Focus On 14 novembre 2013

Focus On: Azerbaijan

Le elezioni presidenziali del 9 ottobre in Azerbaijan hanno confermato il candidato uscente Aliyev al potere dal 2003

Le elezioni presidenziali del 9 ottobre in Azerbaijan hanno confermato il candidato uscente Aliyev, al potere dal 2003. Il risultato elettorale appare ormai accettato, nonostante le irregolarità ravvisate dagli osservatori internazionali e le iniziali proteste dell’opposizione per presunti brogli.

Azerbaijan: confermato il presidente uscente Aliyev

Le elezioni di ottobre hanno decretato la vittoria del presidente uscente Aliyev, con l’85% delle preferenze
. Aliyev, al potere dal 2003, ha potuto ripresentare la propria candidatura grazie all’eliminazione del limite all’eleggibilità approvata con un referendum costituzionale nel 2009. Le principali forze di opposizione, per la prima volta rappresentate da un unico candidato, Jamil Hasanli, hanno conquistato circa il 5% dei voti.
 

Le modalità di svolgimento delle elezioni sono state criticate da diversi osservatori internazionali. I rappresentanti della Organisation for Security and Cooperation in Europe (OSCE) hanno denunciato l’assenza di una reale competizione tra i candidati durante la campagna elettorale (il presidente non ha partecipato a nessun dibattito pubblico) e irregolarità nelle procedure di voto. Ulteriori critiche circa la trasparenza delle consultazioni sono emersi in seguito alla pubblicazione dei risultati elettorali un giorno prima dell’inizio delle votazioni ad opera della commissione elettorale del paese.
 

I partiti di opposizione hanno criticato la validità del risultato elettorale, rifiutando inizialmente l’esito delle consultazioni. Il candidato sconfitto Hasanli ha chiesto alla Corte costituzionale l’annullamento delle elezioni, richiesta a cui non è stato dato seguito. Nei giorni successivi alle elezioni i partiti di opposizione hanno organizzato alcune manifestazioni nel paese, che tuttavia hanno registrato una partecipazione piuttosto scarsa, anche a causa dell’immediato intervento delle forze di polizia per reprimere le proteste.
 

Le modalità di svolgimento delle elezioni confermano che il processo di democratizzazione del paese è ancora incompleto. La competizione elettorale si è svolta in un clima particolarmente teso, in cui si sono verificati arresti, procedimenti giudiziari contro i rappresentanti dell’opposizione e episodi di violenza contro i loro familiari.
 

Outlook del paese

Si attende una generale continuità nella strategia politico-economica del presidente. Nei primi giorni del nuovo mandato il presidente Aliyev ha ribadito i principali punti del piano di governo dei prossimi 5 anni:

  • Rafforzare il settore degli idrocarburi. L’oil&gas è il principale settore dell’economia azera (a cui sono legate circa il 60% delle entrate fiscali del paese e il 94% dell’export). Dal 2006 il paese ha intrapreso un’intensa attività di esplorazione/sfruttamento delle risorse, condotta dall’azienda pubblica dell’oil&gas (Socar) insieme ad operatori esteri, determinando una crescita dell’output di idrocarburi (sebbene la produzione petrolifera è in leggero rallentamento rispetto al picco del 2010 a causa dell’invecchiamento dei siti e di un calo degli investimenti nel settore). Per realizzare pienamente il suo potenziale il settore necessita di ulteriori investimenti che il governo intende realizzare in partnership con player esteri.
     
  • Promuovere la diversificazione economica: l’economia azera resta strutturalmente dipendente dal settore degli idrocarburi. Da un quinquennio è in atto un processo di diversificazione economica mirato a stimolare l’attività di settori quali le infrastrutture, l’agricoltura e il turismo. Tuttavia la crescita di questi settori è strettamente legata al supporto pubblico (attraverso programmi di finanziamento agevolato alle imprese o realizzazione di grandi opere) e la cosiddetta “economia non-oil” non ha ancora raggiunto un livello di sviluppo autonomo.
     
  • Rafforzare i rapporti con l’Europa in materia energetica: il consorzio internazionale Shah Deniz, di cui Socar fa parte, ha scelto a giungo scorso il progetto del gasdotto Trans Adriatic Pipeline (TAP) come principale corridoio d'esportazione del gas azero verso l’Europa. Con l’entrata in funzione del nuovo gasdotto, prevista nel 2018, l’Unione Europea arriverà ad assorbire circa il 60% del gas prodotto in Azerbaijan, diventando un partner strategico per il paese.
     
  • Migliorare il contesto operativo per attrarre investitori esteri. Formalmente l’Azerbaijan è un paese aperto agli investimenti stranieri, il cui accesso nei settori dell’economia è permesso senza particolari restrizioni. Tuttavia alcune caratteristiche del contesto operativo, come l’elevata corruzione, l’eccessiva burocrazia e l’ingerenza politica nell’attività economica restringono drasticamente le reali opportunità di accesso degli investitori esteri e rendono scarsamente trasparente il processo decisionale sugli investimenti da realizzare e sulle modalità di partecipazione in questi ultimi. Il paese ha compiuto scarsi progressi nella riforma del contesto operativo negli ultimi anni: le misure contro la corruzione sono intervenute per lo più al livello più basso dell’amministrazione statale, non intaccando l’immunità delle cariche più alte; gli investimenti infrastrutturali sono stati generalmente concentrati nell’area della capitale Baku, ma permane un gap infrastrutturale tra questa e le aree rurali del paese non coinvolte dall’industria degli idrocarburi. Anche la forza lavoro abbonda di mano d’opera non qualificata a bassi livelli salariali, ma manca un adeguato numero di lavoratori specializzati.

Implicazioni per le aziende

  • Lo sfruttamento dei giacimento di petrolio e gas e l’avviamento del progetto TAP determineranno un incremento delle importazioni di macchinari per l’industria degli idrocarburi (estrazione, raffinazione, trasporto).
     
  • Le risorse finanziarie provenienti dal settore degli idrocarburi alimentano il finanziamento di grandi opere infrastrutturali. Gli investimenti avranno un impatto positivo sulla domanda di macchinari, prodotti dell’industria siderurgica e servizi collegati.
     
  • La politica di diversificazione economica mira a rafforzare settori in crescita come il turismo. Questo fenomeno può avere un impatto positivo sulla domanda di beni di punta del Made in Italy provenienti dai settori dell’arredamento e dell’intrattenimento e anche nel comparto agroalimentare-vinicolo, in conseguenza dello sviluppo dei servizi di ospitalità.

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