Studi 03 luglio 2015

SACE Country Risk Update: 03 - 09 luglio 2015

Snapshots: Burkina Faso, Crocieristico, Grecia, Iran, Macedonia, Portorico, Sri Lanka

BURKINA FASO
Il Parlamento transitorio ha adottato una nuova regolamentazione del settore minerario. La nuova legislazione abolisce l’esenzione del 10% sui profitti delle imprese minerarie. L’intervento legislativo sostituisce il codice in vigore da 12 anni e rientra – assieme alla normativa anti-corruzione adottata a marzo – tra i requisiti per il prestito da USD 100 milioni da parte della Banca Mondiale congelato a febbraio scorso. Il Burkina Faso è il maggior produttore di oro del continente africano e l’estrazione del metallo contribuisce al 20% del PIL. Le imprese saranno ora assoggettate all’aliquota ordinaria del 27,5% e dovranno inoltre contribuire con fondi ulteriori al finanziamento di un fondo di sviluppo locale.

 

CROCIERISTICO
Pubblicato il rapporto CLIA sullo stato dell’industria crocieristica europea nel 2014. Il numero di passeggeri è cresciuto dello 0,5% fino a 6,4 milioni, una quota pari a circa il 30% del mercato crocieristico globale. L’impatto economico globale – inclusi profitti, imposte, salari dei dipendenti e costi intermedi – ha superato i EUR 40 miliardi, in crescita del 2% rispetto all’anno precedente. L’80% di questi benefici è concentrato in 5 paesi; l’Italia è tra i primi tre paesi del continente a raccogliere i maggiori benefici in termini di impatti diretti. In termini di crescita, tuttavia, l’impatto economico in Italia è stato più basso rispetto ai peer (+0,7% contro il 2,5% dei principali 5). L’incertezza su Venezia è citato tra i principali fattori di freno alla crescita del settore in Italia.

 

GRECIA
La Grecia non ha onorato il pagamento da EUR 1,6 miliardi verso il FMI. Atene non potrà ora accedere a nuove linee di credito. Standard&Poor’s ha abbassato il rating sovrano a CCC- con outlook negativo. Il governo ha indetto un referendum per il 5 luglio nel quale verrà chiesta al popolo greco se accettare o meno il piano di disciplina fiscale predisposto da FMI, Commissione europea e BCE. Qualora vincesse il “no”, si profilerebbe la possibilità dell’uscita dell’euro se non dalla stessa Unione Europea. Una vittoria del “si” implicherebbe invece un atto di sfiducia nei confronti del governo. Il sistema bancario è in forte difficoltà; gli sportelli resteranno chiusi fino al giorno del referendum e i prelievi sono limitati per rallentare la fuoriuscita di liquidità dai conti correnti.

 

IRAN
Il termine per la chiusura delle trattative sul nucleare iraniano è stato prorogato fino al 7 luglio, estendendo la deadline del 30 giugno. In parallelo, l’UE ha esteso la validità delle sanzioni contro l’Iran di altri sette giorni. Tra i nodi in discussione vi è il rifiuto da parte iraniana delle ispezioni alle istallazioni militari da parte dell’Aiea e la tempistica nella rimozione delle sanzioni: contestuale alla verifica Aiea del rispetto dei principali impegni secondo Teheran; solo sospese e potenzialmente “riattivabili” in caso di inadempienze secondo USA e UE. A supporto di un buon esito delle trattative, si attende un riscontro positivo sull’impegno iraniano alla riduzione degli stock di uranio arricchito da parte dell’Aiea.

 

MACEDONIA
Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro tra il Primo ministro Gruevski e il leader dell’opposizione Zaev. L’incontro intendeva trovare una soluzione alla crisi politica sfociata in proteste di piazza violente nel corso degli ultimi mesi. Le opposizioni chiedono le dimissioni del premier e la formazione di un governo di unità nazionale che conduca il paese ad elezioni anticipate. La maggioranza di governo è invece disposta a concedere solo alcune riforme, senza però modificare la composizione dell’esecutivo né a indire elezioni anticipate. I leader hanno concordato di programmare un nuovo incontro nei prossimi giorni per proseguire le trattative.

 

PORTORICO
Il governatore Alejandro Garcìa Padilla ha annunciato l’impossibilità per il Paese di pagare il suo debito da oltre USD 70 miliardi. Il territorio portoricano, in regime di Commonwealth con gli Stati Uniti, non è uno stato sovrano e non può ricorrere all’intervento del FMI. La particolare natura giuridica ne esclude anche l’adesione ai meccanismi di bancarotta controllata degli enti locali statunitensi, il Chapter 9, ad esempio adottato per la bancarotta di Detroit. L’indebitamento complessivo dell’isola arriva al 70% del prodotto locale; la disoccupazione è al 20% e la popolazione è tornata a registrare tassi di emigrazione paragonabili a quella degli anni ’50, ad un tasso annuo di circa l’1%. Standard&Poor’s ha abbassato il rating dell’isola a CCC-.

 

SRI LANKA
Il Presidente Sirisena ha decretato lo scioglimento del parlamento. La maggioranza dell’assemblea era detenuta dal partito vicino all’ex Presidente Rajapaksa, sconfitto da Sirisena nelle elezioni di gennaio. La contrapposizione politica tra parlamento e presidenza ha provocato uno stallo istituzionale e l’impossibilità per il Presidente di portare avanti il piano di riforme promosso durante la campagna elettorale. La richiesta di scioglimento è stata presentata dal partito United National Party, vicino al presidente e il cui leader Ranil Wickremesingha è attualmente Primo ministro. Le elezioni anticipate si terranno il prossimo agosto, 10 mesi prima rispetto alla scadenza naturale.

 

Pillole

Cuba: ufficializzata la riapertura delle reciproche ambasciate in entrambi i paesi da parte di USA e Cuba.
Islanda: Moody’s ha alzato il rating sovrano di un notch a BBB, con outlook stabile.
Nigeria: il Presidente Buhari ha azzerato il board della NNPC, la compagnia petrolifera di stato.
Ucraina: interrotto l’import di gas russo per il mancato accordo trimestrale sui prezzi. Regolari i flussi in transito verso l’Europa.
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In uno scenario economico africano tanto dinamico quanto ricco di sfide, la Costa d’Avorio si propone come Paese tra i più stabili e promettenti della regione subsahariana. Un’economia in rapida espansione ), un assetto politico-istituzionale relativamente solido , un contesto operativo aperto agli investimenti e che incentiva l’iniziativa imprenditoriale: questi gli ingredienti dell’agenda di Ouattara, presidente del Paese dal 2011, per rendere possibile l’obiettivo di rendere la Costa d’Avorio un Paese a medio reddito entro il 2030. L’esecutivo ivoriano si è impegnato in tutti gli ambiti per migliorare le condizioni economiche, politiche e sociali del Paese;la rapida crescita della domanda interna (sia pubblica che privata) ha, inoltre, evidenziato le potenzialità per le imprese alla ricerca di nuovi mercati di sbocco.