Focus On 27 dicembre 2018

Focus On - The end of something: quali sfide per il settore petrolchimico mondiale e per gli operatori italiani

La chimica è a monte di numerose filiere manifatturiere e, come tale, rappresenta un “barometro” per l’economia mondiale. I Paesi emergenti, nei quali prevale la produzione di feedstock e prodotti chimici semplici a elevato volume di produzione e basso valore aggiunto, solo dieci anni fa pesavano per un terzo della produzione mondiale e detengono oggi una quota del 65%. I nuovi equilibri mondiali di domanda e offerta, ma anche i rischi politici e ambientali, preannunciano “la fine di qualcosa” nel settore, che si ritroverà a fronteggiare profondi cambiamenti nei prossimi anni.

Executive summary

 

La chimica è a monte di numerose filiere manifatturiere e, come tale, rappresenta un “barometro” per l’economia mondiale. I Paesi emergenti, nei quali prevale la produzione di feedstock e prodotti chimici semplici a elevato volume di produzione e basso valore aggiunto, solo dieci anni fa pesavano per un terzo della produzione mondiale e detengono oggi una quota del 65%. I nuovi equilibri mondiali di domanda e offerta, ma anche i rischi politici e ambientali, preannunciano “la fine di qualcosa” nel settore, che si ritroverà a fronteggiare profondi cambiamenti nei prossimi anni.

 

Storicamente trovarsi al “posto giusto”, ovvero in prossimità di materie prime a basso costo, ha rappresentato garanzia di successo nel settore. Tuttavia, le opportunità di investimento basate sul vantaggio da feedstock diventeranno sempre più limitate nel medio e lungo periodo e le imprese petrolchimiche mondiali dovranno guardare oltre la mera “fortuna geografica” e implementare approcci alla crescita più strategici.

 

Le sfide per il settore petrolchimico mondiale non finiscono qui. Anche se (per ora) non direttamente target delle misure protezionistiche, i prodotti petrolchimici risentono del clima di incertezza generato dalle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti. SACE SIMEST, in collaborazione con Oxford Economics, ha calcolato che in un’ipotesi di guerra commerciale l’export italiano di chimica si ridurrebbe di 3,6 punti percentuali nel 2019 rispetto allo scenario base.

 

Nonostante l’industria chimica e petrolchimica italiana si sia molto ridimensionata negli ultimi anni, il nostro Paese mantiene un settore di ingegneria e di costruzione di primo livello che compete con successo su tutti i mercati internazionali. Tra le imprese del settore, spesso ostacolate dal limite dimensionale, si diffonde sempre più la consapevolezza che l’approccio di sistema risulta vincente di fronte alle sfide internazionali.

 

Per supportare le Pmi della filiera, SACE SIMEST e Maire Tecnimont, tra i principali contractor di ingegneria a livello mondiale e capofila dell’eccellenza italiana nell’impiantistica per i settori oil & gas, petrolchimico e fertilizzanti, hanno firmato nel 2017 un accordo di collaborazione a sostegno di 50 Pmi italiane appartenenti alla filiera del Gruppo.

 

 

Scarica il pdf per il Focus On completo

Documenti

Desideri ulteriori informazioni?
Compila il modulo e ti risponderemo al più presto.
Focus On 05 maggio 2026
In un contesto globale in rapida trasformazione, l’Agrifood è un settore strategico per crescita e competitività. Per le imprese italiane significa leggere in anticipo i driver che contano - consumi, costi ed energia, scenari geopolitici, salute e sostenibilità - e trasformarli in scelte operative. Una visione d’insieme di mercati e scambi internazionali, del posizionamento dell’Italia e delle direttrici dell’export, con un focus sul Made in Italy, sui mercati più dinamici.
Focus On 14 aprile 2026
Il settore dell’Arredo rappresenta uno dei pilastri del Made in Italy, distinguendosi a livello internazionale per design, qualità dei materiali e cura artigianale. Una filiera che vale 161 miliardi di euro, con oltre 154 mila imprese, e più di 656 mila occupati. Nel 2025 l’Italia ha esportato nel mondo mobili e prodotti in legno per 13,8 miliardi di euro, stabile rispetto all’anno precedente. I mercati principali restano Francia e Stati Uniti, che insieme assorbono circa il 30% dell’export del settore. Opportunità più interessanti oggi arrivano anche da altri mercati: Paesi meno presidiati, ma con grande potenziale, come Turchia, Marocco, Brasile e India
Focus On 09 aprile 2026
L’Italia guida la produzione di vino mondiale: 47,3 milioni di ettolitri nel 2025, tra leadership produttiva e un sistema di qualità unico fatto di territori e denominazioni. Il mercato vale circa $360 miliardi nel 2025 e cresce verso $440 miliardi entro il 2031: un’opportunità che premia chi punta su valore, export e segmenti premium. Tra sfide (costi, clima, dazi) e nuove tendenze (sostenibilità, premiumizzazione, low/zero alcol), il report racconta come il vino italiano può trasformare la qualità in competitività globale.