Varie 19 dicembre 2017

Che export tira? - Ottobre 2017

Non si arresta la corsa dell’export italiano nel 2017: +7,7% la crescita tendenziale nei primi 10 mesi dell’anno. L’andamento positivo sta interessando sia i Paesi dell’area Ue che quelli extra-UE. Il mese di ottobre è stato particolarmente vivace, con un incremento dell’11,3% rispetto all’ottobre del 2016.

Non si arresta la corsa dell’export italiano nel 2017: +7,7% la crescita tendenziale nei primi 10 mesi dell’anno. L’andamento positivo sta interessando sia i Paesi dell’area Ue che quelli extra-UE. Il mese di ottobre è stato particolarmente vivace, con un incremento dell’11,3% rispetto all’ottobre del 2016.

 

 

Ottima performance (+7,1%) sia nei mercati tradizionali, con il solo Regno Unito «sottotono» alle prese con la vicenda Brexit (+3,4%), che nei Paesi dell’Est Europa, quali Polonia (+11,6%) e Rep. Ceca (+10,7%).

Prosegue la crescita nei Paesi extra-Ue (+8,5%). Solide le vendite negli Stati Uniti (+9,6%). In forte ripresa quelle verso la Turchia (+5,6%).

 

 

Nel trimestre agosto-ottobre 2017 si è assistito a un aumento del 2,9% in termini congiunturali. A ottobre, rispetto a settembre, la crescita è stata dello 0,5%.

 

 

Le vendite in Cina sono in aumento del 24,2%: in evidenza chimica, mobili e autoveicoli. Questi ultimi trainano anche l’export verso i Paesi del Mercosur (+17,2%), insieme ad alimentari e apparecchiature elettroniche. Dopo anni di calo, legati anche al quadro sanzionatorio, sono in ripresa le vendite in Russia (+22,1%): bene i principali settori di esportazione (meccanica strumentale, tessile e abbigliamento e chimica).

 

 

Dal lato dei principali raggruppamenti, l’export di beni intermedi registra la dinamica migliore (+7,7%). Seguono i beni di consumo (+6,9%) e i beni strumentali (+6,2%).

Il raggruppamento dell’energia, pur se residuale in termini di peso sul totale export, sta fornendo un contributo positivo, grazie a una crescita vicina al 40%.

Tra i beni di consumo, i non durevoli hanno fatto segnare un +7,2%, i durevoli +5,3%.

 

 

L’export di alimentari e bevande viaggia a un ritmo simile alla media nazionale (+7,6%) con brillanti performance in Francia, Spagna e Giappone. Il settore della metallurgia sta mostrando un andamento positivo piuttosto generalizzato: si segnala il dato relativo alla Germania (+15,8%). La chimica si conferma tra i settori best performer (+10,1%): in forte crescita la domanda proveniente da Cina, Turchia e Paesi dell’Est Europa.

Farmaceutica (+12,3%) e autoveicoli (+13,6%) restano tra i settori più dinamici.

Desideri ulteriori informazioni?
Compila il modulo e ti risponderemo al più presto.
Sasso nello stagno 04 ottobre 2023
I beni acquistati e consumati nel mondo sono il prodotto di vari stadi di lavorazione, che spesso avvengono in più Paesi e coinvolgono diversi settori. Circa il 71% del valore aggiunto incorporato nell’export della manifattura italiana è domestico, dato in linea con quello tedesco, mentre Francia e Spagna – caratterizzate da economie relativamente meno manifatturiere e nel caso della seconda di minori dimensioni – mostrano un’incidenza più elevata del valore aggiunto estero. Il successo dell’export italiano nel mondo non è “solo” frutto del lavoro delle imprese esportatrici, bensì anche di una forte filiera domestica, composta prevalentemente da imprese di piccole e medie dimensioni, su cui gli esportatori fanno affidamento per realizzare input a grande valore aggiunto
Varie 28 settembre 2023
Ecco i risultati del Barometro, l’indicatore che assegna un punteggio da 1 a 9 (con 9 rischio massimo), relativi al secondo trimestre 2023.
Sasso nello stagno 21 settembre 2023
Note positive per il settore arrivano dal fatturato: nel primo semestre del 2023 il Sistema Moda è cresciuto, a prezzi correnti e sia sul mercato interno sia sui mercati esteri, del 7,2%; note "dolenti" arrivano invece dal volume della produzione che risente del raffreddamento del ciclo manifatturiero, a sua volta riflesso sia di un calo fisiologico dopo la forte ripresa post-Covid sia della perdita del potere d’acquisto dei consumatori causato dall’inflazione elevata. Le imprese italiane che operano nel Sistema Moda possono guardare con ottimismo alle opportunità provenienti dai mercati esteri verso cui l'export del settore è cresciuto del 4,1% nei primi sette mesi dell'anno.