Studi 15 maggio 2015

SACE Country Risk Update: 15 - 21 maggio 2015

Snapshots: America latina, Angola, Bielorussia, Grecia, Nepal, Oman, Petrolio-Artico.

AMERICA LATINA
Secondo dati fDi Market gli investimenti capitali esteri nella regione sono scesi del 39% nell’ultimo anno; quelli greenfield del 16%. Il declino nei prezzi delle commodity e il rallentamento della Cina, principale partner commerciale dell’area, hanno comportato un rallentamento della crescita economica. La Banca Mondiale ha stimato per l’intera area una crescita di solo lo 0,8% nel 2014. Tra i principali paesi di destinazione degli investimenti, solo Panama ha registrato un aumento del numero di progetti legati a FDI. Il Messico resta la destinazione principale con una quota del 36% degli investimenti totali nella regione, nonostante la performance economica 2014 sia stata al di sotto delle aspettative.

 

ANGOLA
Il Ministero delle finanze ha annunciato la completa abolizione dei sussidi sulla benzina e la riduzione di quelli sugli altri carburanti dal prossimo 30 settembre. Il Paese ha iniziato una progressiva riduzione dei sussidi da ottobre 2014, ottenendo risparmi per circa USD 1 miliardo. La compagnia di stato Sonangol deciderà liberamente il prezzo della benzina, mentre resterà in vigore il sussidio del 21% sul costo del diesel. La diminuzione dei sussidi e un riequilibrio dei consumi inciderebbero positivamente sulla bilancia commerciale angolana: nonostante il Paese sia un esportatore di greggio, la domanda di carburanti è coperta dalle importazioni a causa del deficit produttivo interno.

 

BIELORUSSIA
Le autorità bielorusse e la European Bank for Reconstruction and Development (EBRD) hanno siglato un accordo per la privatizzazione di Belinvestbank – quarto istituto del paese – entro il 2020. EBRD dovrebbe acquisire il 25% della banca entro il prossimo biennio; le quote restanti dovrebbero essere acquisite da investitori privati non ancora identificati. Belarusbank ha invece ottenuto un prestito da USD 300 mln dalla China Development Bank per finanziare progetti congiunti sino-bielorussi. Il settore bancario bielorusso, ampiamente controllato dallo stato, registra una fase di difficoltà legata al rallentamento economico e alle minori risorse disponibili per le principali banche pubbliche, coinvolte in onerosi programmi di supporto dell’economia.

 

GRECIA
Rimborsata la rata da EUR 750 mln al FMI. Il pagamento è stato effettuato attingendo a 650 mln dagli Special Drawing Rights (SDR) detenuti da Atene nel Fondo stesso. Il Paese dovrà ora ripristinare l’ammontare di SDR depositati nell’arco di poche settimane. La BCE ha intanto deciso di aumentare a EUR 80 miliardi il tetto della liquidità d’emergenza disponibile per le banche greche. Resta aperta la trattativa sulle riforme da adottare per garantire gli oltre 7 miliardi di fondi internazionali necessari per scongiurare il default. Per fronteggiare le spese di breve termine il governo ha raccolto EUR 600 mln dagli enti statali e locali. Durante la prossima settimana è inoltre prevista la presentazione delle offerte per la privatizzazione del 51% del porto del Pireo.

 

NEPAL
La nuova ondata di scosse sismiche peggiora ulteriormente la prospettive del Paese. Oltre al costo umano – oltre 8.000 le vittime del sisma – gli impatti economici saranno persistenti in futuro. Il Nepal è già tra i paesi più poveri dell’Asia: il tasso di disoccupazione supera il 40% e il PIL pro-capite arriva appena a USD 1.000. Una stima dell’U.S. Geological Survey indica costi di ricostruzione superiori ai USD 10 miliardi, equivalenti a metà del PIL. Il settore turistico, che contribuisce al 10% del PIL, sarà tra quelli più colpiti nel breve termine dagli effetti del sisma. Anche le rimesse estere – pari al 25-30% del PIL – potrebbero ridursi a causa del rientro nel paese di molti migranti, tornati per cercare i propri familiari e contribuire ai soccorsi post-terremoto.

 

OMAN
Il governo ha ufficializzato la decisione di collocare il primo sukuk bond sovrano per un ammontare di OMR 200 mln (USD 520 mln). Bank Muscat, il suo ramo specializzato in finanza islamica Meethaq e Standard Chartered sono state scelte come advisor del governo per l’emissione. Il collocamento sosterrà l’ulteriore sviluppo del finance banking omanita, settore che pesa per circa il 5% del PIL. Offrirà inoltre un ulteriore strumento per garantire il fabbisogno finanziario del Paese, sotto pressione dallo scorso anno a causa dei corsi petroliferi sfavorevoli (il deficit di bilancio per quest’anno dovrebbe raggiungere l’8% del PIL).

 

PETROLIO – ARTICO
Nella partita per lo sfruttamento delle riserve artiche di idrocarburi, Washington ha dato via libera a Shell per sfruttare già in estate due dei sei pozzi noti nel mar Chukchi, a nord ovest dell’Alaska. L’attività, avviata per la prima volta nel 2012 e interrotta a seguito di incidenti, presenta un rischio di sversamento di petrolio del 75% e rientra tra quelle dal breakeven più elevato. Nei giorni scorsi l’OPEC, che produce circa un terzo del greggio globale, ha stimato un prezzo al barile inferiore ai 100 dollari fino al 2025. Gli USA sembrano comunque determinati a continuare a ridurre la dipendenza dal greggio altrui: il mese scorso la Cina ha conquistato il primato delle importazioni di petrolio con 7,4 milioni di barili al giorno contro i 7,2 statunitensi.

 

Pillole

Burundi: l’ex capo dei servizi segreti ha tentato un colpo di stato, profittando dell’assenza del Presidente, in visita all’estero.
Cile: la Presidente Bachelet ha chiesto le dimissioni dei ministri e annunciato la formazione di un nuovo governo.
Sudafrica: Mmusi Maimane, trentaquattrenne di Soweto, è il primo leader nero del partito di opposizione Democratic Alliance.
Tunisia: la Commissione europea ha trasferito fondi per EUR 100 mln, prima tranche del prestito da 300 mln approvato nel 2014.

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