Update Espresso 19 ottobre 2018

Update Espresso: 19 ottobre 2018

Leggi il nuovo Update Espresso su Turchia, Arabia Saudita, Asia Centrale, Italia e robot

 

Ogni settimana, insieme a una sintesi delle principali news su Paesi e settori, i nostri economisti a turno prenderanno un caffè insieme a voi commentando con un video la notizia più importante della settimana per indirizzarvi verso le migliori opportunità per il Made in Italy e darvi sempre il nostro punto di vista sul mondo che cambia.

 

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PAESI

 

 

TURCHIA: Il Tesoro ritorna sul mercato del debito internazionale

Mercoledì la Turchia è ritornata sul mercato obbligazionario internazionale con l’emissione di un Eurobond a 5 anni da 2 miliardi di dollari con un rendimento del 7,5%, sottoscritto per tre volte l’importo. Secondo i primi dati, gli investitori statunitensi avrebbero acquistato il 60% dell’importo. L’emissione è un test sulla fiducia dei mercati, danneggiata dalla crisi della moneta. La lira turca è crollata del 35% quest’anno, colpita dall’incertezza attorno alla presa autoritaria di Erdogan sulla politica monetaria e dalla rottura diplomatica con gli Stati Uniti.

Vi sono alcuni segnali di allentamento delle tensioni con Washington. La Turchia ha rilasciato, dopo due anni di reclusione, il pastore statunitense Brunson, sotto processo con accuse di terrorismo. Alla base di questa intesa vi è un alleggerimento della pressione esercitata dagli Usa su Ankara con dazi e sanzioni, concausa altresì della crisi valutaria della lira. La notizia della liberazione ha determinato effetti positivi per il mercato turco.

 

 

ARABIA SAUDITA: Peggiora il market sentiment

Il dibattito sul presunto coinvolgimento di Riad nell’omicidio in Turchia del giornalista saudita Khashoggi, residente negli Usa, sta determinando un progressivo peggioramento della percezione del rischio da parte dei mercati nei confronti dell’Arabia Saudita. All’indomani della pubblicazione di nuove prove a carico dei sauditi nella vicenda, i mercati hanno reagito con un rapido incremento dei CDS sui titoli di debito del Paese e il Riad Stock Exchange ha perso terreno dopo le dichiarazioni di Trump sulla volontà di chiarire le responsabilità saudite dell’accaduto, non escludendo eventuali provvedimenti sanzionatori.

L’Arabia Saudita, che si dichiara estranea ai fatti ed è in procinto di comunicare una posizione ufficiale sulla vicenda, si è detta pronta a contro misure in caso di un atteggiamento ostile da parte di stati terzi. Tali misure potrebbero  verosimilmente colpire i livelli di produzione e le esportazioni di idrocarburi, in particolare petrolio. In seguito a tali affermazioni le quotazioni del Brent hanno registrato un immediato rialzo (+1,29% a inizio settimana).

 

 

ASIA CENTRALE: Che fine fanno gli uiguri?

Le ultime rivelazioni sui campi di “trasformazione” cinesi nella provincia occidentale dello Xinjiang, la più vasta del Paese, stanno facendo emergere le questioni etniche in Asia centrale – una delle aree più stabili e con il minor grado di conflittualità interna al mondo. Si stima che almeno un milione di uiguri, una popolazione originaria a maggioranza musulmana, oggi sparsa in particolare tra Turchia, Mongolia, “Stan” e Indonesia, siano internati in questi centri.

Pechino ha anche inviato richieste di estradizione a diversi Paesi per ottenere il rimpatrio di alcuni cittadini fuggiti che hanno denunciato la situazione. La risposta degli stessi e la reazione delle rispettive società civili potranno modificare l’atteggiamento cinese nei confronti dei peer regionali, sempre più dipendenti da Pechino per export e flussi di capitali.

 

 

ITALIA: Export oltre il 4% dopo 8 mesi

Ad agosto le esportazioni italiane di beni sono aumentate sia su base tendenziale (+5,1%) che congiunturale (+2,9%). Complessivamente, nel periodo gennaio-agosto, l’export Made in Italy è cresciuto del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono i Paesi Ue a fare da traino (+5,7% nei primi 8 mesi) con un forte incremento nei primi due mercati di sbocco (Germania: +5,3%; Francia: +5,9%), oltre che nelle geografie dell’Europa dell’Est.

Nei Paesi extra-Ue la crescita è stata pari al 2,6% ma le performance in quest’area sono piuttosto eterogenee. I risultati sono negativi in Medio Oriente (-11,1%) e in Russia (-3,2%), sebbene vi siano alcuni settori in controtendenza: ad esempio, le vendite di alimentari e bevande verso Mosca sono cresciute del 12,4%. Al contrario, avanzano le vendite in India (+15,3%) e negli Stati Uniti (+4,5%). Sostanzialmente stabile infine l’export verso la Cina (-0,3%). A livello settoriale, sono i settori non tradizionali di specializzazione del Made in Italy, quali metalli, elettronica, apparecchi elettrici e farmaceutica, a segnare i risultati migliori.

 

 

SETTORI

 

 

ROBOT: Crescono le installazioni nell’industria manifatturiera italiana

Con oltre mille installazioni in più, la robotica italiana nel 2017 si avvicina alle 8.000 unità, presentando un tasso di crescita del 19%, più alto del Giappone, il doppio rispetto alla Germania, il triplo rispetto agli Stati Uniti. Nel 2016, la densità di robot industriali ogni 10.000 impiegati nelle industrie manifatturiere era di 185 in Italia, superiore alla media mondiale (74), ma ancora distante da Corea (631), Singapore (488) e Germania (309). I dati preliminari della federazione robotica internazionale (IFR) evidenziano uno scatto decisivo per l’automazione industriale nel 2017, con il nostro Paese a giocare un ruolo di primo piano.

A livello globale l’incremento delle installazioni è stato del 31% che si traduce in 387mila robot, l’aumento percentuale annuo più elevato degli ultimi 5 anni. Il mercato globale dei robot industriali vale circa 50 miliardi di euro.

 

 

I NUMERI DELLA SETTIMANA

 

+4,3% Incremento dell’export italiano nei primi 8 mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017
€27,2 mld Export italiano verso gli Stati Uniti nei primi 8 mesi del 2018 (+4,5% vs 2017)
€22,6 mld Export italiano di alimentari e bevande nei primi 8 mesi del 2018 (+4,7% vs 2017)

 

 

MODIFICHE AL RATING

 

POLONIA: S&P da BBB+ ad A-
PORTOGALLO: 
Moody’s da Ba1 a Baa3
ZAMBIA: 
Fitch da B a B- 

 

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