Update Espresso 06 luglio 2018

Update Espresso: 6 luglio 2018

Leggi il nuovo Update Espresso su Russia, Bahrein, Messico, Eurozona e petrolio in Russia

 

Ogni settimana, insieme a una sintesi delle principali news su Paesi e settori, i nostri economisti a turno prenderanno un caffè insieme a voi commentando con un video la notizia più importante della settimana per indirizzarvi verso le migliori opportunità per il Made in Italy e darvi sempre il nostro punto di vista sul mondo che cambia.

 

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PAESI

 

 

RUSSIA: L’Ue conferma le sanzioni

A fine giugno i leader Ue hanno confermato le sanzioni in vigore contro la Russia legate all’interferenza di Mosca nel conflitto ucraino. Nelle scorse settimane il Consiglio d’Europa aveva esteso di 12 mesi anche le misure restrittive in vigore contro la Crimea, di fatto annessa dalla Russia dopo il 2014. Le sanzioni europee contro Mosca colpiscono sia singoli individui del mondo politico ed economico vicini al Cremlino, che il settore petrolifero e bancario russo.

La conferma dei provvedimenti è legata agli scarsi sforzi da parte della Russia nell’applicazione degli accordi di Minsk per far cessare i combattimenti nell’Est dell’Ucraina. Le zone orientali del Paese, infatti, restano caratterizzate da una generale instabilità politica con episodi di violenza e tensioni tra le fazioni governative e filorusse. Dopo la decisione dell’Ue, il Cremlino non ha escluso un inasprimento delle contro sanzioni già in vigore verso i Paesi europei, che colpiscono principalmente il commercio di beni agroalimentari.

 

 

BAHREIN: Supporto finanziario da Arabia Saudita, Kuwait e EAU

Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (EAU) e Kuwait hanno annunciato un pacchetto di aiuti finanziari a supporto del vicino Bahrein. La piccola economia del Golfo è stata, infatti, duramente colpita dal crollo dei prezzi petroliferi a partire dal 2014: il debito pubblico è quasi raddoppiato dal 2013 e le riserve estere sono pressoché esaurite nello sforzo di mantenere il peg del dinaro nei confronti del dollaro.

E’ probabile che al Bahrein vengano chieste misure di contenimento della spesa pubblica, anche se i tagli richiederanno cautela per evitare tensioni tra le diverse fazioni del Paese. Il supporto dei Paesi vicini al Bahrein hanno carattere strategico, sia per evitare il rischio di contagio nella regione, che per proteggere Manama da un possibile intervento iraniano.

 

 

MESSICO: Andrés Manuel López Obrador è stato eletto Presidente

Andrés Manuel López Obrador (Amlo) è il nuovo Presidente del Messico dopo avere ottenuto oltre il 53 per cento dei voti, che gli permettono di avere la maggioranza in entrambe le camere del Congresso. Amlo ha sconfitto di misura i due rivali principali, Ricardo Anaya del Pan (Partido Acción Nacional) e José Meade del Pri (Partido Revolucionario Institucional).

Inizierà ufficialmente il mandato il primo dicembre, con un programma che punterà allo sviluppo dell’economia domestica, all’incremento della spesa nelle infrastrutture e nel welfare per cercare di ridurre la povertà e porre fine alla corruzione e alla violenza dilagante. A livello economico si è impegnato a mantenere l’autonomia della banca centrale e un regime di cambio flessibile, anche se rafforzerà l’intervento dello stato nell’economia, soprattutto nel settore dell’energia.

 

 

EUROZONA: Segnali per un 2018 (ancora) positivo, protezionismo permettendo

Secondo l’Economic Eurozone Outlook diffuso dall’Istat, il Pil dell’Eurozona avanzerà del 2,1% nel 2018, in rallentamento rispetto alla performance registrata nel 2017 (+2,4%). L’espansione dell’attività economica sarà principalmente trainata dagli investimenti (+2,7%), che continueranno a beneficiare delle condizioni favorevoli sul mercato del credito, ma le prospettive restano positive anche sul versante dei consumi per i quali è previsto un incremento dell’1,4%. Nel secondo e nel terzo trimestre dell’anno è attesa una crescita congiunturale analoga a quella segnata nei primi tre mesi (+0,4%), mentre una lieve accelerazione dovrebbe osservarsi nell’ultimo trimestre (+0,5%).

Permangono tuttavia rischi al ribasso legati all’evoluzione delle tensioni commerciali: un’escalation protezionistica (alla quale è ancora assegnata una probabilità di accadimento relativamente bassa, ma in aumento nelle ultime settimane) potrebbe avere riflessi negativi sulle decisioni di investimento delle imprese anche nel breve termine.

 

 

SETTORI

 

 

PETROLIO: Nuova riforma fiscale in Russia, tempesta perfetta sulle raffinerie?

Ennesimo intervento del Governo russo sulla politica fiscale del settore oil&gas, che prevede la cancellazione entro i prossimi sei anni dei dazi all’esportazione di petrolio greggio (attualmente al 30%) e un maggiore recupero sui profitti delle attività di estrazione in genere, stimati in 58 miliardi di dollari nel periodo (su un prezzo atteso di 50 dollari e al tasso di cambio attuale). La misura contribuirà, come già sperimentato in passato, a irrobustire l’export russo di petrolio in un quadro di prezzo favorevole, ma peserà in particolare sulle raffinerie del Paese che perderanno i vantaggi competitivi sulla materia prima.

Molti impianti, che in alcuni casi risalgono agli anni Venti, non hanno ancora completato la transizione verso prodotti a maggior valore aggiunto e potrebbero aver perso l’occasione di effettuare i dovuti upgrade, anche alla luce dell’entrata in vigore delle direttive IMO sui carburanti a basso contenuto di zolfo per il settore marittimo nel 2020.

 

 

I NUMERI DELLA SETTIMANA

 

$70 Prezzo medio per barile del Brent nel primo semestre 2018
$56 Prezzo medio per barile del Brent negli ultimi 36 mesi
$15-20 Costo medio per la produzione di un barile di greggio da parte delle prime 5 compagnie al mondo nel 2017

 

 

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