Rischio paese Studi 21 marzo 2014

Country Risk Update: 21 - 27 marzo 2014

Snapshots: Argentina, Cina, Dubai, Egitto, Libia, Messico - Petrolio, Nickel, Nigeria, Qatar, Russia - Ucraina, Serbia, UE

ARGENTINA
L’agenzia Moody’s ha tagliato il rating sovrano del paese da B3 a Caa1, mantenendo un outlook stabile. I fattori che hanno determinato la decisione sono il calo significativo delle riserve valutarie, scese a circa USD 27,5 miliardi, e la politica economica inefficace. Il calo delle riserve aumenta il rischio di credito argentino e la possibilità che lo stato non sia in grado di onorare i propri debiti in valuta estera; tra il 2014 ed il 2015 il governo dovrà fronteggiare debiti in scadenza per oltre USD 20 miliardi.

 

CINA
Il paese prosegue nel percorso di liberalizzazione dei mercati finanziari: dopo l’intervento sui tassi d’interesse della settimana scorsa è stato deciso un ampliamento della banda di oscillazione del tasso di cambio. Il nuovo intervallo stabilito dalla People’s Bank of China (PBoC) è ora del ±2% rispetto al tasso di riferimento stabilito quotidianamente dalla Banca stessa. In precedenza la banda di oscillazione era fissata a ±1%. La valuta ha reagito deprezzandosi sul dollaro di circa l’1,5% e toccando i CNY 6,23 per USD. Da inizio anno la svalutazione è stata di circa il 3%. È possibile che il dato evidenzi una scelta strategica della PBoC volta a disincentivare le pratiche speculative sulla valuta (carry trade).

 

DUBAI
Abu Dhabi e la Banca Centrale degli Emirati Arabi hanno concordato un rifinanziamento di debiti in scadenza per USD 20 miliardi. Il finanziamento era stato concesso durante la crisi del 2009 ad un tasso del 4%. Grazie all’accordo l’Emirato disporrà ora di altri cinque anni per rimborsare il finanziamento ad un tasso d’interesse dell’1%. Secondo stime del FMI tra il 2014 ed il 2017 Dubai ha debiti in scadenza per un valore di USD 78 miliardi. Il rifinanziamento permette di ridurre di oltre il 25% l’esposizione a breve termine.

 

EGITTO
La Banca Centrale ha segnalato un aumento delle riserve valutarie di circa duecento milioni rispetto a gennaio. Esse ammontavano a fine febbraio a circa USD 17,3 miliardi: poco più del 50% del livello raggiunto prima della rivolta del 2011 (USD 36 miliardi). La Banca ha inoltre dichiarato di aver soddisfatto il 50% delle richieste arretrate di valuta estera provenienti da investitori stranieri intenzionati a rimpatriare capitali dal paese. Il restante 50% dovrebbe essere liquidato nel breve termine. Non è stato reso noto a quanto ammontano tali richieste.

 

LIBIA
Il consiglio di sicurezza dell’ONU ha condannato le esportazioni illegali di petrolio dalla Libia autorizzando i paesi membri ad abbordare le navi sospette e a restituire al governo il petrolio sottratto illegalmente. La risoluzione rafforza la posizione del governo libico nei confronti dei ribelli della Cirenaica che nei giorni precedenti erano riusciti a caricare il greggio su una petroliera poi riuscita a prendere il largo. Forte della risoluzione dell’ONU, la marina statunitense ha preso il controllo del tanker utilizzato dai ribelli per riconsegnarlo alle autorità libiche.

 

MESSICO – PETROLIO
L’impresa petrolifera di stato Pemex dovrà presentare al governo una lista di siti di produzione da mantenere sotto il proprio controllo, avviando il cosiddetto Round Zero nel processo di liberalizzazione del mercato energetico. Il Ministero dell’energia avrà tempo fino a settembre per decidere quali siti resteranno a disposizione dell’azienda e quali andranno invece all’asta a operatori privati. Dopo l’assegnazione dei giacimenti da parte del ministero, la compagnia si è detta intenzionata a ricercare partner privati per sviluppare e potenziare i siti produttivi assegnati. La completa apertura ai privati è attesa per metà 2015.

