Update Espresso 15 settembre 2017

Update Espresso: 15 settembre 2017

Leggi il nuovo Update Espresso su Arabia Saudita, Uzbekistan, Eurozona, Cina e infrastrutture e gas

Ogni settimana, insieme a una sintesi delle principali news su Paesi e settori, i nostri economisti a turno prenderanno un caffè insieme a voi commentando con un video la notizia più importante della settimana per indirizzarvi verso le migliori opportunità per il Made in Italy e darvi sempre il nostro punto di vista sul mondo che cambia.

 

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PAESI

 

 

ARABIA SAUDITA: trasformazione a passo lento

Dopo solo un anno dalla sua presentazione, l’Arabia Saudita sta rallentando l’esecuzione del National Transformation Program, il piano di transizione all’economia post-petrolifera, ridimensionandone gli obiettivi.

L’aggiornamento degli obiettivi a livelli più moderati non rappresenta necessariamente un elemento negativo. Al contrario, potrebbe consentire una maggior probabilità di realizzazione. In ultima istanza, un segnale della volontà del Paese di procedere nella direzione enunciata. La persistenza di prezzi petroliferi bassi rappresenta un limite alle politiche di stimolo fiscale. D’altro canto, il mantenimento di forti misure di austerity rischierebbe di rallentare ulteriormente la crescita, già prevista a un debole 0,1% per quest’anno e poco sopra l’1% il prossimo. Non è inoltre escluso che l’allentamento nella spending review comprenda considerazioni di tipo politico e di mantenimento del consenso interno, anche alla luce delle diatribe geo-politiche nell’area del Golfo.

 

 

UZBEKISTAN: possibile emissione di un bond

Il paese ha adottato una serie di norme che liberalizzano l’utilizzo della valuta estera e riducono le restrizioni in vigore. In particolare vengono aboliti i limiti all’utilizzo di valuta forte da parte di privati e aziende per gestire transazioni internazionali commerciali (ad es. importazioni di merci) e finanziarie (ad es. rimpatrio di utili) intermediate da banche. Sono inoltre stati eliminati l’obbligo di conversione delle export revenue in valuta locale e i limiti ai pagamenti con carte di credito in valuta forte.

Il provvedimento mira a facilitare gli scambi commerciali con l’estero e più in generale a favorire gli investimenti esteri nel paese, ad oggi scoraggiati anche dalle numerose restrizioni valutarie in vigore.

 

 

EUROZONA: positivo anche il secondo trimestre

L'Eurozona prosegue il cammino sul sentiero di crescita anche nel secondo trimestre dell’anno: +0,6% nel confronto con i primi tre mesi del 2017, grazie principalmente al contributo positivo dei consumi delle famiglie. Si tratta del diciassettesimo trimestre consecutivo chiuso in segno positivo. Tra i Paesi della valuta comune per i quali vi sono dati disponibili, sono i Paesi Bassi ad aver registrato la performance migliore nel secondo trimestre (+1,5%), seguiti da Estonia e Lettonia. Fanalino di coda è il Portogallo, avanzato al ritmo più lento (+0,3%). Per l’intero 2017 la Bce ha rivisto al rialzo la previsione di crescita dei 19 Paesi dell’area: 2,2% rispetto al precedente 1,9%.

La ripresa dell’Eurozona si fa più consistente e i Paesi della valuta comune tengono il passo degli Stati Uniti. Permangono tuttavia diverse incertezze legate ai segnali non ancora solidi dal lato dell’inflazione e alla recente volatilità del tasso di cambio. Vi è infine attesa sulle scelte della Bce in relazione al quantitative easing che saranno svelate nel mese di ottobre.

 

 

CINA: Pboc rimuove le misure legate al deprezzamento dello yuan

La People’s Bank of China ha ritirato alcune delle misure adottate nel 2015 volte a frenare la caduta dello yuan e la fuga di capitali. Per via del forte apprezzamento che ha registrato la moneta in questi mesi, quasi il 7% nei confronti del dollaro americano, la Banca centrale ha abbassato gli obblighi di riserva sulla negoziazione dei forward su valuta estera dal 20% allo 0%, eliminando così l’onere di rendere più costose le scommesse sul deprezzamento dello yuan. L’attuazione della nuova policy ha portato, nella giornata di martedì 12 settembre, ad un deprezzamento di 280 punti base dello moneta cinese nei confronti del dollaro, il più grande calo da febbraio 2017.

Le decisioni prese dal Pboc trovano riscontro nella possibilità di danneggiare le esportazioni cinesi. Dato che la ripresa dell’export, avvenuta nella prima metà del 2017 si è rivelata un importante driver della stabilità economica, l’apprezzamento dello yuan nei mesi precedenti avrebbe potuto arrecare danni all’attività di esportazione della Cina con conseguenze su tutta l’economia.

 

 

SETTORI

 

 

INFRASTRUTTURE E GAS: l’alleanza Abe-Modi

Le tensioni in Asia stanno facendo avvicinare Giappone e India: i due governi, accomunati dalla crescente assertività cinese nell’area, hanno avviato esercitazioni militari congiunte, ma anche iniziative infrastrutturali e di politica commerciale in sinergia. I presidenti Abe e Narendra hanno inaugurato i lavori della linea ferroviaria ad alta velocità di 500 km tra Mumbai-Ahmedabad, che sarà costruita e finanziata da imprese giapponesi per una cifra pari a 15 miliardi di euro.

Il governo indiano ha inoltre negoziato con ExxonMobil una revisione dei prezzi concordati per l’acquisto di gas naturale liquefatto dall’impianto Gorgon LNG. Il contratto era stato siglato nel 2009 con durata ventennale, ma secondo Fitch rappresenta l’ennesimo episodio di una strategia più ampia da parte dei principali importatori di LNG (Giappone, Corea del Sud, India e Cina) per rivedere tutti gli impegni di lungo termine approfittando della sovrabbondanza di gas. Il prezzo dell’LNG di Gorgon sarà quindi ridotto dal 14,5% al 14% del prezzo di un barile di Brent.

 

 

I NUMERI DELLA SETTIMANA:

+3,2% Incremento della produzione industriale nell’Eurozona nel primo semestre 2017 su base tendenziale
-1,3 mln Numero di barili esportati al giorno dall’OPEC tra luglio e agosto 2017
+36,2% Incremento dell’export gennaio-giugno 2017 delle regioni italiane dell’area insulare rispetto allo stesso periodo del 2016

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