Rischio paese Studi 24 gennaio 2014

Country Risk Update: 24 - 30 gennaio 2014

Snapshots: Argentina, FMI, Iron Ore, Libia, Rep. Centrafricana, Serbia, Siria, Tailandia, Turchia, Ucraina, Unione Europea

ARGENTINA
Il paese ha riavviato il dialogo con il Club di Parigi - il gruppo informale dei paesi creditori - per rinegoziare il pagamento dei USD 6,7 miliardi di debito bilaterale argentino (al netto degli interessi). Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’economia argentino Kicillof, il dialogo è a uno stadio preliminare. Quasi contemporaneamente il governo ha introdotto nuove restrizioni sugli acquisti on-line. Nelle intenzioni dell’esecutivo la misura dovrebbe tutelare la produzione nazionale, ma potrebbe in realtà sottintendere un nuovo tentativo di controllo sulla fuoriuscita di capitali, volto ad evitare una possibile crisi di bilancia dei pagamenti. Le riserve internazionali sono diminuite del 36% nel corso del 2013, attestandosi attualmente a USD 29,5 miliardi.

 

FMI
Il FMI ha pubblicato il WEO Update. Rispetto al report di ottobre, il Fondo ha innalzato al 3,7% la stima di crescita globale nel 2014 (era 3,6% a ottobre). A determinare questa variazione positiva sono le previsioni di miglioramento delle condizioni economico-finanziarie delle economie avanzate, sebbene permangano fragilità in grado di incidere sulla performance economica. Il rischio maggiore arriva dalla bassa inflazione nelle economie avanzate: una prolungata crescita dei prezzi al di sotto dei livelli target porterebbe ad un incremento dei tassi d’interesse reali tale da frenare la ripresa economica. Nei mercati emergenti, inoltre, resta il rischio di un potenziale aumento della volatilità nei mercati finanziari quale reazione al tapering statunitense.

 

IRON ORE
Il prezzo di questa commodity è sceso ai minimi da sei mesi. A spingere al ribasso le quotazioni è stata la discesa della domanda cinese, che costituisce i due terzi della domanda globale. L’accumularsi delle scorte nei porti cinesi (ai massimi degli ultimi 12 mesi) e la minore produzione di acciaio (inferiore alle 2 milioni di tonnellate al giorno a dicembre) ha infatti portato le quotazioni del seaborne iron ore (il prezzo benchmark del minerale di ferro trasportato via mare) a USD 123,20 a tonnellata, in calo dell’8% da inizio anno. Nel 2012 il prezzo medio era stato di USD 135 a tonnellata.

 

LIBIA
Il partito Giustizia e Costruzione, fazione islamica del governo di Ali Zeidan legata ai Fratelli Musulmani, ha annunciato le dimissioni dei suoi ministri, tra cui quello del petrolio, nonché la sua uscita dal governo. La decisione è stata motivata con il giudizio negativo sulla capacità del governo Zeidan di gestire il paese. Il partito non è tuttavia riuscito a raccogliere in parlamento i voti necessari per approvare una mozione di sfiducia contro il governo.

 

REP. CENTRAFRICANA
Il Consiglio Nazionale di Transizione ha proclamato Catherine Samba-Panza presidente di transizione. La neo presidente, in precedenza sindaco della capitale Bangui, avrà il compito di riportare il paese alla normalità e provvedere al disarmo delle milizie mussulmane e cristiane. La presidente potrà restare in carica al massimo fino al primo semestre 2015. Nel frattempo la UE ha autorizzato l’invio di altri 500 militari a sostegno del contingente francese già presente nel paese. È stato inoltre disposto un aumento di USD 45 milioni degli aiuti umanitari.

 

SERBIA
Il paese ha ufficialmente aperto le trattative per l’adesione alla UE, puntando a diventarne il 29mo membro nel 2020. Per ottenere un esito positivo dalle trattative, il paese avrà bisogno di adottare una serie di riforme: rafforzare lo Stato di diritto, contrastare i livelli di corruzione ed il crimine organizzato, migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione e rafforzare l'indipendenza delle istituzioni chiave. Un’altra questione cruciale sarà la normalizzazione dei rapporti con il Kosovo, sebbene il premier serbo Ivica Dacic abbia negato che l’adesione alla UE implichi un automatico riconoscimento della sovranità di Pristina.

