Studi 25 giugno 2015

SACE Country Risk Update: 26 giugno - 02 luglio 2015

Snapshots: Cina, Gas, Iraq, Kazakistan, Nigeria, Russia, Unione Europea, Venezuela.

CINA

Il Consiglio di stato ha presentato una proposta per eliminare il limite del 75% al loan-to-deposit ratio delle banche. La decisione segue l’introduzione del sistema di garanzia sui depositi introdotta ad aprile. Il processo di deregolamentazione del sistema bancario intende supportare la crescita economica di lungo periodo introducendo gradualmente un regime di mercato nel settore. La nuova policy, che dovrebbe entrare a regime il prossimo anno, beneficerà in misura maggiore le banche medio-piccole, con una base di depositi più contenuta rispetto ai gruppi di dimensioni maggiori. Gli effetti complessivi dovranno però scontare la bassa domanda di prestiti e lo scarso appetito per il rischio da parte delle banche cinesi. La soglia al 75% era in vigore dal 1995.

 

GAS
Gazprom ha annunciato l’intenzione di costruire un doppio gasdotto per portare il gas russo in Germania attraverso il mar Baltico. Partner del progetto saranno la tedesca E.On, l'anglo-olandese Royal Dutch Shell e l'austriaca Omv. L’annuncio del nuovo progetto avviene a stretto giro dal prolungamento delle sanzioni europee fino a gennaio 2016. Il nuovo gasdotto seguirà un percorso analogo a quello di Nord Stream e avrà una capacità annua di 55 miliardi di metri cubi. Gazprom manterrà il 51% della joint venture. Assieme al completamento del progetto Turk Stream, l’ampliamento della capacità attraverso il mar Baltico consentirà di ridurre la dipendenza dalle pipeline ucraine per consentire al gas russo di raggiungere il mercato europeo.

 

IRAQ
Il governo regionale del Kurdistan sta pianificando l’emissione di un bond semi-sovrano sui mercati internazionali. Secondo le disposizioni della recente normativa sull’autonomia regionale, il governo locale può raccogliere sui mercati esteri fino a USD 5 miliardi, da destinare però esclusivamente a progetti di sviluppo infrastrutturale. L’emissione non godrà della garanzia sovrana irachena. Il piano rappresenta un’ulteriore passo verso il processo di indipendenza della regione dal governo centrale. Il governo del Kurdistan necessita di almeno USD 1,4 miliardi per stabilizzare l’economia locale, la cui crescita è rallentata dall’8% al 3% nell’ultimo anno.

 

KAZAKISTAN
La Banca Centrale ha revocato la licenza della banca pubblica BTA, che pertanto potrà gestire i prestiti in sofferenza ma non operare attivamente sul sistema bancario. La revoca rientra negli accordi firmati tra il 2014 e il 2015 tra BTA e Kazkommerzbank (KKB) che prevedono l’integrazione dei due istituti. Secondo tali accordi la banca pubblica KKB ha acquisito oltre il 50% delle azioni di BTA detenute dal fondo sovrano Samruk Kazina e ha ottenuto il trasferimento di una parte delle attività e passività da parte di BTA con l’obiettivo di ottimizzare la gestione del portafoglio della banca. Tale accordo rientra nella politica delle autorità kazake mirata a rafforzare il settore bancario, ancora fragile dopo la crisi finanziaria del 2008.

 

NIGERIA
La Banca Centrale ha adottato alcune restrizioni alla conversione della valuta locale in dollari. In particolare, tali misure prevedono il divieto di ottenere dollari per il pagamento delle importazioni di una lista di quaranta prodotti (principalmente beni di consumo). Il Governatore Godwin Emefiele si è detto convinto che l’eliminazione delle restrizioni provocherebbe un brusco aumento della domanda di valuta forte. Restrizioni al cambio sono state introdotte a partire dall’autunno 2014 per fronteggiare il calo dei prezzi petroliferi, fonte del 90% dell’export nigeriano. Le riserve valutarie del paese sono comunque scese del 15% da inizio anno e sono attualmente pari ad un valore di circa USD 29 miliardi.

