Varie 17 luglio 2019

Che export tira? - Maggio 2019

Nei primi cinque mesi dell'anno l'export italiano di beni è cresciuto del 4% rispetto allo stesso periodo del 2018.

A maggio l’export italiano di beni compie un nuovo significativo balzo in avanti (+8% rispetto allo stesso mese del 2018), con un ampio contributo dei comparti della farmaceutica e degli articoli in pelle. Dopo cinque mesi il valore delle esportazioni Made in Italy è in aumento del 4%, una performance migliore rispetto a quella di «campioni dell’export» quali Germania e Spagna (entrambi in crescita del 2% circa), ma inferiore al risultato della Francia (+7,6%).

Nell’area UE, l’«effetto scorte» pre-Brexit continua a sostenere le vendite verso Londra (+12,1%). Avanza anche la Germania (+2,7%); in contrazione invece la Polonia, dove pesa il calo dell’export dei mezzi di trasporto.

Nell’area extra-UE, il podio dei «best performer» include Svizzera (+18,6%), Giappone (+15,1%) e Usa (+8,5%). Ottimo risultato anche in Africa Subsahariana (+6,2%). Russia al +1%.

In termini congiunturali, a maggio le esportazioni italiane sono avanzate dell’1,3%. Nel complesso del trimestre marzo-maggio invece, l’incremento è stato pari invece all’1,4%.

Il colosso indiano continua a garantire ottime occasioni di business ai nostri esportatori (+7,9%): la dinamica positiva è piuttosto generalizzata a livello settoriale, con in testa metalli, meccanica strumentale e farmaceutica. Quest’ultimo settore, insieme ai comparti della moda e del food, stanno trainando le vendite dirette al mercato transalpino. È invece in calo l’export verso il Mercosur (-7,5%), a testimonianza della debole congiuntura nei due principali mercati dell’area (Argentina e Brasile).

I beni di consumo continuano a sostenere le vendite Made in Italy all’estero (+10,3%), grazie in particolare ai beni non durevoli (+12,1%), che includono il comparto della farmaceutica. È stato invece più contenuto l’incremento delle esportazioni dei beni di consumo durevoli (+2,3%).

Pur rimanendo il raggruppamento con la dinamica più lenta, l’export dei beni strumentali si attesta al +0,8% nei primi cinque mesi dell’anno. L’andamento di maggio è stato però particolarmente positivo (+3% in termini tendenziali). L’export dei beni intermedi infine, avanza del 3,3%.

L’export di tessile e abbigliamento (+8,4%) è sostenuto principalmente dai Paesi extra-UE: Svizzera (specie per gli articoli in pelle – in qualità di polo logistico – in arrivo dal distretto di Firenze), Cina, Giappone e Stati Uniti. Questi ultimi, con un +16,8%, stanno trainando anche le vendite della meccanica strumentale (+2,9%, nel complesso); avanzano a ritmi elevati anche Russia e Paesi Asean. Le vendite di mobili sono invece sostanzialmente stabili ma con significative eccezioni in Paesi asiatici dove il nostro design è ben apprezzato (Cina, Giappone e India). La farmaceutica infine, si conferma il miglior settore (+26,5%).

Desideri ulteriori informazioni?
Compila il modulo e ti risponderemo al più presto.
Focus On 25 marzo 2026
La transizione energetica è oggi una leva strategica per competitività, sicurezza e crescita industriale. Investimenti globali e nuove tecnologie stanno riconfigurando mercati, filiere e modelli di business. Per le imprese italiane, efficienza energetica e fonti rinnovabili diventano fattori chiave di resilienza. Il Made in Italy può rafforzarsi sviluppando filiere industriali legate alla decarbonizzazione.
26 febbraio 2026
Il mondo nella Mappa dell’Export SACE 2026
Focus On 28 gennaio 2026
L’Italia è nella top 10 degli esportatori di beni a livello globale con una quota di mercato del 2,8% circa. Le esportazioni sono il vettore strategico di espansione dell’economia italiana, rappresentando la principale componente di sviluppo del PIL. Il ruolo centrale del commercio estero è testimoniato dalle oltre 120mila imprese esportatrici che impiegano circa 4,3 milioni di addetti.