Focus ON - Legno Arredo
Design e artigianalità portano l’arte del Mobile nel mondo
L’Arredo può essere considerato a tutti gli effetti uno dei pilastri del Made in Italy tradizionale, al pari di agroalimentare, moda, automotive e meccanica strumentale. Design, qualità dei materiali e cura artigianale sono gli elementi distintivi che contribuiscono a mantenere elevato l’interesse sui mercati internazionali. Nel complesso, la filiera dell’Arredo ha registrato un fatturato di €161 miliardi e un valore aggiunto di €39,5 miliardi, grazie alle circa 154mila imprese attive (di cui 27mila PMI) che impiegano 656mila addetti.

La filiera – composta da diversi segmenti quali legno-arredo, elettrodomestici e attrezzature e tessili per casa e ufficio – ha come cardine il settore del Mobile, che include le fasi che vanno dalle lavorazioni iniziali del legno fino alla fabbricazione di mobili. Il settore ha generato nel 2023 un fatturato di €44,2 miliardi, con 35mila imprese attive, e un valore aggiunto di €13 miliardi.
Il settore si distingue nel panorama internazionale per l’eleganza del design, l’eccellenza dei materiali e l’attenzione artigianale, elementi che rappresentano il fiore all’occhiello del Made in Italy e attraggono l’interesse dei consumatori di tutto il mondo. Il Mobile nel 2025 ha registrato esportazioni per €13,8 miliardi, in sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente, di cui €11,2 miliardi di mobili in senso stretto (-1,2%; Fig. 1). L’andamento positivo dell’export di rilevanti comparti – come parti e accessori di mobili (+4,2%), legno e prodotti in legno (+3,5%), mobili per arredo domestico (+0,7%) e poltrone e divani (+1,4%) – si è contrapposto alle ampie riduzioni di altri mobili (incluso arredo esterno; -7,6%), sedie (-2,1%) e mobili per cucina (-5%).

Guardando alle geografie di destinazione, si nota come la dinamica invariata sia stata influenzata in particolar modo dalle flessioni di Francia (-1,8%) e Stati Uniti (-5,3%), rispettivamente primo e secondo mercato di sbocco accogliendo insieme circa il 30% del totale: sulla domanda francese hanno pesato i cali di poltrone e divani e altri mobili (incluso arredo esterno); la richiesta statunitense, penalizzata dal complesso contesto commerciale causato dell’aumento dei dazi doganali, ha visto minori vendite di mobili per arredo domestico, parti e accessori di mobili e altri mobili (incluso arredo esterno; Fig. 2).

D’altro canto, hanno registrato buone crescite rilevanti partner commerciali come Germania (+2%) e Regno Unito (+3,6%), sostenute specialmente da parti e accessori di mobili, comparto molto rilevante per l’export del settore in entrambi i Paesi. Hanno segnato un andamento positivo anche le esportazioni verso Spagna (+1,5%) ed Emirati Arabi Uniti (+3,2%), grazie alla significativa urbanizzazione in corso, mentre una contrazione quelle verso Svizzera (-4,3%) e Cina (-6,4%), dove permane un rallentamento degli investimenti a seguito della crisi del settore immobiliare. A testimonianza dell’apprezzamento nel mondo del Mobile italiano, sono state riportate dinamiche molto favorevoli anche da mercati meno presidiati, su tutti Turchia (+36,9%) e Marocco (+53,5%) – dove gli incrementi sono stati diffusi a tutti i comparti – e Brasile (+5,4%), sulle maggiori vendite di parti e accessori di mobili e legno e prodotti in legno. La diversificazione dei mercati di destinazione si conferma l’elemento chiave per le imprese del settore per continuare a crescere a livello internazionale, puntando su prodotti di alta qualità e design ricercato.
Mercati emergenti come India, Marocco e Brasile presentano un elevato potenziale di sviluppo per l’export italiano del settore. In India, la crescita del mercato del mobile è favorita dall’aumento dei redditi disponibili, dall’urbanizzazione e dal cambiamento delle preferenze dei consumatori verso soluzioni abitative modulari e dal design contemporaneo, con l’innovazione e le politiche governative a sostegno della produzione nazionale che rafforzano la competitività internazionale. Contestualmente, il Nord Africa presenta prospettive di crescita rilevanti per il mobile italiano, in particolare in Marocco, dove il turismo di fascia alta, gli investimenti infrastrutturali e la valorizzazione del patrimonio culturale sostengono la domanda di arredamento di alta qualità posizionando favorevolmente le imprese del Made in Italy.In America Latina, il settore dell’arredo si configura come un mercato dinamico e in progressiva espansione, con particolare rilevanza del contesto brasiliano. In Brasile il settore è previsto in crescita da $16,15 miliardi del 2026 a $19,74 miliardi nel 2031, sostenuto da trasformazioni strutturali del comparto, evoluzione delle preferenze dei consumatori e opportunità di esportazione verso Europa e Mercosur grazie ad accordi commerciali agevolati. Le imprese capaci di innovare e rispondere a standard elevati di qualità e design potranno pertanto beneficiare di rilevanti opportunità nell’area.
Le imprese italiane, forti dell’elevata qualità dei propri prodotti e della capacità di coniugare estetica, funzionalità, innovazione e cura del dettaglio, risultano particolarmente ben posizionate per intercettare le opportunità offerte dai mercati avanzati, in particolare nel segmento di alta gamma del settore mobile. In ambito europeo si distinguono Paesi come Francia e Germania, quest’ultima riconosciuta per la sua solida tradizione ingegneristica e di design, oltre alla Svizzera; tutti mercati caratterizzati da prospettive di crescita positive e da una domanda consolidata di arredo di fascia medio-alta. Al di fuori dell’Europa emergono Giappone, mercato altamente sofisticato in cui l’Italia è primo fornitore europeo nel comparto, e Corea del Sud, la cui crescita è sostenuta da una domanda dinamica e trainata in particolare da una fascia demografica giovane e attenta all’estetica e alla qualità.
Export regionali ed eccellenze territoriali
Lombardia, Veneto e Friuli–Venezia Giulia trainano le vendite estere del settore, contribuendo complessivamente a quasi il 70% del totale (Fig. 3). La Lombardia, che da sola rappresenta circa il 30%, lo scorso anno ha registrato una lieve flessione dell’1,8%. In calo anche l’export del Veneto (-2,7%), mentre si osserva una dinamica positiva del Friuli-Venezia Giulia (+5,2%) e dell’Emilia-Romagna (+1,8%).

