Country Risk Update 11 novembre 2016

SACE Country Risk Update: 11 novembre 2016

Snapshots: Agribusiness - GCC, Cina, Gas - Europa Orientale, Grecia, Moldavia, Mozambico, Nicaragua, Vietnam

AGRIBUSINESS – GCC

I Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) – Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman, Qatar – potrebbero incrementare la dipendenza dalle importazioni di cibo, visto l’ambiente arido che limita il potenziale di espansione della produzione agricola. Anche l’Oman, l’unico dei sei ad avere un settore agricolo più sviluppato, deve affrontare problemi di scarsità idrica, per cui sono previsti costosi impianti di desalinizzazione. L'aumento della popolazione nell’area porterà ad un aumento della domanda di prodotti alimentari e quindi delle importazioni. Il Governo potrebbe aumentare gli acquisti di terreni all’estero (principalmente in Africa) e i sussidi alimentari potrebbero diventare più costosi da mantenere.

 

CINA

La Cina ha sostituito il Ministro delle Finanze Lou Jiwei con Xiao Jie. La sostituzione è stata annunciata insieme a cambiamenti di leadership simili nei Ministeri per la Sicurezza dello Stato e degli Affari Civili, quest’ultimo in seguito a un'indagine per corruzione. Appare, tuttavia, altamente improbabile che la Cina cambi radicalmente corso sulle principali politiche fiscali degli ultimi anni, in particolare su temi quali: il maggiore deficit per supportare gli obiettivi di crescita e l'occupazione, la ristrutturazione del debito pubblico locale e le riforme del processo di bilancio per aumentare la trasparenza e la regolarità delle entrate e delle spese fiscali. Lo scopo dei cambiamenti al corpo governativo potrebbe essere quello di facilitare l'ulteriore graduale attuazione delle riforme più difficili.

 

GAS – EUROPA ORIENTALE

La compagnia nazionale polacca PGNiG ha venduto 250 mln di metri cubi di gas in Ucraina nel terzo trimestre 2016, consolidando la partnership con il Paese che fino a poco fa era un esportatore netto verso ovest. Il gas ha iniziato a confluire stabilmente verso l’Ucraina ad agosto: il dato emerge dalla presentazione dei risultati trimestrali, su cui rimangono pendenti gli esiti della vertenza in corso con la russa Gazprom per abuso di posizione dominante. Nel frattempo, la Commissione Europea ha rimosso il vincolo verso la società russa a utilizzare la pipeline tedesca OPAL (connessa al gasdotto Nord Stream tra Russia e Germania) fino al 50% della sua capacità, purché favorisca l’accesso di altri competitor. La misura potrebbe penalizzare ulteriormente il ruolo di Ucraina e Polonia: la stessa PGNiG ha comunicato che presenterà ricorso contro la decisione UE.

 

GRECIA

Il premier Tsipras ha scelto di fare un rimpasto di governo per favorire il dialogo con i creditori internazionali. In particolare ha sostituito o spostato alcuni ministri che si erano opposti alla privatizzazione di aziende pubbliche, come gli ex ministri dell’energia e della marina, o che avevano causato tensioni e contrasti, come gli ex ministri dell’istruzione e della previdenza sociale. È stato cambiato anche il ministro dell’economia, Demetrio Papadimitrìou, con l’obiettivo di favorire il dialogo con il FMI e al contempo preparare un piano di investimenti industriali per sostenere la domanda interna.

 

MOLDAVIA

Il 13 Novembre si terrà il secondo turno delle elezioni presidenziali in Moldavia. Nel primo turno, il candidato pro-Russia Igor Dodon ha vinto il 48,5% dei voti, mentre la candidata pro-UE è arrivata seconda ottenendo il 38,2% dei voti. Dal 2014, l’ex repubblica sovietica è stata colpita da numerosi scandali bancari che hanno bloccato gli aiuti da parte dell’UE e del FMI verso il Paese, uno dei più poveri del continente europeo. Nonostante ciò, nell’ultimo mese, l’FMI ha approvato degli aiuti dal valore di USD 180 milioni per premiare le riforme economiche e finanziarie intraprese dal governo moldavo.

 

MOZAMBICO

S&P ha abbassato il rating sovrano del Paese da CCC a CC, con outlook negativo. Secondo i criteri dell’agenzia, la volontà del Governo di ristrutturare il debito a tasso fisso denominato in dollari (USD 726 milioni), emesso in aprile 2016 e in scadenza nel 2023, equivale al default. Ad ottobre, inoltre, il Governo aveva annunciato l’intenzione di ristrutturare due prestiti commerciali in valuta estera con garanzia sovrana (USD 1,155 miliardi) emessi da società statali. La ristrutturazione di questi prestiti rappresenta un ulteriore indicatore della tensione fiscale del Paese e di una debole cultura di pagamento del debito. Anche le previsioni sulla crescita del PIL sono state riviste al ribasso, in linea con il più labile contesto macroeconomico.

 

NICARAGUA

Daniel Ortega ha prevalso con una vittoria schiacciante nelle elezioni di domenica, assicurandosi il terzo mandato consecutivo come presidente del Paese. Nel 2014, infatti, la modifica costituzionale aveva autorizzato la rielezione del Capo dello Stato senza limiti di mandato. I risultati ufficiali gli attribuiscono il 72% dei voti, su circa 4 milioni di aventi diritto. Ortega assumerà l’incarico il prossimo 10 gennaio insieme alla moglie e vicepresidente Rosario Murillo, restando al governo fino al 2022. Nel 2007, Ortega aveva ereditato il secondo Paese più povero dell’America Latina. Nell’ultimo decennio, la crescita è stata notevole grazie alla cooperazione di Cuba e Venezuela all’interno dell’Alba (Alleanza Bolivariana per le Americhe) e alle riforme di ispirazione socialista.

 

VIETNAM

La Banca di Stato del Vietnam (SBV) ha circolato una bozza che contiene le intenzioni di limitare la capacità degli stranieri di aprire e depositare in conti bancari vietnamiti. Benché non vi sia un divieto esplicito, la circolare afferma che “i depositi in valuta vietnamita ed estera” saranno aperti ai cittadini vietnamiti. Negli anni recenti, i conti stranieri sono stati sempre più regolamentati: un decreto del 2014 richiedeva restrittivamente la denominazione in valuta locale. Nel caso in cui venisse imposto il divieto di depositi esteri, gli investitori che oggi approfittano degli alti tassi di interesse e della relativa stabilità del Dong, sarebbero costretti a rivolgersi altrove. Il conseguente deflusso di capitali spingerebbe al ribasso la moneta, aprendo temporaneamente possibilità per gli IDE.

 

 

Pillole:

India: Il Ministro delle Finanze indiane ha comunicato la decisione di ritirare dalla circolazione le banconote da 500 e 1.000 rupie con lo scopo di combattere l’evasione fiscale e la corruzione.
Ungheria: Moody’s ha aumentato il rating sovrano del Paese da Ba1 ad Baa3, con outlook stabile.

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