Varie 18 gennaio 2022

Che export tira? Novembre 2021

Tra gennaio e novembre 2021 le esportazioni italiane di beni sono in crescita del 18,4% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 6,3% rispetto a quello del 2019.

1. Il mese di riferimento

La congiuntura. A novembre, l’export italiano di beni si conferma in crescita (+2,7% su ottobre), grazie agli aumenti registrati verso l’area extra-Ue (+2,9%) e Ue (+2,4%). In positivo il dato trimestrale settembre-novembre’21 rispetto ai tre mesi precedenti (+1,9%). 

Il trend. In termini tendenziali, in novembre le vendite oltreconfine tornano ad accelerare mostrando un aumento del 16,8%, grazie soprattutto ai valori medi unitari (+13,2%) e in misura minore ai volumi (+3,2%). 

Contesto globale. La crescita su base annua è trainata da raffinati, metalli e prodotti in metallo, prodotti chimici e alimentari, che spiegano la metà dell’aumento tendenziale registrato.

2. Come sta andando nei primi 11 mesi?

Tra gennaio e novembre 2021 le esportazioni italiane sono cresciute del 18,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, riportando una decelerazione solo lieve rispetto a quanto registrato il mese precedente (+18,6% gen-ott’21 vs. gen-ott’20). Nei primi undici mesi l’export è in crescita del 6,3% rispetto ai livelli dello stesso periodo del 2019.

2.1. Dentro e fuori l’Unione Europea

Nei primi undici mesi del 2021 l’export verso i Paesi Ue ha continuato a segnare +20%. L’incremento è stato sostenuto specie per Paesi Bassi (+33,3%), Polonia (+24,1%) e Spagna (+22,9%), ma è stato significativo anche per Germania (+19,3%) e Francia (+16,9%), i nostri primi due partner commerciali.

Crescita marcata anche per le vendite verso i Paesi extra-Ue (+16,7%). Si evidenzia però eterogeneità di performance all’interno dell’area, con rialzi significativi verso Mercosur (+31,2%), India (+29,7%) e Cina (+24,3%) e crescite relativamente più contenute per UK (+5,3%), Giappone (+6,3%) e Russia (+8,3%). 

2.2. Focus Paesi

Tra gennaio e novembre 2021, le nostre vendite di alimentari e bevande sono cresciute sopra la media del settore in Spagna (+19,7%), Giappone (+15,4%) e Repubblica Ceca (+14,1%). Rialzi importanti si sono osservati anche per gli articoli in pelle verso Madrid e Tokyo (+23,7% e +19,9% rispettivamente), mentre sono in calo verso Praga (-1,4%). Tra i beni intermedi, la domanda di metalli e prodotti in metallo è in forte aumento in tutti e tre i mercati (Giappone +59,7%, Repubblica Ceca +50,2% e Spagna +36,4%) e quella di prodotti chimici segna incrementi intorno al 30% a Praga e Madrid, ma è in flessione a Tokyo.

2.3. Focus industrie e settori

In termini di raggruppamenti principali di industrie, i beni intermedi continuano a registrare la crescita più sostenuta (+23,7% tendenziale nei primi undici mesi), complice il rialzo dei prezzi osservato per questi beni – specie metalli e prodotti in metallo – negli ultimi mesi. Seguono per performance i beni strumentali, in aumento del 16,7%, che scontano, almeno in parte, le difficoltà riscontrate nella catena di approvvigionamento degli autoveicoli.

Rimane più contenuto, pur essendo a doppia cifra, l’incremento dei beni di consumo (+12,4%), sostenuti ancora dalla componente dei beni durevoli (+30,4%) a fronte di un aumento più modesto di quelli non durevoli (+9,1%).

Le esportazioni di mobili Made in Italy sono in forte crescita (+22,1%), grazie al traino della domanda proveniente dai Paesi extra-Ue (+26,5%) ma anche da alcuni importanti partner europei quali Francia (+25,8%) e Spagna (+21,4%).

Anche le vendite di mezzi di trasporto segnano un incremento a doppia cifra (+18,3%), più marcato nei Paesi extra-Ue (+22,3%) grazie alla componente degli altri mezzi di trasporto.

Gli articoli farmaceutici risultano ancora in flessione (-4,1%), dopo l’aumento del 2020. Il calo è attenuato dalla domanda dei Paesi Ue (+5,3%), specie di Paesi Bassi e Belgio – hub distributivi del settore.

 

Scarica il documento!

 

Desideri ulteriori informazioni?
Compila il modulo e ti risponderemo al più presto.
Focus On 24 gennaio 2023
L’impatto del Terziario nell’export di beni e servizi è sempre più centrale nelle dinamiche economiche internazionali. Importanti margini di crescita possono derivare da una maggiore spinta in termini di competitività e digitalizzazione, per compensare le criticità in termini di produttività, competenza e formazione e grado di apertura di molti mercati.
Varie 18 gennaio 2023
Tra gennaio e novembre le vendite all’estero di beni si sono confermate in ampio rialzo (+20,5% rispetto allo stesso periodo del 2021). L’andamento è guidato dai valori medi unitari (vmu; +20,1%), sulle spinte inflative; rimangono stabili i volumi (+0,3%).
Sasso nello stagno 28 dicembre 2022
Il trasporto aereo è tra i settori maggiormente ciclici e nel 2020 ha subito fortemente l’impatto delle restrizioni agli spostamenti necessarie per contrastare la diffusione di Covid-19. Il 2021 si è rivelato un anno di ripresa, soprattutto per il traffico merci, mentre quello passeggeri ha solo iniziato la fase di recupero, che è proseguita con maggiore vigore nel 2022 grazie al progressivo allentamento delle restrizioni, ma il pieno recupero si avrà solo nel 2024. Rischi in aumento per il settore nel 2023, in particolare legati all’aumento del costo dei carburanti con implicazioni anche sulle politiche di sostenibilità ambientale. Non sono comunque da escludere sorprese positive per il 2023: se la possibile conclusione del conflitto in Ucraina non appare imminente, gli effetti dello stop alla Zero-Covid policy in Cina non tarderanno a manifestarsi.