Focus On 25 marzo 2026

Focus ON - Transizione energetica

La transizione energetica è oggi una leva strategica per competitività, sicurezza e crescita industriale. Investimenti globali e nuove tecnologie stanno riconfigurando mercati, filiere e modelli di business. Per le imprese italiane, efficienza energetica e fonti rinnovabili diventano fattori chiave di resilienza. Il Made in Italy può rafforzarsi sviluppando filiere industriali legate alla decarbonizzazione.

Il sistema energetico globale è in una trasformazione profonda, dove decarbonizzazione, sicurezza delle forniture e competitività industriale sono sempre più interconnesse. Tensioni geopolitiche e volatilità dei prezzi hanno riportato l’energia al centro delle strategie economiche e industriali, rendendola cruciale per crescita e resilienza dei sistemi produttivi.

Nel 2024 gli investimenti globalinel settore energetico hanno superato i $3.000 miliardi, di cui circa due terzi destinati alle tecnologie per l’energia pulita, tra cui rinnovabili, reti elettriche, sistemi di accumulo, efficienza energetica ed elettrificazione; una dinamica che si riflette anche nelle stime per il 2025 ($3,3 trilioni, di cui circa $2,2 trilioni in energia pulita), segnalando come la transizione sia già in corso riconfigurando mercati, filiere e modelli di business.


Tuttavia, a fronte di investimenti elevati nelle tecnologie pulite, la transizione energetica avanza più lentamente del previsto: la domanda di petrolio e gas resta sostenuta nel medio periodo, contribuendo a mantenere pressioni sui prezzi dell’energia, soprattutto per le economie importatrici.

In questo contesto, le imprese possono trasformare le sfide energetiche in crescita, innovazione e maggiore autonomia industriale: chi adotta sistemi di gestione e miglioramento dell’efficienza energetica può ottenere oltre il 10% di risparmi annui entro i primi tre anni e fino al 60% nel lungo periodo, beneficiando al contempo di una maggiore produttività, di un più efficiente utilizzo delle risorse e di un miglioramento della qualità dei processi e dei prodotti. In Europa, inoltre, le aziende europee stanno beneficiando della crescita dell’export di tecnologie low‑carbon, aumentato del 65% rispetto al 2017. Lo sviluppo di filiere europee competitive nelle tecnologie pulite contribuisce anche a ridurre le dipendenze strategiche del continente.

La transizione energetica come opportunità per le imprese italiane e il Made in Italy

Per le imprese italiane, le sfide e le opportunità della transizione energetica si innestano in un sistema produttivo a forte vocazione manifatturiera, nel quale numerosi comparti presentano un’elevata intensità energetica. Proprio per questo, il tema dell’energia incide in modo diretto sulla competitività: una quota rilevante delle dipendenze critiche dell’industria riguarda le forniture energetiche e il costo dell’energia rappresenta, secondo le associazioni di categoria, uno dei principali fattori di ostacolo alla competitività delle imprese. In questo quadro, il Libro Bianco “Made in Italy 2030” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sottolinea come un approccio pragmatico alla transizione possa favorire l’adozione di soluzioni differenziate tra settori, sostenendo al contempo produttività, innovazione e posizionamento competitivo del tessuto industriale nazionale.

Un esempio concreto arriva dalla siderurgia, uno dei comparti più energivori. Nel polo di Giammoro (Messina), il gruppo Duferco sta portando avanti un ampio processo di riqualificazione industriale, dal valore di €95 milioni, che comprende diverse iniziative, tra cui lo sviluppo di un’Hydrogen Valley per la produzione di circa 100 tonnellate annue di idrogeno verde alimentato da energia fotovoltaica e destinato ai processi industriali dell’area. SACE supporta parte di questo percorso accompagnando gli investimenti nel nuovo terminal container multi-purpose.

Accanto agli interventi industriali, il rafforzamento delle infrastrutture energetiche rappresenta un elemento abilitante della transizione. In un sistema sempre più elettrificato e caratterizzato da fonti rinnovabili variabili, reti più robuste e interconnesse sono essenziali per garantire sicurezza degli approvvigionamenti e stabilità del sistema. In questa direzione si inserisce anche il progetto Adriatic Link, l’elettrodotto sottomarino di Terna che collegherà Marche e Abruzzo. L’opera – strategica per gli obiettivi del PNIEC e sostenuta da una struttura finanziaria da €1,5 miliardi, interamente garantita da SACE – prevede una nuova linea ad alta tensione in corrente continua, lunga 251 km e con una capacità di 1.000 MW, che rafforzerà lo scambio di energia nel Centro Italia e faciliterà l’integrazione delle rinnovabili[4].

Oltre a rappresentare una leva per la competitività, la transizione apre anche nuove opportunità di export grazie al ruolo crescente delle tecnologie per l’energia pulita. L’Italia si colloca tra i primi Paesi europei per numero di brevetti nelle tecnologie green, segnale di un comparto innovativo e orientato alla transizione. Le esportazioni della filiera energetica, un ecosistema composto da oltre 47 mila imprese attive dalle apparecchiature elettriche alla metalmeccanica fino ai servizi ingegneristici, rappresentano una componente strategica del Made in Italy, che muove fino a €27 miliardi in vendite oltre confine.

Un esempio dell’attrattività della qualità Made in Italy per le soluzioni per la transizione riguarda la commessa aggiudicata dal gruppo Danieli, supportata da garanzia SACE, per la realizzazione di un impianto produttivo a Lulea, in Svezia, per la produzione fino a 2,5 milioni tonnellate di acciaio green a bassa intensità emissiva. Gli altoforni, che implementano una tecnologia proprietaria brevettata da Danieli, sono alimentati in parti da rottami ferrosi e in parte da idrogeno, permettendo una forte riduzione dei costi operativi e al contempo una riduzione delle emissioni previste pari del 7% delle intere emissioni della Svezia.

A conferma di questo crescente interesse internazionale per le tecnologie italiane della transizione, SACE sta moltiplicando le occasioni di incontro tra imprese italiane e grandi operatori energetici globali: in occasione della fiera Key Energy Expo di Rimini, attraverso il programma SACE Connects sono stati organizzati incontri di business matching con buyer internazionali del settore elettrico, tra cui Power Finance Corporation (India), ISAGEN (Colombia) e Neoenergia (Brasile). Nel mese di marzo si sono svolte ulteriori iniziative realizzate insieme ad ANIE, finalizzate a identificare nuove opportunità di collaborazione e potenziali contratti di fornitura per le imprese italiane attive lungo l’intera catena del valore dell’energia: un incontro con EnBW (Energie Baden-Württemberg), uno dei principali operatori energetici tedeschi e National Grid, operatore globale nelle infrastrutture energetiche

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