Update Espresso 07 settembre 2018

Update Espresso: 7 settembre 2018

Leggi il nuovo Update Espresso su Sudafrica, Ucraina, Argentina, Svezia e navale

 

Ogni settimana, insieme a una sintesi delle principali news su Paesi e settori, i nostri economisti a turno prenderanno un caffè insieme a voi commentando con un video la notizia più importante della settimana per indirizzarvi verso le migliori opportunità per il Made in Italy e darvi sempre il nostro punto di vista sul mondo che cambia.

 

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PAESI

 

 

SUDAFRICA: Recessione e timori di downgrade

Per la prima volta dal 2009, l’economia sudafricana è entrata in recessione: secondo i dati pubblicati dall’ufficio di statistica nazionale, il Pil sudafricano è declinato dello 0,7% nel secondo trimestre del 2018, un nuovo risultato negativo dopo la contrazione del 2,6% registrata nel trimestre precedente. Tra i settori che evidenziano una dinamica negativa, si sottolinea l’agricoltura
(-29% nel secondo trimestre), ancora gravata dalla persistente siccità nel Western Cape; in calo anche i dati relativi a trasporti e settore retail. Notizie positive provengono invece dal settore minerario (+5%) e finanziario (+2%).

Le recenti statistiche hanno contribuito a un ulteriore indebolimento del rand nei confronti delle principali valute e innescato un impatto negativo sui principali indici obbligazionari e azionari. Aumentano peraltro i timori di un potenziale downgrade dell’agenzia di rating Moody’s, che potrebbe innescare una fuoriuscita di capitali dal Paese, complicando i piani di rilancio economico e di riforme del Presidente Ramaphosa.

 

 

UCRAINA: Il prestito-ponte e il ponte sanzionato

A fine agosto il Ministero delle Finanze ucraino ha piazzato diverse obbligazioni denominate in euro per un totale di 725 milioni a un tasso effettivo del 9,2% annuo per ripagare un coupon sull’Eurobond in scadenza il 4 settembre (444 milioni) e la rata da 160 milioni di dollari al Fondo Monetario Internazionale. Il governo di Kiev è dovuto ricorrere al prestito-ponte in attesa dello sblocco di ulteriori fondi da parte del Fmi (già erogati per 8,7 miliardi di dollari sui 17,5 miliardi previsti). Quest’ultimo ha subordinato l’erogazione al varo di alcune riforme volte a ridurre il livello di corruzione nel Paese e che il governo fatica a implementare.

Sul quadro operativo continua a pesare il conflitto interno: l’Unione Europea, a fine luglio, ha incluso tra i soggetti sanzionati sei compagnie ucraine coinvolte nella costruzione del ponte sullo stretto di Kerch tra Crimea e Russia.

 

 

ARGENTINA: Di nuovo sull’orlo della crisi

Nel mese di agosto, un nuovo shock ha travolto l’economia argentina, a causa di un mix di fattori interni, legati alla debole posizione fiscale, ed esterni, in seguito all’aumento dei tassi Usa e delle turbolenze sui mercati finanziari. Il trend negativo del peso argentino, che il mese scorso ha perso circa il 40% del proprio valore, e la comunicazione di dati pessimistici sulle prospettive economiche del Paese, con un’inflazione oltre il 30% e un Pil in calo di circa il 6%, hanno contribuito a innervosire i mercati.

I provvedimenti adottati, come il drastico rialzo dei tassi da parte della banca centrale e l’annuncio di nuove misure di austerity, non sono sembrati sufficienti, spingendo il Presidente a chiedere al Fmi di anticipare l’erogazione dei 50 miliardi di dollari previsti nel recente accordo. Le prossime negoziazioni con il Fmi saranno determinanti per valutare la capacità del Paese di onorare il proprio debito estero, data l’imminente scadenza a novembre di alcune cedole.

 

 

SVEZIA: Elezioni in vista

Il prossimo 9 settembre andranno in scena le elezioni generali. L'attuale governo di minoranza, composto dai socialdemocratici e dal partito dei verdi ha raggiunto risultato positivi da quando è entrato in carica (2014) sia in termini di crescita economica (anche in virtù di una politica monetaria accomodante, un mercato immobiliare in forte espansione e consumi privati in aumento) sia in termini di calo della disoccupazione (al 6,3%, tasso minimo degli ultimi 10 anni). Tuttavia i sondaggi vedono avanzare il partito di opposizione di estrema destra, che punta forte sui temi dell'immigrazione e della sicurezza. Nel frattempo la corona si è fortemente svalutata (ai minimi dal 2009) e l’incertezza del risultato elettorale, con conseguenti ritardi nella formazione del governo, potrebbe tradursi in una crescente pressione sulla valuta.

Le previsioni di crescita del Pil del Paese restano ancora favorevoli: è infatti atteso un incremento del 2,4% nel 2018 e dell’1,9% nell’anno successivo. Altrettanto favorevoli sono le previsioni di crescita dell’export italiano verso la Svezia: +5,6% nel 2018 e + 4,9% nel 2019.

 

 

SETTORI

 

 

NAVALE: Rispettare le regole o barare?

Dal 2020 entreranno in vigore le nuove regole della International Maritime Organization sulle emissioni di zolfo valide per tutto il settore navale globale. A soli 16 mesi da questa data, gli operatori non sono ancora pronti: non solo le raffinerie potrebbero non riuscire a produrre sufficiente carburante alternativo nel rispetto della nuova normativa, ma l’incertezza sulle modalità di applicazione e controllo esacerba il rischio che molti continuino a usare carburanti inquinanti e meno costosi (Wood Mackenzie stima che solo il 2% della flotta mondiale sarà dotata di scrubber entro il 2020).

Il cambio di regole della IMO spingerà in alto i prezzi del greggio di 4 dollari al barile, secondo Bloomberg, con un effetto domino sul commercio globale. Il maggior costo del trasporto navale (il carburante pesa circa metà dei costi operativi giornalieri di una nave) ricadrà in ultimo sui consumatori.

 

 

I NUMERI DELLA SETTIMANA

 

$6-20 mila Extra-spese giornaliere stimate di una nave che passi al carburante pulito in ottemperanza alle nuove regole IMO (Thomson Reuters)
$5-30 mld Extra-costo annuale stimato per il settore container mondiale derivante dall’uso di carburante pulito (Ocse)
$90 Prezzo al barile previsto al 2020 come effetto della normativa sulle emissioni navali (Morgan Stanley)

 

 

MODIFICHE AL RATING

 

CILE: Moody’s da Aa3 ad A1
CIPRO: Moody’s da Ba3 a Ba2
GRECIA: Fitch da B a BB-
ISRAELE: S&P da A+ ad AA-
TURCHIA: S&P da BB- a B+, Moody’s da Ba2 a Ba3
VIETNAM: Moody’s da B1 a Ba3
ZAMBIA: S&P da B a B-, Moody’s da B3 a Caa1 

 

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