Country Risk Update 03 marzo 2017

SACE Country Risk Update: 03 marzo 2017

Snapshots: Cina, Colombia, Petrolio - Stati Uniti, Real Estate - Dubai, Tunisia

CINA

La Cina consentirà agli investitori stranieri nel mercato obbligazionario interbancario cinese di usare i derivati per coprirsi dal rischio di cambio. L’inabilità di coprire questo rischio, insieme all’incertezza fiscale e all’esclusione dei bond cinesi dai tre principali indici obbligazionari mondiali, è tra i principali deterrenti per gli investimenti esteri. Il provvedimento ha l’obiettivo di rendere più attrattivo il mercato finanziario domestico in un periodo di rapidi deflussi di capitali. Già un anno fa, Pechino aveva garantito agli investitori globali pieno accesso al proprio mercato obbligazionario interbancario da USD 9 mila miliardi, il terzo più grande al mondo ma ancora dominato dalle banche domestiche. Le obbligazioni acquistate da investitori stranieri pesano solo l’1,3% del totale.

 

COLOMBIA

La banca centrale della Colombia ha tagliato il tasso di interesse di 25bp al 7,25% e, secondo le attese, potrebbe subire nuovi significativi tagli nel corso dell’anno. L’economia rimarrà debole (le stime per il PIL si attestano al 2%, sul livello del 2016), appesantita anche dal calo nella fiducia dei consumatori. Il recente aumento dell'IVA peserà sulle famiglie almeno nei primi mesi dell’anno, ma questa riduzione della spesa sarà ampiamente compensata dal rimbalzo degli investimenti grazie alla ripresa prezzo del petrolio. Il rischio principale è ancora il deficit delle partite correnti (circa il 4,5% del PIL): l’eccessiva dipendenza della Colombia dagli afflussi di capitale estero per finanziare la spesa interna rende il peso vulnerabile ai rialzi del tasso della Fed.

 

PETROLIO – STATI UNITI

Nelle ultime settimane, gli Stati Uniti hanno esportato in media 1,2 milioni di barili di petrolio al giorno,  più della produzione complessiva di uno tra Algeria, Ecuador o Qatar. Gli Usa rimangono un importatore netto di petrolio, ma la stabilità dei prezzi internazionali sui 50 USD/barile, la sovrabbondanza di greggio e la possibilità di rimettere in commercio barili acquistati nei mesi addietro a 10-15 USD/b in meno stanno facendo salire il Paese nella classifica dei principali esportatori. La grande disponibilità di petroliere nei porti statunitensi contribuisce a ridurre i costi di trasporto. Il livello di prezzo attuale potrebbe al contempo non bastare a mantenere il break-even fiscale di alcuni membri dell’OPEC.

 

REAL ESTATE – DUBAI

I prezzi delle case e gli affitti residenziali caleranno del 10% nel 2017, secondo S&P. Un freno alla ripresa del settore real estate emiratino potrebbe arrivare anche dall’eccesso di offerta. Le attese sono per un altro anno difficile dopo i cali già registrati nel 2016 (-11% nei prezzi delle case e -6% negli affitti residenziali). Tra i fattori determinanti, oltre alle difficoltà del settore petrolifero e alla contrazione del potere d’acquisto, vi è l’indebolimento della sterlina inglese: il Regno Unito è tradizionalmente tra i primi tre mercati di origine dei visitatori a Dubai ed era il quarto maggiore investitore nel real estate residenziale nel 2016. Gli sviluppatori, tuttavia, dovrebbero essere in grado di assorbire i cali dei prezzi grazie a bilanci solidi e all’elevata qualità degli asset.

 

TUNISIA

Il Ministro delle Finanze ha annunciato che il FMI non ha versato i USD 320 milioni della seconda rata del piano di aiuto attivo dallo scorso giugno. Il ritardo nel trasferimento dei fondi è legato al rallentamento del piano di riforme tunisino. Il Ministro ha dichiarato che il Governo interverrà tempestivamente con un pacchetto di riforme sul settore pubblico, fiscale, bancario e delle partecipazioni. Tra le iniziative, si prevede un piano per incoraggiare il pensionamento anticipato nel pubblico impiego e una riduzione di 10.000 unità. I salari pubblici pesano per oltre il 14% del PIL, tra i valori più alti al mondo.

 

 

Pillole:

Oman: Il Ministero delle Finance ha approvato l’aumento dell’imposta sul reddito per le società e la rimozione delle esenzioni per le piccole imprese, parte di una serie di misure di austerità annunciate a inizio anno.
Suriname: Fitch ha ridotto il rating del Paese da B+ a B-, con outlook negativo.

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