Update Espresso 29 settembre 2017

Update Espresso: 29 settembre 2017

Leggi il nuovo Update Espresso su Brasile, Ucraina, Grecia, Cina e turismo in Turchia.

 

Ogni settimana, insieme a una sintesi delle principali news su Paesi e settori, i nostri economisti a turno prenderanno un caffè insieme a voi commentando con un video la notizia più importante della settimana per indirizzarvi verso le migliori opportunità per il Made in Italy e darvi sempre il nostro punto di vista sul mondo che cambia.

 

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PAESI

 

BRASILE: nuovo piano di privatizzazioni

Il Governo ha annunciato un programma di privatizzazioni che dovrebbe riguardare 57 imprese statali per un totale di circa BRL 44 mld (EUR 14 mld). Il piano dovrebbe riguardare la società elettrica Eletrobras, i porti di Santos e Rio de Janeiro, lo scalo di Congonhas a San Paolo, la minoranza della Infraero che detiene gli aeroporti di Brasilia, Guarulhos a San Paolo e Galeão a Rio de Janeiro. Inclusi anche alcuni campi petroliferi, le linee di trasmissione di energia, le autostrade e la lotteria. La vendita degli asset e il programma di concessioni hanno come obiettivo quello di contenere il deficit fiscale nel 2018, cercando di aumentare la base dei ricavi oltre ad attrare investimenti in infrastrutture e aumentare l’efficienza.

La decisione del Governo denota in parte la difficoltà delle autorità di ridurre gli squilibri fiscali in modo duraturo e contenere l’aumento delle uscite, in particolare per le pensioni e la sicurezza sociale.

 

 

UCRAINA: emissione di bond internazionali

L’Ucraina ha collocato sui mercati finanziari titoli obbligazionari per circa USD 3 mld con scadenza a 15 anni e un rendimento del 7,375%. I titoli, offerti a clienti istituzionali, hanno ricevuto una reazione positiva da parte dei mercati, che hanno anche risposto alla proposta di buy back di circa USD 1,5 mld di titoli in prossima scadenza, che la Banca centrale ha quindi potuto riscadenzare.

Il ritorno sui mercati finanziari era uno dei principali obiettivi dell’accordo tra il Paese e il Fondo Monetario Internazionale in vigore dal 2015, quando si era resa necessaria una ristrutturazione del debito a causa della crisi politica ed economica. L’accordo prevede l’erogazione di circa USD 17,5 mld, in parte già erogati, a fronte dell’adozione di politiche di consolidamento economico e riforma del sistema operativo, ancora non pienamente implementate.

 

 

GRECIA: prosegue la (lenta) ripresa

Nel secondo trimestre il Pil del Paese è cresciuto dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2016, in accelerazione in confronto al dato del primo trimestre (+0,4%). Il risultato è dovuto all’aumento delle esportazioni di beni e servizi (+9,5%) e della spesa, soprattutto pubblica, ma si registra una contrazione degli investimenti che ha rallentato anche le importazioni. In questo contesto sono stati allentati nuovamente i vincoli al movimento di capitali, sia favorendo i trasferimenti all’estero sia alzando il limite sui prelievi (da 1.680 a 1.800 euro al mese).

Il contesto economico mondiale è sicuramente favorevole e si osservano anche gli effetti delle riforme adottate l’anno scorso (la Grecia, ad esempio, è tra i Paesi Ocse che hanno intrapreso più riforme fiscali), ma numerosi sono gli elementi di rischio, tra cui la fragilità del sistema bancario e l’elevato livello del debito. In particolare quest’ultimo tema difficilmente sarà risolto a breve, visto il risultato delle urne tedesche.

 

 

CINA: S&P abbassa il rating sovrano cinese ad A+

Standard & Poor’s, il 21 settembre, ha abbassato il rating del debito sovrano della Cina di un notch, per la prima volta dal 1999, passando da AA- ad A+ con outlook stabile, allineandosi a quanto già fatto dalle altre due agenzie Moody’s e Fitch. Il motivo principale della revisione a ribasso si riscontra nel crescente debito cinese che ha raggiunto il 237% del PIL nel 2016.

Il Ministero delle Finanze cinese si è espresso a riguardo considerando questo taglio come “una decisione sbagliata” e ritenendo che l’agenzia di rating si sia focalizzata solo sulla crescita del debito. Il Ministero ha proseguito affermando che nella valutazione è stata trascurata l’ottima performance economica del primo semestre del 2017, la quale ha superato ogni aspettativa, e il fatto che il Governo sia pienamente capace di mantenere la stabilità finanziaria. Il Governo cinese giudica il downgrade una decisione anche a sfondo politico, in vista del 19° Congresso del Partito Comunista che si terrà il prossimo ottobre, nel quale si prevede un avvicendamento parziale nella leadership del Paese.

 

 

 

SETTORI

 

TURISMO: ritorno in Turchia

Lenta ripresa per il settore turistico turco: secondo le stime Bmi, il 2017 dovrebbe chiudersi con un aumento degli arrivi internazionali dell’1,2%, dopo il crollo del 2016 a 25 milioni dai 36 milioni dell’anno precedente (-30%), in seguito a questioni diplomatiche e interne, tensioni geopolitiche e attacchi terroristici. Sono tornati i turisti dalla Russia, il principale mercato di arrivo per Istanbul, dopo che il Presidente Putin ha rimosso il bando sui voli charter all’inizio dell’anno, ma permangono le tensioni con la Germania, altro mercato-chiave, che ha diffuso un’allerta per i viaggi nel Paese. Tuttavia, la Turchia resta il più grande mercato turistico dell’Europa centrale e orientale e le prospettive nel medio termine si confermano positive: +5,5% il tasso di crescita medio annuo degli arrivi tra il 2018 e il 2021, a quasi 32 milioni.

La ripresa del settore turistico - e il miglioramento della percezione sulla sicurezza interna - è cruciale per la Turchia, che si basa sulle entrate in valuta estera per far fronte al proprio deficit di partite correnti, stimato al 4,7% del Pil nel 2017.

 

 

I NUMERI DELLA SETTIMANA:

 

+2,2% stock di titoli di debito internazionali delle banche nel secondo trimestre 2017 su base tendenziale, il più alto dal 2011
USD 22.700 mld consistenze in essere di titoli di debito internazionali nel primo semestre 2017
+100% aumento del debito pubblico delle economie emergenti dal 2007, per effetto dell’accelerazione delle emissioni di titoli di debito

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