Focus On 26 febbraio 2016

Focus On - Il rallentamento cinese: non tutti i mali vengono per nuocere

Il rallentamento della Cina (Pil a +6,9% nel 2015) va visto nell’ottica di un riequilibrio della propria struttura economica, in futuro maggiormente orientata sui consumi, meno su export e investimenti. Questo aggiustamento ha impatto sull’economia globale e, in particolar modo, su alcune economie dell’America Latina che subiscono una flessione delle proprie esportazioni di commodity (in particolare minerarie).

Executive Summary

Il rallentamento della Cina (Pil a +6,9% nel 2015) va visto nell’ottica di un riequilibrio della propria struttura economica, in futuro maggiormente orientata sui consumi, meno su export e investimenti.

 

Questo aggiustamento ha impatto sull’economia globale e, in particolar modo, su alcune economie dell’America Latina che subiscono una flessione delle proprie esportazioni di commodity (in particolare minerarie).

 

Gli effetti non sono però uguali per tutti: il ribilanciamento cinese può rappresentare un vantaggio per i paesi esportatori di quei prodotti - agroalimentari in primis - la cui domanda proveniente dal mercato cinese è, invece, prevista in accelerazione.

 

Tra i beneficiari ci sono non solo alcuni paesi dell’America Latina ma anche l’Italia.

 

Le imprese italiane potranno cogliere due opportunità:

 

(i) sfruttare l’evoluzione delle abitudini alimentari della popolazione cinese esportando beni alimentari lavorati di alta qualità nel Paese;

 

(ii) fornire macchinari per la lavorazione delle materie prime agricole ai paesi latinoamericani, utili a incrementare la produzione di quei beni della terra (materie prime e semilavorati) che, in prospettiva, potrebbero essere appetibili nel mercato cinese.

 

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