Varie 16 maggio 2024

Che export tira? Marzo 2024

Tra gennaio e marzo le vendite italiane oltreconfine hanno registrato un calo del 2,8%, determinato dall’intensa riduzione del dato in volume (-3,9%) e nonostante il supporto dei valori medi unitari (+1,2%).

1. Il mese di riferimento

La congiuntura. A marzo le esportazioni hanno proseguito l’andamento volatile visto negli scorsi mesi segnando una flessione (-1,7% vs. febbraio). La dinamica è stata condizionata da movimentazioni di cantieristica navale registrate a febbraio al netto delle quali l’export sarebbe invariato (+0,2%).

Il trend. Le vendite oltreconfine sono risultate in decisa contrazione su base annua (-8,9%), sulla riduzione più ampia delle vendite verso i Paesi Ue (-12,3%) che di quelle verso l’area extra-Ue (-5%). 

Contesto globale. L’avanzo commerciale, pari a €4,3 mld a marzo, è il risultato di un marcato sostegno dell’area extra-Ue, a fronte di un disavanzo per l’Ue.

 

2. Come è andata nei primi tre mesi del 2024?

Tra gennaio e marzo l’export ha visto un’inversione di tendenza riportando un calo del 2,8% (dopo il +0,8% precedente), determinata dall’intensa riduzione del dato in volume (-3,9%) e nonostante il supporto dei valori medi unitari (+1,2%). In calo diversi settori tra cui metalli (-12,8%) e articoli farmaceutici (-14%).

 

2.1. Dentro e fuori l’Unione Europea

Le esportazioni verso i Paesi Ue hanno riportato una significativa flessione (-4,3%), diffusa a numerosi mercati: da rilevanti partner commerciali come Francia (-4,3%) e Germania (-8,7%) a Paesi Bassi (-2,8%) e Belgio (-2,7%). Fanno eccezione gli aumenti verso Polonia (+3%) e Spagna (+1,4%).

 

Più contenuta la riduzione verso i Paesi extra-Ue (-1%), dove si confermano andamenti eterogenei. In evidenza i marcati incrementi verso Paesi OPEC (+12%), Giappone (+9,6%) e Stati Uniti (+9,3%), a fronte di nette contrazioni per Cina (-45,8%) e Russia (-19,4%). In negativo l’export verso India (-2,5%) e Regno Unito (-5,1%).

 

2.2. Focus Paesi

Nei primi tre mesi dell’anno le vendite oltreconfine di tessile e abbigliamento hanno mostrato una dinamica in lieve rialzo verso Francia (+1%) e Giappone (+1,2%) e in deciso calo, superiore anche alla media del settore, verso il Regno Unito (-9,6%). La domanda di alimentari e bevande ha segnato aumenti - più o meno intensi - diffusi a tutti e tre i mercati di destinazione: Tokyo (+62,8%), Londra (+8,8%) e Parigi (+1,6%). I prodotti farmaceutici, invece, sono  

 


2.3. Focus industrie e settori

I beni strumentali hanno continuato a mostrare un segno positivo (+2,3%), seppur in progressiva riduzione a causa del calo nella componente in volume (-1%). I beni di consumo (-1,2%) sono stati segnati dall’andamento favorevole di quelli durevoli (+8,3%) – unico raggruppamento a registrare una crescita nei volumi – che si è contrapposto a quello negativo  dei beni non durevoli (-3%).

La flessione si conferma significativa per i beni intermedi (-8,9%), a riflesso della contrazione sia dei valori medi unitari (-3,3%) che di quello ancora più intenso del dato in volume (-5,8%). In negativo, seppur in misura relativamente più contenuta, anche i prodotti energetici (-5%).


Gli apparecchi elettronici hanno registrato un incremento modesto (+1,3%), sulla spinta della domanda di alcuni importanti mercati di destinazione come Spagna (+21,3%), Francia (+3,6%) e Germania (+2,1%).

Le vendite di meccanica strumentale (-0,4%) sono rimaste pressoché stabili nonostante l’impulso fornito dai Paesi extra-Ue (+3,7%). Tra questi si evidenziano i rialzi a doppia cifra verso Paesi OPEC (+22,9%) e Stati Uniti (+16,4%) ma anche gli aumenti di Cina (+6,1%) e India (+2,2%). La debole dinamica dell’export di gomma e plastica (-4,9%) è diffusa a quasi tutti i principali mercati con alcune eccezioni tra cui Polonia (+2,7%) e Stati Uniti (+1,9%).


 

 

 

 

 

Scarica il documento!

 

Desideri ulteriori informazioni?
Compila il modulo e ti risponderemo al più presto.
Focus On 14 aprile 2026
Il settore dell’Arredo rappresenta uno dei pilastri del Made in Italy, distinguendosi a livello internazionale per design, qualità dei materiali e cura artigianale. Una filiera che vale 161 miliardi di euro, con oltre 154 mila imprese, e più di 656 mila occupati. Nel 2025 l’Italia ha esportato nel mondo mobili e prodotti in legno per 13,8 miliardi di euro, stabile rispetto all’anno precedente. I mercati principali restano Francia e Stati Uniti, che insieme assorbono circa il 30% dell’export del settore. Opportunità più interessanti oggi arrivano anche da altri mercati: Paesi meno presidiati, ma con grande potenziale, come Turchia, Marocco, Brasile e India
Focus On 09 aprile 2026
L’Italia guida la produzione di vino mondiale: 47,3 milioni di ettolitri nel 2025, tra leadership produttiva e un sistema di qualità unico fatto di territori e denominazioni. Il mercato vale circa $360 miliardi nel 2025 e cresce verso $440 miliardi entro il 2031: un’opportunità che premia chi punta su valore, export e segmenti premium. Tra sfide (costi, clima, dazi) e nuove tendenze (sostenibilità, premiumizzazione, low/zero alcol), il report racconta come il vino italiano può trasformare la qualità in competitività globale.
Focus On 25 marzo 2026
La transizione energetica è oggi una leva strategica per competitività, sicurezza e crescita industriale. Investimenti globali e nuove tecnologie stanno riconfigurando mercati, filiere e modelli di business. Per le imprese italiane, efficienza energetica e fonti rinnovabili diventano fattori chiave di resilienza. Il Made in Italy può rafforzarsi sviluppando filiere industriali legate alla decarbonizzazione.