Studi 16 gennaio 2015

SACE Country Risk Update: 16 - 22 gennaio 2015

Snapshot: Area euro, Cina, Libia, Madagascar, Rame, Russia, Sri Lanka, Venezuela

AREA EURO
L’indicatore PMI finale di dicembre ha mostrato una sostanziale stagnazione della produzione manifatturiera nell’area euro, che si attesta a 50,6 (il valore 50 è la soglia tra miglioramento e peggioramento delle condizioni del settore). Non si arresta la contrazione della produzione in Italia e Francia che registrano un nuovo minimo, rispettivamente, degli ultimi 19 e 4 mesi. La performance della Germania è stata debole ma positiva e in crescita mentre un forte miglioramento è stato riportato dall’Irlanda. I costi minori della produzione, dovuti al crollo del prezzo del greggio, stanno aiutando i manifatturieri a ridurre i loro prezzi di vendita.

 

CINA
Secondo alcune fonti di stampa il governo cinese starebbe ipotizzando una ristrutturazione delle imprese a partecipazione pubblica nel corso del 2015. Il piano prevedrebbe una riduzione delle imprese a controllo diretto del governo centrale, diminuendone il numero da oltre cento a uno compreso tra le 30 e le 50 entità. La riorganizzazione dovrebbe includere sia un’apertura agli investitori privati su alcuni settori, sia la fusione tra più imprese al fine di aumentarne la competitività a livello internazionale. La fusione tra CNR e CSR dei giorni scorsi sarebbe un primo passo in tale direzione.

 

LIBIA
Sono iniziati a Ginevra i colloqui di pace sotto l’egida ONU per tentare un’intesa per porre fine agli scontri armati nel paese e costituire un governo di unità nazionale. Un primo incontro tra le fazioni opposte era già stato organizzato dalle Nazioni Unite a ottobre. In quell’occasione, tuttavia, non avevano partecipato i rappresentanti di Alba, la forza filo-islamista di fatto al potere a Tripoli, che al contrario dovrebbe prendere parte all’incontro di Ginevra (anche se la decisione definitiva sulla partecipazione verrà presa entro domenica). Secondo il rappresentante ONU Bernardino León, tuttavia, l’incontro di Ginevra non produrrà risultati nell’immediato, visto la profonda distanza che separa le parti in contrapposizione.

 

MADAGASCAR
Il governo ha annunciato le proprie dimissioni. La decisione del primo ministro Roger Kolo e del suo gabinetto risponde alle proteste popolari, anche violente, causate dai frequenti black-out energetici nel paese. L’aumento della capacità energetica nel paese era uno degli obiettivi del programma elettorale del presidente Rajaonarimampianina, eletto un anno fa nelle prime elezioni democratiche dopo il colpo di stato dell’ex sindaco di Antananarivo Rajoelina. Il paese, tuttavia, soffre ancora di una rete elettrica limitata: solo il 15% del territorio ha accesso all’elettricità. Tra i possibili nomi emersi per la guida del nuovo esecutivo c’è anche quello di Marc Ravalomanana, ex presidente deposto con il colpo di stato ma recentemente riavvicinatosi al nuovo presidente.

 

RAME
Il prezzo del rame è sceso ai minimi degli ultimi cinque anni, perdendo il 6,6% in due giorni, da USD 6.000 a circa 5.600/t, e il 13% da inizio anno. La contrazione segue le nuove stime della Banca Mondiale sulla crescita globale per il 2015-2016, riviste al ribasso e che avvertono sulle possibili conseguenze di un “rallentamento disordinato” della Cina, in particolare sul mercato immobiliare. Il paese asiatico è il maggiore consumatore di rame al mondo. L’import cinese di rame non sembra tuttavia suffragare i timori dei mercati. Le importazioni hanno infatti raggiunto il massimo storico nel 2014. È possibile che una buona parte del calo dei prezzi sia tuttavia imputabile a movimenti speculativi piuttosto che a un effetto legato ai fondamentali economici internazionali.

 

RUSSIA
L’agenzia di rating Fitch ha ridotto il merito di credito del paese a BBB- con outlook negativo, arrivando quindi a un solo notch di distanza dal livello speculativo. I fattori che incidono sul giudizio negativo sono la debolezza dei corsi del petrolio e il forte indebolimento del rublo. Secondo le stime dell’agenzia il PIL del paese potrebbe contrarsi del 4% quest’anno, mentre il ritorno alla crescita potrebbe essere rinviato fino al 2017. Il crollo dei prezzi petroliferi minaccia la stabilità del bilancio di partite correnti; un ulteriore calo potrebbe portare i saldi in territorio negativo e aumentare le pressioni sul tasso di cambio rublo-dollaro, ormai superiore ai RUR 66 per USD. Negative anche le aspettative sull’inflazione, stimate attorno al 14% quest’anno.

 

SRI LANKA
Le elezioni presidenziali si sono concluse con una vittoria a sorpresa dello sfidante Maithripala Sirisena, già ministro della sanità con il presidente uscente Rajapaksa. Sirisena, con il 51,2% dei voti. L’affluenza ha superato il 70%. Rajapaksa era in carica dal 2005 ed è considerato uno dei maggiori fautori della fine della guerra civile. Su di lui pesano però forti accuse di violazione dei diritti civili delle minoranze Tamil e di accentramento del potere su di sé. La transizione presidenziale è avvenuta pacificamente, ma il nuovo governo ha denunciato una presunta cospirazione dell’ex presidente. Membri dell’opposizione a Rajapaksa hanno inoltre denunciato l’ex presidente e suoi familiari – anche loro in ruoli istituzionali – per presunti casi di corruzione.

 

VENEZUELA
L’agenzia di rating Moody’s ha abbassato il merito di credito sovrano a Caa3 da Caa1 con outlook stabile. Il driver principale nell’aggravamento del rischio sovrano venezuelano resta l’andamento del mercato petrolifero: la caduta nei prezzi del greggio ha colpito la principale fonte di approvvigionamento di valuta estera per il paese centroamericano. Il calo incide anche sui bilanci di partite correnti, previste in deficit quest’anno. Per fronteggiare le difficoltà crescenti, Maduro ha richiesto il supporto della Cina, che ha predisposto un piano di investimenti da USD 17 miliardi nel paese. È tuttavia possibile che il paese non riesca a far fronte agli impegni debitori verso l’estero, potendo contare su uno stock di riserve limitato a USD 22 miliardi, pari a circa 3 mesi di import.

 

 

Pillole

Croazia: Kolinda Grabar-Kitarović è stata eletta presidente. È la prima volta di una donna alla carica di Capo dello Stato.
India: la Reserve Bank of India ha tagliato i tassi di riferimento di 25 punti base, portandoli al 7,75%.

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