Rapporto Export 25 giugno 2024

Doing Export Report 2024

Il Doing Export Report è la pubblicazione annuale curata dall'Ufficio Studi di SACE che analizza i principali trend e le previsioni dell'export mondiale. Questa guida pratica aiuta le imprese italiane a evolversi, presidiare il mercato e intercettare opportunità in un contesto internazionale complesso, ma relativamente positivo.
  • Per navigare con successo nel futuro, le imprese italiane stanno evolvendo verso un approccio sempre più flessibile e dinamico che anticipa i cambiamenti, innova e cerca costantemente nuove soluzioni; in sintesi, un approccio SPARKLING: Smart, Proactive, Agile, Revolutionary, Kinetic, Leader, Innovative, New e Green.
  • E per tutto questo, SACE C’È, insieme alle imprese con soluzioni, persone e uffici, in Italia e in tutto il mondo. Il Doing Export Report di SACE è la guida pratica per evolversi, presidiare e intercettare le opportunità per l’export italiano in un contesto internazionale complesso, ma relativamente positivo.
  • L’export di beni italiani nel 2024 è atteso tornare a crescere del 3,7% per consolidarsi nel prossimo anno al +4,5%. La buona performance delle nostre vendite oltreconfine passa anche attraverso l’innovazione tecnologica, trasversale a tutti i settori: dall’agricoltura ai macchinari, le maggiori occasioni di business arriveranno dall’evoluzione da settori tradizionali a industrie del futuro.
  • Un traino di crescita arriverà dai piani di sviluppo in materia di transizione green e digitale, che stimoleranno soprattutto la domanda di nostri beni d’investimento. In particolare, l’Italia è tra i leader dell’export di tecnologie low-carbon (LCT), grazie a esempi virtuosi di imprese italiane che hanno trovato in SACE un partner di crescita con soluzioni pratiche ed efficienti: l’export di beni LCT ha raggiunto un valore di €35 miliardi lo scorso anno ed è previsto in crescita a doppia cifra nei prossimi anni (+11,1% quest’anno e +13,7% il prossimo).
  • L’adozione di nuove tecnologie sta spingendo l’evoluzione anche dei beni di consumo: dal settore della moda al legno-arredo che impiegano prodotti e processi innovativi, come per esempio la stampa 3D. Per i beni intermedi i segnali positivi arriveranno quest’anno da comparti come cosmetica e farmaceutica, mentre dal 2025 contribuirà la ripresa della chimica in senso stretto. L’agroalimentare si conferma uno dei settori di punta per le vendite estere del Made in Italy, ancora una volta grazie all’evoluzione digitale e sostenibile: sensori, dispositivi di irrigazione intelligente, piattaforme di monitoraggio e gestione delle colture sono solo esempi di come le imprese italiane stiano affrontando le sfide del futuro.
  • Infatti, le imprese che nel tempo hanno investito in tecnologie digitali e adottato processi produttivi digitalizzati – e continuano ancora oggi a farlo – godono di vantaggi di produttività misurabili e durevoli.
  • Inoltre, le imprese che hanno investito sia nelle tecnologie digitali sia nella formazione prevedono per il prossimo anno aumenti di produzione in maniera più diffusa rispetto a quelle che pur adottando il 4.0 non hanno puntato sulla formazione (36% vs 29%). In particolare, le imprese che usano strumenti di intelligenza artificiale hanno una maggiore probabilità di quasi il 10% di registrare un aumento dell’export nei prossimi anni, probabilità che raddoppia nel caso delle imprese di piccole dimensioni.
  • Le previsioni SACE confermano la buona performance delle esportazioni italiane nei mercati più dinamici, soprattutto in Asia e Medio Oriente. Alcuni Paesi, risultano particolarmente promettenti per il Made in Italy, grazie al loro impegno nel coltivare caratteristiche come crescita, ambizione, trasformazione e alto potenziale; caratteristiche che possiamo sintetizzare nell’accezione di Paesi GATE, porta per il futuro del nostro export, dove SACE c’è, con le sue persone e i suoi strumenti (come per esempio la Push strategy), per accompagnare le imprese italiane.
  • 14 Paesi verso cui lo scorso anno si sono diretti circa €80 miliardi di beni italiani, che cresceranno del 5,4% (vs 3,7% totale Italia) quest’anno e del 7% il prossimo: dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti a Singapore, passando per India, Vietnam e Cina; oltreoceano in Brasile, Colombia e Messico, per ritornare verso il Vecchio Continente con Serbia e Turchia e scendere in Marocco, Egitto e Sudafrica.
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