 

RUSSIA
L’Unione Europea ha esteso il regime di sanzioni fino a gennaio 2016, al pari degli USA che mantengono inalterato il quadro sanzionatorio in vigore contro la Russia. L'obiettivo della decisione europea è verificare la piena attuazione degli accordi di Minsk 2 da parte di Mosca. La tregua in Ucraina resta infatti fragile e segnata da violazioni quotidiane del cessate il fuoco da ambo le parti. La Russia ha reagito prorogando a sua volta le contro-sanzioni su prodotti agricoli, materie prime e generi alimentari approvate lo scorso anno.

 

UNIONE EUROPEA
Il Parlamento europeo ha approvato il piano di investimenti annunciato dalla Commissione a novembre scorso. Il fondo EFSI (European Fund for Strategic Investments) opererà nel quadro della Banca europea per gli investimenti e ha come obiettivo quello di incoraggiare il finanziamento di investimenti vitali per l’Europa. Avrà a disposizione EUR 21 miliardi ma attraverso un sistema di garanzie avrà un impatto complessivo di EUR 315 miliardi. Per i primi tre anni supporterà progetti in numerosi settori: trasporti, energia, telecomunicazioni, educazione, salute, ricerca, finanza, Pmi.

 

VENEZUELA
PDVSA ha annunciato un prestito da USD 5 miliardi dalla Cina per lo sviluppo di progetti petroliferi. Il finanziamento rientra in un piano di supporto da USD 10 miliardi negoziato con la Development Bank of China. I nuovi fondi saranno destinati principalmente allo sviluppo dei giacimenti nella regione dell’Orinoco. Garantiranno inoltre la copertura dei debiti della compagnia in scadenza nel corso del 2015. Il supporto cinese per la tenuta finanziaria venezuelana è sempre più fondamentale; dal 2007 i crediti cinesi verso Caracas sono cresciuti fino a circa USD 50 miliardi. Nonostante il supporto cinese, la situazione economica rimane critica: le riserve estere sono ai minimi degli ultimi 12 anni e l’inflazione avrebbe raggiunto le tre cifre secondo stime non ufficiali.

 

Pillole

Brasile: Standard&Poor’s ha declassato Odebrecht di un notch, a BBB- a seguito dell’arresto del CEO e altri quattro dirigenti.

Desideri ulteriori informazioni?
Compila il modulo e ti risponderemo al più presto.
Varie 16 aprile 2024
Tra gennaio e febbraio le vendite italiane oltreconfine sono risultate in rialzo dello 0,8%, sul supporto dei valori medi unitari (+1%) e a fronte di un contributo pressoché nullo del dato in volume (-0,2%).
Focus On 10 aprile 2024
Con una crescita del 2,9% medio annuo nei prossimi tre anni, l'export italiano di vini raggiungerà nel 2026 gli €8,5 miliardi. 7 bottiglie su 10 che varcano i confini nazionali sono di vino, 3 di spumante. Veneto, Piemonte e Toscana le maggiori regioni esportatrici e Stati Uniti, Germania e Regno Unito le maggiori destinazioni. Ottime opportunità di crescita, trainate anche dai consumi internazionali che nel 2024-25 aumenteranno del 2,3% annuo, provengono anche da Giappone, Cina, Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti. L'intelligenza artificiale arriva anche nel settore vinicolo offrendo numerosi vantaggi in termini di qualità, efficienza e sostenibilità della produzione.
Varie 15 marzo 2024
A gennaio 2024 il valore dell’export italiano è rimasto pressoché stabile su base annua (-0,2%). L’incremento dei valori medi unitari (+1,7%) è stato compensato da una simile riduzione del dato in volume (-1,8%).