Update Espresso 08 settembre 2017

Update Espresso: 8 settembre 2017

Leggi il nuovo Update Espresso su Tajikistan, Maldive, Norvegia, Brasile e difesa in India

Ogni settimana, insieme a una sintesi delle principali news su Paesi e settori, i nostri economisti a turno prenderanno un caffè insieme a voi commentando con un video la notizia più importante della settimana per indirizzarvi verso le migliori opportunità per il Made in Italy e darvi sempre il nostro punto di vista sul mondo che cambia.

 

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PAESI

 

 

TAJIKISTAN: possibile emissione di un bond

Il Tajikistan prevede in autunno l’emissione di un bond denominato in dollari e con maturità decennale per un valore pari a USD 1 miliardo. Per il Paese, una delle economie più piccole della regione con un Pil pari a circa USD 7 miliardi, si tratta della prima emissione obbligazionaria sui mercati internazionali.

Il Tajikistan, la cui economia è incentrata sulla produzione di materie prime agricole e minerarie e sul supporto delle rimesse degli emigrati, sta sperimentando una fase di crescita contenuta, dovuta al calo dei principali settori dell’economia e alla minore domanda dei partner commerciali e finanziari (Russia e Turchia). Di recente il Tajikistan ha ricevuto il rating delle agenzie Standard&Poor’s and Moody che hanno dato al paese rispettivamente rating B- e B3, entrambi con outlook stabile.

 

 

MALDIVE: ritorno ad un Governo autoritario

Il 22 agosto i militari hanno occupato il Parlamento per bloccare la mozione di sfiducia dei membri dell’opposizione nei confronti del capo del Parlamento Abdulla Maseeh, alleato di Yameen: la sua caduta sarebbe stata un pretesto per far crollare tutto il Governo. Un primo episodio si è verificato il 24 luglio, quando le forze dell’ordine impedirono l’entrata al parlamento ai membri dell’opposizione, traendo alcuni di questi in arresto.

Il controllo autoritario del presidente Yameen ha inizio nel 2012 quando con un colpo di stato depose il presidente Nasheed, democraticamente eletto nel 2008. Da allora la condotta governativa è stata caratterizzata da una costante influenza sugli apparati di polizia, sulla magistratura e sulle istituzioni responsabili del settore turistico, dal quale dipende l’economia dell’arcipelago, aumentando i rischi di corruzione, di mancato rispetto dei contratti e ponendo un tema reputazionale sugli accordi sottoscritti tra il governo e gli investitori esteri. Il permanere di una tale situazione politica peggiorerà l’outlook dell’economia maldiviana (soprattutto in termini di attrattività per gli investitori esteri), che presenta già numerose criticità.

 

 

NORVEGIA: incognita elezioni sui rapporti con l’Unione europea

I sondaggi relativi alle prossime elezioni dell’11 settembre vedono appaiati al 26% il partito conservatore, Høyre, e quello laburista, Arbeiderpartiet (Ap). Con questo risultato si andrebbe verso un governo di coalizione, verosimilmente, tra il Partito centrista (Senterpartiet, Sp) e Ap, in caso di vittoria dei laburisti, o tra il Partito del Progresso (Fremskrittspartiet, FrP) e Høyre, coalizione attualmente al governo, in caso di successo dei conservatori.

I partiti minori (Sp e FrP) sono a favore di una ridefinizione dei rapporti con l’Ue (attualmente basati sullo schema dell’European Economic Area, EEA) e il loro ruolo chiave ai fini della formazione del governo li porrebbe in condizione di influenzare le scelte della coalizione in questo senso. Nonostante il saldo positivo della bilancia commerciale con l’Ue (EUR 14,7 mld nel 2016), agevolato dall’accesso al mercato comune, e i buoni risultati conseguiti in termini di crescita del Pil e riduzione della disoccupazione dall’entrata in vigore dell’accordo, i partiti minori contestano il recepimento delle norme europee senza la partecipazione al loro processo di formazione (condizione per l’accesso al mercato comune).

 

BRASILE: la recessione è alle spalle

Il Brasile è ufficialmente uscito dalla peggior recessione della sua storia grazie al secondo periodo consecutivo di crescita trimestrale. Il Pil brasiliano ha infatti registrato un incremento dello 0,2% nel secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, anch’essi caratterizzati da una crescita dell’1%. Il dato riveste particolare importanza alla luce della pessima performance del Paese nel biennio 2015/2016, che ha visto la produzione contrarsi di oltre il 7%, e si conferma nonostante le accuse di corruzione emerse nel mese di maggio a carico del presidente Temer.

La ripresa è guidata da un settore agricolo pronto a soddisfare la maggior domanda di soia per mangimi animali e dal rafforzamento della spesa domestica per consumi, cresciuta dell’1,4% dopo nove trimestri consecutivi di contrazione. Questi dati devono comunque essere interpretati con cautela: secondo l’IBGE, l’Istituto Statistico nazionale, il settore industriale si è contratto dello 0,5% nel secondo trimestre, mentre gli investimenti restano ancora deboli.

 

 

SETTORI

 

DIFESA: sempre più Make in India

Il Governo indiano ha annunciato un piano di disinvestimento delle compagnie statali impegnate nel settore della difesa, con l’obiettivo di incrementare la produzione nazionale e ridurre la dipendenza dall’estero, nell’ambito dell’iniziativa Make in India lanciata nel 2014. L’India è tra i più grandi importatori al mondo nel settore: il Paese soffre infatti di una forte carenza di competenze manifatturiere in segmenti come costruzione di navi e velivoli avanzati, sistemi di difesa aerea e missili; di conseguenza, circa il 60% della domanda è soddisfatta con acquisti dall’estero.

Le esigenze di modernizzazione e le minacce alla sicurezza in aumento guideranno la domanda di attrezzature per la difesa, soprattutto nei segmenti aereo e navale. Lo sforzo di sviluppare l’industria domestica e di rendere più competitivo l’export grazie al maggior coinvolgimento del settore privato e alle partnership con gli operatori stranieri dovrebbe contribuire a ridurre l’enorme deficit commerciale del Paese nel prossimo decennio, anche se i target fissati dal Governo al 2025 difficilmente verranno raggiunti.

   

 

I NUMERI DELLA SETTIMANA:

1,19 Cambio euro dollaro, livello più alto dal 2015
2,2% Pil eurozona ultimo trimestre su base annua
3,3% surplus partite correnti area euro sul Pil, mai così alto nella storia

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