Update Espresso 27 luglio 2018

Update Espresso: 27 luglio 2018

Leggi il nuovo Update Espresso su Cina, Italia, Turchia, Unione Africana e agroalimentare in Italia

 

Ogni settimana, insieme a una sintesi delle principali news su Paesi e settori, i nostri economisti a turno prenderanno un caffè insieme a voi commentando con un video la notizia più importante della settimana per indirizzarvi verso le migliori opportunità per il Made in Italy e darvi sempre il nostro punto di vista sul mondo che cambia.

 

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PAESI

 

 

CINA: Renminbi debole, possibile aumento del controllo dei capitali

Il deprezzamento del renminbi fino a 6,82 al dollaro (24 luglio 2018), valore più basso dal giugno dell’anno scorso, potrà vedere costretta la Banca Centrale cinese ad attuare misure di controllo dei capitali. Le conseguenze dei vincoli potrebbero peggiorare le relazioni tra Cina e Stati Uniti, limitando la libertà delle imprese statunitensi nel Paese asiatico. Gli esportatori e gli importatori temono, inoltre, l’aumento del rischio di cambio. La debolezza del renminbi dovrebbe continuare anche nel breve-medio periodo, scoraggiando gli investitori esteri e sfavorendo l’uso internazionale della valuta.

Non è la prima volta che la Cina affronta un deprezzamento della valuta. Le cause sono date da un apprezzamento del dollaro, una crescita rallentata del Pil cinese, il differenziale dei tassi d’interesse, i tagli fiscali e la recente guerra commerciale con gli Stati Uniti.

 

 

ITALIA: Primi cinque mesi positivi per produzione e fatturato

I dati diffusi dall’Istat su produzione industriale e fatturato dell’industria in Italia mostrano un andamento positivo tra gennaio e maggio in termini tendenziali.

La produzione è aumentata del 2,8%, grazie al traino dei beni strumentali e dei beni di consumo non durevoli. Il dettaglio settoriale mette in luce la dinamica dei prodotti farmaceutici (+7,2%), seguiti da apparecchiature elettriche (+5,3%) e macchinari (+5,1%).

Più positivo il trend del fatturato che nei primi cinque mesi dell’anno in corso (rispetto allo stesso periodo del 2017) segna una crescita del 4%, con ottimi segnali dal fatturato estero (+4,8%) e dal raggruppamento degli intermedi (+4,6%) e dall’energia (+7,1%).

 

 

TURCHIA: La Banca Centrale mantiene i tassi di interesse, crolla la lira

La decisione della Banca Centrale turca di lasciare invariati i tassi di interesse ha causato un’ulteriore caduta della lira turca, già indebolita del 2,9%, a 4,89 al dollaro. La Banca ha annunciato che lascerà il valore del tasso di interesse obiettivo a 17,75%, nonostante l’inflazione dei prezzi al consumo abbia toccato il 15,4% a giugno, valore tre volte superiore al target ufficiale. La maggior parte degli economisti si aspettava dunque un aumento al 18,75%.

Questa decisione conferma le preoccupazioni degli investitori sulla progressiva indipendenza della Banca Centrale. Le aspettative di un aumento degli insufficientemente alti tassi di interesse sono giustificate da una necessità di calmare la crescita, contrastare l’inflazione e mantenere alta l’attrattività dei titoli turchi.

 

 

UNIONE AFRICANA: Difficoltà per l’attuazione del piano per l’autosufficienza finanziaria

Con lo scopo di favorire il rafforzamento dell’autonomia finanziaria e ridurre la dipendenza dai donatori, gli Stati Membri dell’Unione africana (UA) hanno varato nel luglio 2016 l’applicazione di un tributo dello 0,2% sulle merci importate per finanziare i propri contributi al bilancio dell’UA.

Tuttora solo 15 dei 55 Stati membri stanno implementando la tassa, mentre gli altri mettono in discussione l’applicabilità della tassa e la possibilità che l’Unione africana possa effettivamente trarne i fondi necessari in maniera efficace.

Infatti, anche con la piena attuazione, l’UA sarà comunque costretta a dipendere dai donatori (in particolare per le costose operazioni di pace), ma l’autonomia finanziaria potrebbe aumentare e l’indipendenza politica risultarne favorita.

 

 

SETTORI

 

 

AGROALIMENTARE: L’export italiano cresce del 3,5%

Le minacce dei dazi, il protezionismo, accordi di libero non confermati e la Brexit non hanno fermato l’export agroalimentare dell’Italia che nei primi 5 mesi del 2018 ha segnato un +3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La performance positiva, che si colloca all’interno di uno scenario di mercato piuttosto sfavorevole agli scambi commerciali tra Paesi, risulta una delle più alte tra i principali competitor.

Oltre che in Europa Occidentale e Nord America, si registrano ottimi risultati anche nei mercati extra-UE. Cresce infatti l’export agroalimentare italiano in Messico (+23%), in Corea del Sud (+20%), in Romania (+13%) e Polonia (+8%), grazie ad un aumento generalizzato del benessere e dei salari. Le prospettive per il quadriennio 2018-2021 rimangono positive, con una crescita media del settore del 6%.

 

 

I NUMERI DELLA SETTIMANA

 

63% Quota del budget dell’Unione africana proveniente da donatori
€970 mln Valore della tassa introdotta dall’Unione africana
€17,5 mld Export italiano di beni verso l’Africa nel 2017, +1% rispetto al 2016

 

 

MODIFICHE AL RATING

 

NICARAGUA: S&P da B+ a B

 

 

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Focus On 24 gennaio 2023
L’impatto del Terziario nell’export di beni e servizi è sempre più centrale nelle dinamiche economiche internazionali. Importanti margini di crescita possono derivare da una maggiore spinta in termini di competitività e digitalizzazione, per compensare le criticità in termini di produttività, competenza e formazione e grado di apertura di molti mercati.
Varie 18 gennaio 2023
Tra gennaio e novembre le vendite all’estero di beni si sono confermate in ampio rialzo (+20,5% rispetto allo stesso periodo del 2021). L’andamento è guidato dai valori medi unitari (vmu; +20,1%), sulle spinte inflative; rimangono stabili i volumi (+0,3%).
Sasso nello stagno 28 dicembre 2022
Il trasporto aereo è tra i settori maggiormente ciclici e nel 2020 ha subito fortemente l’impatto delle restrizioni agli spostamenti necessarie per contrastare la diffusione di Covid-19. Il 2021 si è rivelato un anno di ripresa, soprattutto per il traffico merci, mentre quello passeggeri ha solo iniziato la fase di recupero, che è proseguita con maggiore vigore nel 2022 grazie al progressivo allentamento delle restrizioni, ma il pieno recupero si avrà solo nel 2024. Rischi in aumento per il settore nel 2023, in particolare legati all’aumento del costo dei carburanti con implicazioni anche sulle politiche di sostenibilità ambientale. Non sono comunque da escludere sorprese positive per il 2023: se la possibile conclusione del conflitto in Ucraina non appare imminente, gli effetti dello stop alla Zero-Covid policy in Cina non tarderanno a manifestarsi.