Varie 12 agosto 2022

Che export tira? Giugno 2022

Tra gennaio e giugno le vendite italiane oltreconfine sono risultate in crescita del 22,4% rispetto ai primi sei mesi del 2021. Prosegue il forte rialzo dei valori medi unitari (+20,1%), mentre la componente dei volumi è cresciuta a un ritmo molto più modesto (+2%).

1. Il mese di riferimento

La congiuntura.  A giugno si è interrotta la dinamica positiva dell’export che proseguiva da inizio anno, con un calo congiunturale del 2,1%. Il secondo trimestre ha segnato comunque un andamento molto positivo, seppur in decelerazione (+6,2% da +8% gen-mar’22). 

Il trend.  Anche su base annua a giugno la crescita dell’export è rallentata, rimanendo sostenuta (+21,2%; +29,5% a maggio). In aumento il deficit energetico, a seguito dei rialzi dei valori medi unitari all’import di prodotti energetici, così come il deficit commerciale.

Contesto globale.  Significativa la contrazione per l’export verso la Russia (-19,1% vs. giu’21) e lieve flessione anche per quello diretto in Svizzera (-2,2%). 

 

2. Come è andata nel primo semestre?

Tra gennaio e giugno le vendite italiane oltreconfine sono risultate in crescita del 22,4% rispetto ai primi sei mesi del 2021 (+22,6% il dato gen-mag’22 vs. 21). Prosegue il forte rialzo dei valori medi unitari (vmu; +20,1%), conseguenza dei rincari di materie prime e semilavorati, mentre la componente dei volumi è cresciuta a un ritmo molto più modesto (+2%). 

 

2.1. Dentro e fuori l’Unione Europea

Le esportazioni verso i Paesi Ue hanno registrato un incremento del 24,3%. In evidenza soprattutto gli aumenti verso Belgio (+32,7%), Spagna (+29,1%) e Austria (+24,8%). Inferiore alla media, ma comunque significativa, la domanda proveniente da Francia (+20%), Polonia (+19,7%) e Germania (+18,6%). 

Crescita a doppia cifra, seppur lievemente meno marcata, anche per i Paesi extra-Ue (+20,3%). Trainano destinazioni come Paesi OPEC (+31,5%), Stati Uniti (+31,3%) e India (+26,2%). Meno intensi, invece, gli andamenti verso Svizzera (+11,5%) e Giappone (+9,6%); ancora in negativo la Cina (-2%). 

  

2.2. Focus Paesi

Nel primo semestre del 2022 le esportazioni di articoli farmaceutici verso il Belgio, hub logistico del settore in Europa, sono risultate in forte crescita (+61,5%); ampio l’aumento anche in India (+30,5%) e più contenuto in Polonia (+13,1%). I prodotti in metallo, interessati dai rincari dei prezzi a livello globale, hanno mostrato incrementi elevati verso Bruxelles (+43,4%) e Varsavia (+31,1%), sotto la media settoriale, invece, a New Delhi (+18,2%). La dinamica delle vendite di apparecchi elettrici è stata molto positiva in India (+33,7%) e Polonia (+23,2%), a fronte di un modesto incremento in Belgio (+2,6%). 

 

2.3. Focus industrie e settori

In termini di raggruppamenti principali di industrie, i beni intermedi si confermano i più dinamici (+25,8% I sem.’22 vs I sem.’21) grazie al traino dei valori medi unitari (+26,4%) e con un lieve calo dei volumi (-0,5%). Decelera leggermente ma rimane pur sempre a tre cifre l’aumento dell’energia (+112,4%).

Prosegue la crescita intensa dei beni di consumo (+22,2%), specie quelli non durevoli (+22,9%), che a differenza degli altri raggruppamenti riportano buone performance sia a livello di volumi che di vmu. È più contenuto l’aumento dei beni strumentali (+11,9%), che vedono un calo dei volumi (-0,6%) coerente con problemi di approvvigionamento e con una tendenza al rinvio degli investimenti in un clima di incertezza. 

 

Nel primo semestre del 2022 l’incremento è stato ampio per alimentari e bevande (+20,6%), sul traino dei Paesi Ue (+25,4%). Tra questi si segnalano soprattutto partner est-europei quali Polonia (+50,2%), Rep. Ceca (+43,7%) e Romania (+26,9%). Sull’andamento extra-Ue (+15,4%) pesano invece le contrazioni in Cina, Russia e Giappone.

Buona performance per gli articoli in pelle (+19,9%), che compensano il calo in Svizzera (-1,3%), primo mercato di destinazione, con ampi incrementi verso gli altri maggiori partner. Rimane più contenuta la crescita dei mezzi di trasporto (+14,3%): mostra ancora criticità l’automotive (+3,6%), mentre crescono a ritmi significativi gli altri mezzi (+22,6%). 

 

 

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