Varie 18 ottobre 2022

Che export tira? Agosto 2022

Nei primi otto mesi del 2022 le esportazioni italiane sono aumentate del 22,1% rispetto allo stesso periodo del 2021. Rimane molto contenuto il contributo fornito dalla componente dei volumi esportati (+1%), mentre prosegue il significativo rialzo dei valori medi unitari (+20,9%), spinti dai rincari delle materie prime.

1. Il mese di riferimento

La congiuntura.  Ad agosto l’export ha registrato una flessione del 3,6% rispetto al mese precedente, intensa per i mercati extra-Ue (-6,9%) e lieve per l’area Ue (-0,5%). La dinamica trimestrale si conferma tuttavia positiva (+3,4% giu-ago’22 vs. mar-mag’22).

Il trend.  Le esportazioni sono cresciute in termini tendenziali del +24,8%, grazie al traino delle vendite di beni di consumo non durevoli (in particolare articoli farmaceutici e alimentari, bevande e tabacco), che spiegano da sole oltre un terzo dell’aumento.

Contesto globale.  Il deficit energetico ha segnato un’ulteriore espansione; continuano, infatti, a pesare i rialzi dei prezzi all’import di gas ed energia elettrica.

 

2. Come è andata nei primi otto mesi?

Tra gennaio e agosto l’export continua a registrare una forte crescita su base annua (+22,1% dopo il +21,8% di gen-lug’22). Rimane molto contenuto il contributo fornito dalla componente dei volumi (+1% rispetto ai primi otto mesi dello scorso anno), mentre prosegue il significativo rialzo dei valori medi unitari (+20,9%), spinti dai rincari delle materie prime.

 

2.1. Dentro e fuori l’Unione Europea

Le vendite verso i Paesi Ue sono risultate in aumento del 24,5%, spinte dal forte incremento verso il Belgio (+43,3%) ma anche in Spagna (+28,4%) e Paesi Bassi (+24,5%). Buone, anche se relativamente più modeste, le performance verso i nostri primi due partner: Francia (+19,5%) e Germania (+17,7%).

Meno intenso ma comunque significativo il rialzo verso i Paesi extra-Ue (+19,5%), dove incide la contrazione dell’export verso la Russia (-20,5%). In evidenza soprattutto Turchia (+40,2%), Stati Uniti (+31%), e India (+27,4%). Inferiori alla media le crescite verso Regno Unito (+17,8%), Giappone (+4,8%) e Cina (+2,7%).

 

2.2. Focus Paesi

Nei primi otto mesi del 2022 le esportazioni di alimentari e bevande hanno riportato una buona dinamica in Spagna (+39,2%) e Francia (+20,3%), a fronte di un forte calo in Giappone (-21,4%). Hanno visto un andamento simile e sopra la media del settore le vendite di articoli in pelle in tutti e tre i mercati: Madrid (+29,7%), Parigi (+24,7%) e Tokyo (+24,1%). Gli apparecchi elettronici, invece, hanno segnato un marcato incremento verso la Spagna (+54,9%) e più contenuto in Francia (+5,8%), mentre sono risultate in calo in Giappone (-10,4%).

 

2.3. Focus industrie e settori

In termini di raggruppamenti principali di industrie, i beni intermedi proseguono la performance positiva (+23,9% gen-ago’22 vs. gen-ago’21), seppur in lieve rallentamento (+24,3% precedente). Tale andamento riflette un calo dei volumi (-1,8%) e un marcato il rialzo dei vmu (+26,1%). Si conferma su livelli sostenuti la crescita per l’energia (+120,7%), guidata dai prezzi ma spinta anche dai volumi.

In aumento la dinamica dei beni di consumo (+23,5%), specie quelli non durevoli (+24,7%), supportati sia dai volumi esportati sia dai vmu. Meno intenso, anche se a doppia cifra, l’incremento dei beni strumentali (+10,7%), dove la flessione dell’export in volume rimane la più pronunciata (-2,9%).

 

Tra gennaio e agosto 2022 le vendite di legno, carta e stampa sono aumentate in forte misura (+36,6%), grazie soprattutto alla domanda dei Paesi Ue (+43,3%), fra cui Polonia (+59,1%) e Spagna (+44%).

Un buon ritmo di crescita è stato segnato anche dall’export di apparecchi elettrici (+16,8%), specie verso mercati di sbocco come Paesi Bassi (+29,7%), Francia (+20,8%) e Germania (+18,3%).

Gli autoveicoli, che continuano a scontare difficoltà di approvvigionamento, mostrano un rialzo contenuto (+3,5%), su cui pesa l’andamento negativo dell’area Ue (-2,8%); si segnalano tuttavia incrementi rilevanti verso Cina (+27,7%), Stati Uniti (+17,4%) e Regno Unito (+9,7%).

 

 

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