Officine PNRR: Sistema moda - Analisi Settore

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Il sistema moda è un settore chiave per la manifattura italiana e nell’ultimo decennio ha saputo vincere le sfide della globalizzazione grazie a un continuo processo di riqualificazione del prodotto in grado di riposizionare l’offerta sulle fasce più elevate

 

L’Italia è leader in Europa sia per numero di imprese operanti nel sistema moda (25% del totale, 56.422 imprese) che per fatturato generato (41% del totale, 81.226 mln di euro). La leadership si conferma anche osservando gli addetti impiegati nel settore (24% del totale, 435.134).

 

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Il sistema moda rappresenta una quota rilevante all’interno del tessuto industriale manifatturiero italiano, collocandosi in seconda posizione per numero di imprese (17% del totale manifatturiero). Il settore si colloca in quinta posizione per fatturato generato (8% del totale manifatturiero) e in quarta posizione per numero di addetti (12% del totale manifatturiero). 

 

Le regioni italiane più specializzate nel settore sono Toscana, Marche e Veneto: l'industria del sistema moda è più rilevante per le regioni del Centro-Nord rispetto a quelle del Sud.

La regione italiana che registra il numero più elevato di imprese operanti nel settore è la Toscana (14.573 imprese).

 

 

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Nell’ultimo decennio l’industria italiana della moda ha registrato tassi di crescita inferiori alla media complessiva del manifatturiero, complice la forte pressione competitiva dei paesi emergenti. A ciò si aggiunge il conto della crisi da Covid-19,piuttosto salato per il sistema moda,tra i settori più penalizzati dall’emergenza sanitaria.

Sul mercato estero, dopo il crollo del 2020 e il rimbalzo successivo, gli spunti di crescita si manterranno elevati, in particolare nei Paesi emergenti.

La redditività si mantiene su buoni livelli, superiori alla media del manifatturiero nel pre-Covid. Anche il Leverage è contenuto: le imprese del settore sono solide dal punto di vista patrimoniale.

 

Il sistema moda è chiamato a molteplici sfide, che se approcciate con attenzione possono trasformarsi in grandi opportunità di business.

Nuove preferenze di consumo sono sempre più correlate ai temi di trasparenza e sostenibilità: i consumatori, sempre più attenti a questi temi, manifestano una propensione per gli acquisti online, in deciso aumento.

Infine, le innovazioni tecnologiche consentiranno il raggiungimento di livelli di produttività sempre migliori, aiutando l’Italia a competere con i paesi emergenti e a incrementare sempre più l’export e il livello di internazionalizzazione.

 

 

Come sono fatte e dove lavorano le imprese del settore?

Per scattare una fotografia realistica del sistema moda è necessario analizzare le risultanze di un anno rappresentativo: è evidente come il 2020, a causa del dilagare della pandemia da Covid-19, non possa essere l'anno ideale per valutare la struttura di questo settore. Per evitare distorsioni statistiche si prende come riferimento l’anno 2019.

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Le statistiche ufficiali del 2019 relative al numero di imprese testimoniano la leadership dell’industria italiana della moda in Europa per numerosità di imprese. In Italia, infatti, sono attive 56.422 imprese, il 25% di quelle operanti in Europa (223.241).

Un ulteriore indicatore utile a comprendere la consistenza in Europa delle imprese italiane operanti nel settore è rappresentato dal fatturato. Le 56.422 imprese italiane generano oltre 81 miliardi di euro di fatturato, il 41% del totale dei paesi UE, collocando l'Italia al primo posto nel ranking dei principali produttori dell'industria della moda.

 

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In termini di manodopera a livello europeo, il 24% degli addetti del sistema moda lavora in imprese italiane: in valore assoluto sono oltre 435.000 lavoratori.

 

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 A livello europeo il numero totale di addetti impiegati nel settore è pari a 1.841.295.

