Update Espresso 22 settembre 2017

Update Espresso: 22 settembre 2017

Leggi il nuovo Update Espresso su Palestina, Nafta, Sudafrica, Myanmar e gas/pipeline

 

Ogni settimana, insieme a una sintesi delle principali news su Paesi e settori, i nostri economisti a turno prenderanno un caffè insieme a voi commentando con un video la notizia più importante della settimana per indirizzarvi verso le migliori opportunità per il Made in Italy e darvi sempre il nostro punto di vista sul mondo che cambia.

 

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PAESI

 

PALESTINA: prove di riconciliazione interna

Hamas ha annunciato che rinuncerà al controllo della striscia di Gaza, avviando un processo di riunificazione del governo palestinese. Con la decisione, Hamas chiude la rottura con Fatah apertasi dieci anni fa.

La ricomposizione dei due fronti palestinesi permetterà l’organizzazione di elezioni generali a Gaza e in Cisgiordania. Non sono però ancora noti i tempi necessari alla transizione a un governo unitario, cui precede la riconsegna del controllo di Gaza da Hamas all’Autorità Nazionale Palestinese. La decisione di Hamas potrebbe derivare anche dalla crisi diplomatica in Qatar e dal possibile allentamento nel sostegno fornito da Doha all’organizzazione.

 

 

NAFTA: al via il terzo round

Il prossimo 23 settembre avrà inizio il terzo round di incontri per la "rinegoziazione e modernizzazione" del NAFTA, il trattato di libero scambio tra Stati Uniti, Canada e Messico. Nonostante nei precedenti round si siano fatti solo alcuni progressi marginali, l'obiettivo delle delegazioni è di giungere a una rinegoziazione consensuale dell'accordo entro la fine dell'anno. I principali punti di discussione riguardano le regole di origine, l’e-commerce, i meccanismi di risoluzione delle dispute, oltre al rafforzamento delle tutele su proprietà intellettuale, ambiente e diritti dei lavoratori.

Oltre allo scenario base di conclusione dell’accordo entro l’anno, rimane ancora in piedi l’ipotesi di un collasso delle negoziazioni con il ritiro dagli Stati Uniti dal trattato o una sospensione delle discussioni. Un’arma quest’ultima che gli Stati Uniti potrebbero utilizzare per fare pressioni su Canada e Messico e ottenere maggiori concessioni.

 

 

SUDAFRICA: crescita dimezzata

La Banca Mondiale ha dimezzato le stime di crescita dell’economia sudafricana nel 2017: rispetto al 1,1% indicato dalla Banca a inizio anno, si prevede ora per il paese una crescita del PIL allo 0,6% nell’anno in corso. Le previsioni sono moderatamente più ottimistiche per il 2018 (1,2%) e il 2019 (1,7%). Tenuto conto che la popolazione sudafricana cresce ad un tasso medio annuo del 1,6%, la dinamica di crescita economica rimane insufficiente a garantire progressi significativi nella lotta alla povertà e riduzione della disoccupazione.

Tra i fattori sottostanti la crescita fiacca dell’economia sudafricana, la Banca Mondiale annovera la costante perdita di produttività. In questo senso, la Banca Mondiale sottolinea la necessità di aumentare gli investimenti pubblici e privati nel settore ICT (Information Communications Technology), una industria che, al di là di alcuni casi isolati di successo, ha ancora dimensioni molto limitate e al di sotto del potenziale.

 

 

MYANMAR: Suu Kyi si espone per la prima volta sulle violenze contro i Rohingya

Il 19 settembre, la leader della Birmania e premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi, ha rotto il silenzio sulla questione dei Rohingya, minoranza musulmana presente nella regione del Rakhine. Dal 25 agosto, a seguito di un attacco da parte dei miliziani indipendentisti Rohingya contro alcune caserme di polizia, l’esercito birmano ha iniziato quella che l’ONU ha definito una vera e propria "operazione di pulizia etnica", provocando morti e la migrazione di circa 400 mila Rohingya nel confinante Bangladesh.

Nel suo discorso, Suu Kyi ha ridimensionato l’emergenza dichiarando di condannare tutte le violazione dei diritti umani e di non temere il giudizio delle forze internazionali, le quali hanno accusato la leader di immobilismo. Nel 2011 il Paese ha cominciato un lento cammino verso la democrazia, essendo rimasto per decenni sotto il controllo di un regime militare che ne ha provocato l’isolamento internazionale. La gestione delle minoranze etniche è tra i principali problemi che il nuovo governo guidato da Suu Kyi deve affrontare, tenendo allo stesso tempo conto dei militari che hanno ancora una forte influenza politica ed economica nel Paese.

 

 

 

SETTORI

 

GAS/PIPELINE: un corridoio per due

Il governo turco ha ratificato l’accordo con la Grecia per lo sviluppo dell’infrastruttura di raccordo ITGI Poseidon che attraversa i due Paesi per raggiungere l’Italia. Il gasdotto è la parte terminale di un corridoio che comprende il progetto Turkstream, destinato a portare fino a 31,5 milioni di metri cubi l’anno (bcm) di gas dalla Russia alla Turchia sotto il Mar Nero, riservandone poco meno di 16 bcm per i mercati europei. L’accordo con la Grecia era stato siglato a Roma nel 2007, ma il progetto era stato poi sorpassato da altre iniziative, tra cui il TAP (in costruzione). Alla sezione greco-turca (ITG), completata nel 2007, dovrebbe affiancarsi un secondo condotto da 11,6 bcm. Tra le imprese coinvolte nel progetto ci sono Gazprom, la greca Depa, la turca Botas ed Edison.

Il progetto, una volta completato, contribuirebbe ad ampliare l’offerta B2C di gas russo: lo stesso approccio seguito lungo il corridoio settentrionale con Nord Stream (Russia-Germania) e guardato con attenzione dall’Unione Europea.

 

 

I NUMERI DELLA SETTIMANA:

 

€52,7 mld Export italiano verso la Germania (primo partner) nel 2016, +3,8% rispetto all’anno precedente
+1,8% Crescita attesa del PIL tedesco nel 2017 (+1,6% nel 2018)
28% Peso del PIL tedesco sul PIL dell’Area euro (20% sul PIL dell’Unione europea)

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