Focus On 06 maggio 2024

SACE a Cibus per accompagnare le imprese dell’Agroalimentare

SACE sarà presente a Cibus, a fianco delle imprese del settore agroalimentare per sostenerne la crescita attraverso diverse soluzioni. Le vendite estere di agroalimentare rappresentano oltre il 10% dell’export italiano. Lo scorso anno l’export di agroalimentare ha raggiunto ancora una volta un valore record pari a €64,4 miliardi, con un aumento del 6% circa. Prospettive positive anche per il 2024. Principale comparto di export sono le bevande, mentre i prodotti del Made in Italy più dinamici sono pasta e prodotti da forno, latte e formaggi e preparazioni di ortaggi e frutta. Le principali destinazioni per l’agroalimentare italiano sono le geografie europee e gli USA, mentre mercati meno presidiati ma molto dinamici sono India, Vietnam, Messico e Polonia. L'implementazione di sistemi digitali anche nel settore agroalimentare italiano può svolgere un ruolo chiave in termini di competitività internazionale, sostenibilità e ottimizzazione dei processi di produzione.
  • SACE sarà presente a Cibus, a fianco delle imprese del settore agroalimentare per sostenerne la crescita attraverso diverse soluzioni, tra cui: Garanzia Green per supportarle nei processi di transizione migliorando i cicli produttivi con tecnologie sostenibili e a basse emissioni (come per esempio l’uso di materiali di packaging 100% riciclabili); Garanzia Futuro per accompagnarle sui mercati globali, nell’innovazione tecnologica e nel processo di digitalizzazione, negli investimenti in infrastrutture e sostenibilità, nelle filiere strategiche e nelle aree economicamente svantaggiate e nello sviluppo dell’imprenditoria femminile; recupero crediti e factoring per liberare maggiori risorse finanziare da dedicare al business e agli investimenti.

  • Le vendite estere di agroalimentare rappresentano oltre il 10% dell’export italiano. Tra il 2019 e il 2023 sono cresciute a un tasso annuo composto (CAGR) dell’8,9%, superando il ritmo delle esportazioni italiane nel suo complesso. Lo scorso anno l’export di agroalimentare ha raggiunto ancora una volta un valore record pari a €64,4 miliardi, con un aumento del 6% circa. Anche per il 2024 le prospettive sono di un’espansione che si attesterà su livelli relativamente inferiori se confrontati con quegli degli scorsi anni ma comunque sostenuti.

  • Le bevande (specie vino) ­sono il principale comparto di export con una quota del 19%, malgrado nel 2023 abbiano registrato una crescita sotto la media (+2,5%). I prodotti del Made in Italy più dinamici che hanno guidato la buona performance del settore sono stati pasta e prodotti da forno (+8,6%), latte e formaggi (+10,3%), preparazioni di ortaggi e frutta (+12,5%) e altre preparazioni alimentari (+13%), in cui rientrano salse e conserve.

  • Le principali destinazioni per l’agroalimentare italiano sono le geografie europee – in primis Germania e Francia – e gli Stati Uniti, dove i consumatori hanno un potere d’acquisto elevato e riconoscono la qualità dei prodotti Made in Italy. Vi sono poi mercati meno presidiati in cui il nostro export è risultato particolarmente dinamico negli ultimi anni e in cui la spesa per prodotti agroalimentari è attesa crescere in modo marcato. È il caso di India e Vietnam in Asia, ma anche del Messico in America Latina e della Polonia in Europa.

  • Le caratteristiche intrinseche di ciascuna regione si riflettono nelle varietà uniche della produzione dei prodotti agroalimentari italiani. Nel 2023 l’Emilia-Romagna è la principale regione esportatrice di prodotti agroalimentari (18,2% dell’export nazionale del settore), seguita da Lombardia (16,2%), Veneto (14,9%) e Piemonte (13,8%).

  • Anche il settore agroalimentare italiano può beneficiare dello sviluppo dei sistemi digitali per incrementare la propria competitività internazionale, sostenibilità e ottimizzazione dei processi di produzione. L’IA e le ultime tecnologie – come per esempio l'utilizzo di droni per il monitoraggio delle colture, dispositivi d’irrigazione intelligente e collari intelligenti per il bestiame – possono infatti rappresentare per le nostre imprese un rapido ed efficiente strumento di analisi e di acquisizione di Big data, aprendo loro nuove opportunità di business.

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