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A livello di macro comparti,la specializzazione produttiva italiana in termini di numero di imprese, fatturato e di addetti è sostanzialmente allineata alla media europea: il tessile-abbigliamento è decisamente preponderante rispetto al comparto pelli-calzature.

Emerge inoltre chiaramente come, rispetto ai concorrenti europei, ilsistema moda italianopossa vantare unaspecializzazione in tutte le fasi delle due principali filiere, sia a monte che a valle, tanto nella filiera del tessile-abbigliamento, quanto in quella del pelli-calzature. In sostanza, le imprese italiane coprono tutte le tipologie di lavorazione possibili all'interno delle due macro filiere.

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Il sistema moda ha un peso rilevante anche sul totale manifatturiero italiano: le oltre 56 mila imprese operanti nel settore rappresentano il 17% dell’industria manifatturiera.

La percentuale si riduce all’8% se si considera il fatturato, collocando il sistema moda al quinto posto tra i settori industriali italiani.

Nel settore sono impiegati il 12% degli addetti dell’industria manifatturiera italiana, collocando la moda al quarto posto nel Ranking.

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Un ulteriore elemento strutturale che caratterizza il settore è legato alla dimensione media delle imprese: il tessuto produttivo del sistema moda italiano è fatto prevalentemente di aziende di piccole e piccolissime dimensioni.

Le imprese con un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro rappresentano infatti il 98% del totale e generano la metà del fatturato complessivo, avvalendosi del 70% della forza lavoro.

Si tratta quindi di un settore che è strutturalmente formato da piccole-medie imprese che lavorano accanto ai grandi marchi dei brand del lusso nazionali e spesso di questi sono anche fornitori.

All'estremo opposto vi sono le imprese di grandi dimensioni, con un fatturato superiore ai 50 milioni di euro, che generano circa il 25% dei ricavi complessivi.

 

 

 
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Un elemento strutturale di particolare rilievo riguarda la territorialità di questo settore.

Ben 44.000 imprese su 56.000 sono attive in sole sei regioni:

•           in Lombardia, in Veneto, e in Emilia Romagna, al Nord;

•           nelle Marche e in Toscana, al Centro;

•           in Campania al Sud.

Le restanti imprese si distribuiscono capillarmente nel resto del territorio nazionale.

Un’analisi limitata all’osservazione dei valori in termini assoluti non è tuttavia completa, questo perché in alcune aree del paese l'industria del sistema moda può risultare il settore chiave, a volte l'unico dell'intero sistema industriale.

Per considerare questo aspetto, occorre valutare la specializzazione produttiva delle singole regioni, esaminando l’indice di specializzazione, che definisce il rapporto tra il peso (%) che ha il fatturato del settore sul totale dell’economia regionale e il peso (%) che ha il fatturato del settore sul totale dell’economia nazionale. Tale indice dà informazioni su quanto sia rilevante un settore per un determinato territorio rispetto alla media nazionale. A valori elevati dell’indice (>100) corrisponde una maggiore specializzazione produttiva della regione nel settore.

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Mappando tale indice emerge che l'industria del sistema moda è più rilevante per le regioni del Centro-Nord rispetto a quelle del Mezzogiorno.

Emerge in aggiunta come le regioni a maggiore specializzazione, ovvero quelle in cui questo settore è fondamentale per singoli sistemi economici territoriali, risultino la Toscana, le Marche e il Veneto, cui corrispondono rispettivamente i punteggi 372, 303 e 187.

Tale risultanza non deve stupire, dal momento che si tratta di tre regioni dove sono attivi alcuni dei distretti industriali più rilevanti:

•           il calzaturiero nelle Marche;

•           la pelletteria in Toscana;

•           l’abbigliamento, ma anche le calzature, nel Veneto.

La presenza di alcuni distretti industriali famosi caratterizza peraltro il tessuto produttivo anche di alcune regioni del Sud specializzate nelle produzioni della moda, pensiamo ad esempio alla Campania, in cui ha sede il distretto conciario di Solofra, o al distretto dell'abito da sposa in Puglia.

 

 

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