 

SIRIA
Inizia la nuova conferenza internazionale di pace sulla Siria (c.d. Ginevra 2) per tentare di trovare una soluzione al conflitto civile che dura ormai da tre anni. Il negoziato comincia con difficoltà diplomatiche causate dall’ipotizzata partecipazione iraniana su invito - poi ritirato – dell’ONU. Questo invito ha fomentato prima le polemiche delle opposizioni siriane (contrarie alla presenza iraniana) e poi dei rappresentanti vicini al regime di Damasco (contrari, viceversa, all’estromissione). Permane il disaccordo tra i leader internazionali sul futuro del presidente Assad e sulla gestione della transizione del paese. In particolare sulle trattive pesa la posizione distante delle diplomazie statunitense e russa.

 

TAILANDIA
Il governo ha proclamato lo stato di emergenza a Bangkok, dopo che nelle ultime due settimane le proteste dell’opposizione avevano portato al blocco di alcune aree della città e degli uffici pubblici. Il decreto resterà in vigore per 60 giorni e garantirà alle forze dell’ordine poteri speciali, tra cui la possibilità di bandire i comizi politici, applicare forme di censura sui media e procedere a misure detentive senza un’accusa formale. Secondo fonti governative, tuttavia, i poteri non saranno utilizzati contro le manifestazioni pacifiche, ma solo in caso di violenze. Lo stato d’emergenza sarà gestito dalla la polizia e non dall’esercito. La proclamazione dello stato di emergenza allontana la possibilità di un compromesso e aumenta il rischio di ulteriori tensioni.

 

TURCHIA
La Banca Centrale Turca (BC) ha lasciato invariato il tasso d’interesse benchmark, nonostante le difficolta della lira sul mercato dei cambi. La valuta ha continuato a perdere terreno scendendo a un minimo di 2,2698 sul dollaro USA, nonostante la BC sia intervenuta per stabilizzare il cambio vendendo 400 milioni di valuta estera. La Banca si è detta disponibile a variazioni dei tassi nel mercato interbancario dal 7,75% al 9% in casi eccezionali. Il governo si è detto soddisfatto, in quanto un aumento dei tassi d’interesse avrebbe prodotto ripercussioni negative sull’economia. Permangono dubbi sulla capacità del paese di contenere il disavanzo delle transazioni correnti (ora a USD 60 miliardi), di mantenere adeguate riserve valutarie e di controllare l’inflazione.

 

UCRAINA
Continua a peggiorare la contrapposizione interna tra il governo e le opposizioni filo-UE. Dopo settimane di manifestazioni pacifiche la violenza è di nuovo esplosa nel centro di Kiev; cinque persone hanno perso la vita e secondo fonti ufficiali ne sono state arrestate almeno 70. Le trattative tra il presidente Yanukovich ed il leader dell’opposizione Vitali Klitschko non hanno prodotto risultati soddisfacenti secondo i manifestanti. Si stanno inoltre intensificando le manifestazioni anche in aree lontane dalla capitale. La crisi ha pesanti ripercussioni economiche sul paese: la hryvnia ha toccato i minimi dal 2009 scambiando a 8,44 contro il dollaro e i tassi d’interesse dei sui titoli di stato hanno superato il 9%.

 

UNIONE EUROPEA
È stato presentato l’Industrial compact, il nuovo programma di politica industriale proposto della Commissione europea. L’obiettivo è potenziare l’industria e portare il suo contributo al PIL europeo al 20% entro il 2020 (oggi è del 15,1%). Il piano prevede l’investimento di 150 miliardi di euro tra fondi strutturali, programma Horizon 2020 per l’innovazione e la ricerca e programma Cosme per le PMI. Gli ambiti di intervento riguarderanno il potenziamento delle infrastrutture e l’accesso al credito, all’energia e alle materie prime. Inoltre la Commissione intende sollecitare interventi a favore della riduzione della burocrazia (tagliando i tempi necessari a registrare un’azienda o un brevetto).

 

Pillole

 

Irlanda: upgrading di Moody’s sul rating sovrano da Ba1 (BB+) a Baa3 (BBB-) con outlook positivo.
Uganda: Standard&Poor’s ha tagliato il rating sovrano del paese, portandolo da B+ a B con outlook stabile.

 

 

 

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