 

NICKEL
Le tensioni tra Russia e paesi occidentali hanno spinto le quotazioni del nickel oltre USD 16.200 per tonnellata. La Russia è infatti uno dei maggiori fornitori internazionali. L’evolversi delle tensioni ha spinto del 20% le quotazioni al London Metal Exchange rispetto allo scorso novembre. I prezzi erano già stati orientati al rialzo dall’introduzione del bando indonesiano alle esportazioni. Il nickel è utilizzato nella produzione di acciaio inossidabile che ne impiega circa due terzi della produzione globale.

 

NIGERIA
La Nigerian National Petroleum Corporation (NNPC) ha dichiarato perdite per il governo nel 2013 per USD 11 miliardi a causa dei furti di petrolio che riguarderebbero 300 mila barili al giorno. La Nigeria ha già stanziato USD 91 milioni in investimenti per consentire una maggiore sorveglianza delle pipelines. Le sottrazioni illegali di petrolio potrebbero incidere sulla capacità del paese di centrare il target di produzione di 3 milioni di barili al giorno entro il 2020, un aumento di circa il 30% rispetto ai 2,3 milioni di barili al giorno attuali.

 

QATAR
Il sostegno della monarchia ai Fratelli Musulmani ha causato una contrapposizione diplomatica fra il Qatar e gli altri membri del Gulf Cooperation Council (GCC): Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrain. I tre paesi hanno deciso di ritirare i propri rappresentanti diplomatici. Le tensioni potrebbero sfociare in un blocco delle frontiere e delle rotte aeree da parte dell’Arabia Saudita, che richiede un cambio della politica estera qatarina. Un eventuale blocco saudita causerebbe al paese problemi di approvvigionamento alimentare e potrebbe riflettersi anche sulle esportazioni di gas naturale (di cui il Qatar è il primo produttore al mondo).

 

RUSSIA – UCRAINA
Il referendum in Crimea ha confermato le attese di un’ampia vittoria dei votanti favorevoli all’annessione alla Federazione Russa. I paesi occidentali hanno condannato il referendum denunciandone l’illegittimità. USA e UE hanno deciso di ampliare le sanzioni individuali già disposte a inizio marzo nei confronti di esponenti politici di Russia e Crimea. Gli USA hanno anche bloccato l’operatività della russa Bank Rossiya. La Russia ha reagito stabilendo a sua volta restrizioni su personalità statunitensi. Sono escluse, per il momento, sanzioni commerciali a più ampio raggio che impatterebbero negativamente anche sull’economia europea, sebbene l’opzione resti valida in caso di escalation, come ad esempio un intervento russo in Ucraina orientale.

 

SERBIA
Il partito filo europeo di centro-destra SNS (Partito Progressista Serbo), guidato dal candidato primo ministro Aleksander Vucic, si è aggiudicato la maggioranza assoluta in Parlamento come ampiamente previsto dai sondaggi pre-elettorali. Le elezioni anticipate erano state indette a gennaio su richiesta dello stesso SNS al fine di ottenere un mandato più forte per gestire le trattative di adesione alla UE. L’ampia maggioranza parlamentare dovrebbe garantire allo SNS la possibilità di governare autonomamente.

 

UE
Dopo mesi di negoziati, l’Unione Europea ha raggiunto un accordo sull’ultima riforma mancante per completare il processo di unione bancaria avviato circa due anni fa. L’accordo, che deve ancora essere approvato dal Parlamento Europeo, prevede la creazione di un meccanismo unico di risoluzione (Single Resolution Mechanism, SRM) - che si occuperà della graduale chiusura delle banche in crisi all’interno dell’area euro - e l’istituzione di un fondo condiviso per la copertura dei costi, che verrà finanziato tramite i contributi del settore bancario per un ammontare complessivo di EUR 55 mld. Le decisioni, che verranno prese da un board indipendente all’interno della BCE, dovranno essere confermate dalla Commissione Europea.

 

Pillole

 

Cina: nuovo default sul mercato del debito cinese da parte dell’immobiliare Zhejiang Xingrun Real Estate.
Madagascar: il FMI ha riconosciuto il risultato delle elezioni e potrebbe a breve ripristinare i piani di sostegno economico.
Russia: Fitch ha modificato l’outlook del rating sovrano del paese a negativo, mantenendo il rating BBB.


 

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