Update Espresso 13 luglio 2018

Update Espresso: 13 luglio 2018

Leggi il nuovo Update Espresso su Cina, Regno Unito, Turchia, Ucraina e energia in Giappone

 

Ogni settimana, insieme a una sintesi delle principali news su Paesi e settori, i nostri economisti a turno prenderanno un caffè insieme a voi commentando con un video la notizia più importante della settimana per indirizzarvi verso le migliori opportunità per il Made in Italy e darvi sempre il nostro punto di vista sul mondo che cambia.

 

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PAESI

 

 

CINA: Volontà di una maggiore apertura ai Paesi europei

Il primo ministro Li Keqiang ha promesso una maggiore apertura del mercato cinese ai prodotti e investimenti esteri, favorendo e incoraggiando l’idea di un’Europa unita ed economicamente forte. La Cina si propone come un affidabile interlocutore tra America ed Europa. Il premier cinese ha affermato di voler finanziare un Global Partnership Centre a Sofia per aiutare le società cinesi a comprendere le normative europee; ha dichiarato, inoltre, la volontà di offrire fondi per 1,5 miliardi di euro per iniziative infrastrutturali alla Bulgaria in modo da favorire il coinvolgimento di banche e istituzioni internazionali.

La Cina, anche attraverso altri progetti, quali la costruzione di una ferrovia tra Budapest e Belgrado e un’autostrada tra Belgrado e il porto montenegrino di Bar, manifesta la volontà di aprirsi una via verso l’Europa passando attraverso i Balcani, favorendo iniziative atte allo sviluppo di questi Paesi.

 

 

REGNO UNITO: La resa dei conti della Brexit

Dopo l’approvazione del comunicato ufficiale sulla strategia per il divorzio dall’Ue presentato dal primo ministro May il 6 luglio, annunciano le proprie dimissioni il ministro per la Brexit David Davis e il ministro degli Esteri Boris Johnson.

La ragione della spaccatura risiede in entrambi i casi nella linea accomodante (Soft Brexit) intrapresa da Theresa May, giudicata da Davis una “resa completa alle richieste di Bruxelles”. Le proposte del primo ministro esposte nel comunicato manterrebbero di fatto il Regno Unito nell’unione doganale e i benefici promessi nella propaganda referendaria della Brexit rimarrebbero solo potenziali. In questi termini, l’uscita dall’Ue non cambierebbe nulla ma costringerebbe il Regno Unito ad accettare regole decise dai 27 Paesi rimasti senza di fatto poter contribuire.

 

 

TURCHIA: Le prossime mosse del presidente Erdogan preoccupano gli investitori stranieri

Le mosse del presidente turco Erdogan nelle ultime 24 ore hanno scatenato forti preoccupazioni tra gli investitori stranieri a causa di un’economia surriscaldata e tassi di interesse insufficientemente elevati. Ad alimentare il quadro è inoltre la scelta del presidente di nominare il genero, Berat Albayrak, come nuovo ministro delle Finanze, all’interno di un gabinetto dominato da ultra-fedelissimi.

La decisione di consolidare il proprio potere anche nell’ambito economico potrebbe risultare in un allentamento delle politiche fiscali e monetarie, a costo di una crescita economica più debole e volatile, indebolimento degli investimenti, aumento dell’inflazione e ulteriore caduta della lira turca (già indebolita del 3% contro il dollaro dopo gli annunci delle nuove nomine). La Turchia rischia inoltre un ulteriore aumento del current account deficit, rallentando la crescita economica del Paese.

 

 

UCRAINA: Prospettive positive per il sistema bancario

Il miglioramento della qualità e redditività delle risorse contribuisce sempre di più alla crescita del sistema bancario ucraino, per il quale Moody’s si aspetta nei prossimi anni prospettive stabili e in continuo sviluppo. L’affidabilità creditizia delle banche crescerà infatti nei prossimi 12-18 mesi, contribuendo alla stabilità dell’intero sistema bancario del Paese.

Secondo le previsioni, il Pil crescerà del +3.5% annualmente nel 2018-19. La percentuale di prestiti problematici diminuirà dal 69% del 2017, al 47% per la fine del 2019. La capitalizzazione rimarrà stabile, la crescita dei depositi favorirà i profili di finanziamento e nuovi requisiti rafforzeranno la liquidità delle banche. Le prospettive per gli investitori stranieri sono positive e segnalano un leggero miglioramento del sistema bancario dell’Ucraina, Paese che nel 2017 ha rappresentato lo 0,3% dell’export totale italiano per un ammontare di quasi 1,5 miliardi di euro.

 

 

SETTORI

 

 

ENERGIA: Il Giappone riattiva le centrali nucleari e diminuisce la dipendenza da Lng

I nuovi obiettivi della politica energetica giapponese, delineati nel nuovo piano energetico nazionale giapponese al 2030, segnalano una crescita delle energie rinnovabili, una riduzione del gas naturale e un ritorno all’energia nucleare. Dopo l’incidente nucleare di Fukushima del marzo 2011, 19 delle stazioni nucleari giapponesi sono tornare in funzione.

La ragione di questa scelta sta nella volontà del Governo giapponese di ridurre la dipendenza del Paese dalle importazioni di gas naturale, al contrario ad esempio della Cina, che si appresta invece a diventare entro l’anno prossimo il più grande importatore di gas del mondo. La seconda potenza asiatica è, infatti, interessata a ridurre il rischio derivante dalla sicurezza delle rotte commerciali aperte necessarie per trasportare il gas nel Paese.

 

 

I NUMERI DELLA SETTIMANA

 

+0,3% Crescita mensile del Pil inglese a maggio 2018, dopo il +0,2% di aprile
+1% Aumento delle esportazioni italiane verso Londra nei primi quattro mesi dell’anno
€1 mld Export italiano di macchinari, tra gennaio e aprile verso il Regno Unito

 

 

MODIFICHE AL RATING

 

BENIN: S&P B+ Nuovo Rating
MONGOLIA: Fitch da B- a B

 

 

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