’anno precedente, e pari al 28% delle esportazioni complessive.

L’automotive si posiziona come primo settore digitalizzato, con il 22,5% delle vendite online B2b, seguito dal tessile/abbigliamento e dalla meccanica, mentre più limitato risulta il peso dei settori di largo consumo (6%) e del farmaceutico e l’elettronica, le quali conservano una quota del solo 3%.

Ad oggi inoltre, in accordo con gli ultimi dati dellOsservatorio Digitale B2b, l’export digitale B2b, così come l’utilizzo del digitale a livello generale, ha avuto senz’altro il merito di aver attutito la significativa battuta d’arresto registrata negli scambi tradizionali in conseguenza dell’epidemia mondiale.

 

Marketplace e i principali canali online per il tuo export digitale

Sono principalmente tre i canali a disposizione che permettono di ottimizzare i processi di e-commerce B2b:

  1. Marketplace;
  2. EDI, ossia l’interscambio di dati in formato elettronico strutturato, in cui più del 97% delle imprese connesse appartiene a cinque settori (automobilistico, elettronica, farmaceutico, largo consumo e materiale elettrico);
  3. le Extranet (soluzioni di gestione integrata dei processi interaziendali);

In accordo con i dati dell'Osservatorio, quasi il 16% del valore del mercato B2b in Italia (elettronico e non), pari a 2.200 miliardi di euro, viene effettuato tramite questi tre strumenti.

In particolare, sta crescendo la rilevanza dei Marketplace B2b, di cui l’Osservatorio Digital B2b ne ha censiti 23 e in cui circa il 40% supporta attività di lead generation o funge da vetrina di prodotti. A prevalere sono i Marketplace multi-settore, i quali offrono un’ampia varietà di prodotti, e quelli americani o cinesi.

Nell’approcciarsi a queste piattaforme, è necessario tenere in considerazione:

  • Aspetti Strategici, come le politiche di prezzo e prodotto, il focus paese, i rapporti con i canali offline e la gestione dei dati e la logistica;
  • Aspetti Tattici, tra cui la costanza e la reattività, l’utilizzo dei tools e la localizzazione dei contenuti.

A questi, si aggiungono altri fattori, quale in particolare quello relativo ai costi: le licenze di accesso e di utilizzo della piattaforma, i pacchetti pubblicitari e le commissioni di vendita saranno oggetto di pagamento, che dipenderà dalla tipologia del singolo Marketplace.

È importante tuttavia sottolineare anche i numerosi benefici, tra cui un sistema di vendita funzionante, la sicurezza, pubblicità e reputazione.

 

Focus Paese: Il valore del digitale e dell’e-commerce B2b in India

La trasformazione digitale attualmente in corso in India, porterà il Paese a rappresentare uno dei più importanti mercati e-commerce a livello mondiale. Si prevede infatti, una crescita di quest’ultimo fino a 200 miliardi di dollari entro il 2026, da un valore di 38,5 miliardi nel 2017, nonché un significativo aumento degli online shoppers.

La digitalizzazione del Paese e nuove leggi fiscali (GST e Demonetizzazione), giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo del mercato e-commerce B2b, che cresce ad un tasso pari al 200% volte in più rispetto al B2c. In tale contesto, la pandemia Covid ha senz’altro giocato un ruolo significativo, permettendo un aumento delle piattaforme B2b e la riduzione delle grandi perdite di affari riscontrate nei canali di business tradizionali. L’abbigliamento (40%) e l’elettronica (40%) seguiti, al 7%, dal comparto alimentare e della gioielleria, costituiscono i principali settori dell’e-commerce B2b.

Per concludere, sono diverse le strategie messe in campo sia dal governo che dai privati allo scopo di promuovere il commercio elettronico nel Paese. Attualmente, complice anche le grandi prospettive di crescita del mercato indiano, l’e-commerce sta catalizzando numerosi e ingenti investimenti da parte dei maggiori player privati indiani ed esteri tra cui Alibaba, la più grande piattaforma di scambio online B2b.

   

 

 

 

 

 

 

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