Varie 14 giugno 2024

Che export tira? Aprile 2024

Tra gennaio e aprile le vendite italiane sono tornate in territorio positivo a +0,3%, beneficiando del supporto dei valori medi unitari (+1,5%) che ha più che compensato il calo dei volumi (-1,2%).

1. Il mese di riferimento

La congiuntura. Ad aprile l’export ha continuato a mostrare una dinamica volatile riportando un aumento su base mensile (+2,3% vs. marzo). La crescita è stata trainata dalle vendite verso l’area extra-Ue di beni di consumo non durevoli e beni strumentali, specie mezzi di navigazione marittima.

Il trend. Le esportazioni hanno registrato un notevole rialzo tendenziale (+10,7%), grazie al contributo di tutti i principali partner commerciali, compresa la Germania dopo un anno di ininterrotta flessione.

Contesto globale. L’avanzo commerciale si è attestato a €4,8 mld ad aprile, sostenuto dell’area extra-Ue, a fronte di un contenuto disavanzo per l’Ue.

 

2. Come è andata nei primi quattro mesi del 2024?

Tra gennaio e aprile le vendite italiane sono tornate in territorio positivo a +0,3% (dopo il -2,8% precedente). L’andamento ha beneficiato del supporto dei valori medi unitari (+1,5%) che ha più che compensato il calo dei volumi (-1,2%). In ampia crescita strumenti medici e preziosi (+28,6%) e alimentari e bevande (+10,4%). 

 

2.1. Dentro e fuori l’Unione Europea

Le esportazioni verso i Paesi Ue hanno segnato una modesta flessione (-1,4%) su cui hanno pesato le contrazioni segnate da importanti mercati come Francia (-2,1%) e Germania (-5,8%). Buoni risultati sono stati invece registrati da Spagna (+4,1%), Polonia (+3,4%), Belgio (+2%) e Paesi Bassi (+1,3%).

La dinamica è risultata opposta verso i Paesi extra-Ue (+2,3%), dove si continuano a vedere performance diversificate. Da un lato, gli elevati rialzi verso Paesi OPEC (+13,5%) e Giappone (+12,8%), dall’altro la netta riduzione della Cina (-38,2%). In aumento la domanda da Stati Uniti (+7,5%) e Regno Unito (+5,5%), stabile in India (-0,1%). 

 

2.2. Focus Paesi

Nei primi quattro mesi dell’anno l’export di apparecchi elettrici ha riportato significative crescite verso Stati Uniti  (+14,8%) e Belgio (+8,1%), mentre è diminuito in Svizzera (-7,6%). Gli articoli farmaceutici hanno mostrato dinamiche positive, in controtendenza con la media del settore a livello mondo, in tutti e tre i mercati di destinazione: Berna (+63,8%), Washington (+46,2%) e Bruxelles (+9,6%). La domanda di articoli in pelle, al contrario, si è contratta notevolmente in Svizzera (-63,5%) e Belgio (-18,1%) e in misura inferiore negli Stati Uniti (-2%).


2.3. Focus industrie e settori

I beni di consumo (+4,1%) hanno registrato un buon incremento grazie al contributo positivo sia di quelli durevoli (+14,5%) – unico raggruppamento a registrare una crescita nei volumi – sia dei beni non durevoli (+2,1%). I beni strumentali hanno confermato la dinamica di crescita (+2,4%), beneficiando del rialzo dei valori medi unitari (+3,5%), a fronte del calo del dato in volume (-1,1%).

È risultato ancora in flessione, seppur in misura ridotta, l’export di beni intermedi (-5,2%), a risultato della duplice contrazione dei valori medi unitari (-3,2%) e della componente in volume (-2,1%). Si conferma in negativo anche l’andamento dei prodotti energetici (-3,8%).

Le vendite di alimentari e bevande hanno segnato un significativo incremento (+10,4%), sul traino della domanda di alcune rilevanti destinazioni come Giappone (+68,5%), Stati Uniti (+21,1%) e Regno Unito (+10,8%).

L’andamento favorevole dell’export di mezzi di trasporto (+2,1%) è stato guidato dai Paesi extra-Ue (+8,5%) tra cui risultano in particolare evidenza i rialzi di Regno Unito (+45,3%), Paesi OPEC (+32,7%) e Stati Uniti (+8,8%); in risalto anche la performance a doppia cifra della Polonia (+37,3%). La domanda in contrazione di metalli e prodotti in metallo (-9,4%) è diffusa a quasi tutti i principali mercati con alcune eccezioni tra cui Belgio (+23,3%) e Romania (+1,3%).

 


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