Particolarmente significativa è la performance della Puglia (+12,2%), prima regione del Mezzogiorno che si distingue per un tessuto produttivo dinamico e orientato a innovazione, sostenibilità e digitalizzazione, anche grazie al supporto di specifici incentivi regionali. In termini di specializzazione territoriale, la regione si caratterizza in particolare per la produzione di divani e poltrone nelle aree di Matera, Bari e Barletta-Andria-Trani.
Le eccellenze territoriali nel panorama nazionale sono numerose: dal legno e mobili di Monza, Brianza, Milano e Como al Legno e mobili di Treviso; dalle sedie e tavoli di Udine e Gorizia ai mobili di Vicenza e quelli di Forlì Cesena.
La transizione del Mobile verso modelli più sostenibili e digitalizzati
La filiera dell’arredo riveste un ruolo di rilevanza strategica sia per l’Italia sia per l’Unione Europea, trovandosi al contempo ad affrontare sfide cruciali legate alla transizione verso modelli produttivi più sostenibili e digitalizzati.
Il settore del Mobile mostra una crescente propensione all’adozione di strumenti innovativi e all’integrazione di tecnologie avanzate, tra cui robotica, intelligenza artificiale, sistemi IoT e materiali intelligenti. Tale evoluzione risulta altresì guidata dalle crescenti pressioni normative e di mercato in materia di sostenibilità, tracciabilità e trasparenza nei confronti dei consumatori.
Strumenti come il passaporto digitale dei prodotti, per la definizione dei requisiti di progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili, rappresentano un indicatore significativo del processo di transizione in atto. Anche in campo europeo esistono una serie di regolamenti e direttive mirate, che vanno dalla “deforestazione zero” all’obbligo di criteri di sostenibilità (durabilità, riparabilità e contenuto riciclato). In particolare, il comparto degli imballaggi in legno si configura come un ambito di riferimento per lo sviluppo sostenibile, in quanto tali materiali possono essere recuperati e reimmessi nel ciclo produttivo attraverso processi di riciclo che consentono la produzione di pannelli destinati al settore dell’arredo.
Conseguire con successo gli obiettivi della “twin transition” rappresenta pertanto una sfida per l’intera filiera a cui si aggiunge la complessità geopolitica, aggravata dagli stravolgimenti di politica commerciale. Tra le principali sfide che il settore si trova dunque ad affrontare, si segnalano:
- Dipendenza dalle importazioni e complessità geopolitica: circa l’80% del legname lavorato proviene dall’estero, riducendo l’autosufficienza della filiera e aumentando l’esposizione ai rischi di prezzo, approvvigionamento e tensioni geopolitiche.
- Flessione della domanda interna, che incide sulla stabilità delle imprese.
- Delocalizzazione di fasi produttive: il crescente ricorso a fornitori esteri per la riduzione dei costi comporta una progressiva perdita di know-how locale. In questo contesto, il settore dovrebbe puntare a rafforzare la capacità produttiva nazionale, migliorare l’efficienza della filiera e promuovere il legno italiano come elemento strategico del Made in Italy.
Il supporto di SACE per le imprese del settore del Mobile
SACE, l’Export Credit Agency partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, affianca le imprese del settore e della filiera dell’Arredo come partner strategico lungo tutto il percorso di crescita internazionale, intervenendo su tre leve chiave.
In primo luogo, la gestione e protezione dei rischi, attraverso soluzioni assicurative che consentono alle aziende di esportare con sicurezza, proteggendosi dal rischio di mancato pagamento e dai rischi politici, e aumentando la competitività della loro offerta commerciale.
In secondo luogo, il supporto finanziario, grazie a garanzie che facilitano l’accesso al credito e sostengono investimenti in capacità produttiva, innovazione, sostenibilità e rafforzamento del brand nei mercati esteri, oltre al capitale circolante legato alle forniture export.
Infine, l’accompagnamento alla crescita, con servizi di advisory, analisi dei mercati e iniziative di business matching che aiutano le imprese del legno arredo a individuare nuove destinazioni e a posizionarsi con nuovi buyer. Un approccio integrato che consente di rafforzare la competitività del settore, sostenendone l’espansione sia nei mercati tradizionali sia in quelli emergenti.
Con un network di export advisor in 23 uffici in Italia e nei mercati ad alto potenziale per il Made in Italy, SACE conta su un portafoglio di operazioni assicurate e investimenti garantiti pari a circa 290 miliardi di euro in 200 mercati a livello globale