Rischio paese Studi 06 dicembre 2013

Country Risk Update: 06 - 12 dicembre 2013

Snapshots: Bangladesh, Brasile, CPI, Egitto, Euro, Iraq, Libano, Nepal, Nigeria, Oil, Sudafrica, Turchia, Ucraina

BANGLADESH
Il Partito Nazionalista del Bangladesh, principale forza di opposizione, ha annunciato che boicotterà le elezioni del prossimo 5 gennaio. La decisione segue la scelta del partito al potere, la Lega Awami, ha rifiutato la formazione di un governo neutrale per la gestione delle elezioni, prassi mantenuta fino al 2011. Boicotterà le elezioni anche il Partito Jatiya, il terzo del paese. Dallo scorso mese di ottobre le tensioni politiche hanno portato ad una serie di manifestazioni di protesta durante le quali, secondo media locali e associazioni dei diritti umani, sono decedute almeno 59 persone.

 

BRASILE
I dati sul terzo trimestre hanno rivelato una crescita del PIL inferiore alle attese, con una contrazione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. Confrontando i dati con il terzo trimestre 2012, la crescita è stata del 2,2%; era del 3,3% tra il secondo trimestre 2012 e lo stesso periodo 2013. Il dato è il peggiore dal 2009. A deludere, in particolare, è la performance del commercio: si prevede che il traffico dei container crescerà solo del 4% nel 2013, contro stime precedenti del 6-7%. Le previsioni migliori erano giustificate anche dall’indebolimento del Real (in meno di un anno la valuta è calata del 16% rispetto al dollaro statunitense) che si riteneva avrebbe consentito una maggior competitività delle merci brasiliane sui mercati esteri.

 

CPI
È stato pubblicato il Corruption Perception Index 2013, redatto dall’organizzazione internazionale Transparency International. I paesi inclusi sono in tutto 177. Di questi, oltre i due terzi hanno un punteggio insufficiente, inferiore a 50 su una scala compresa tra 0 (alta percezione di corruzione) e 100 (percezione di corruzione nulla). I paesi con il ranking migliore sono Danimarca e Nuova Zelanda, primi a pari merito con un punteggio di 91/100, mentre i paesi percepiti come più corrotti sono Afghanistan, Corea del Nord e Somalia, ex-aequo a soli 8 punti.

 

EGITTO
È stata finalizzata la nuova bozza del testo costituzionale che, se approvata, sostituirà quella adottata in precedenza nel 2012. La bozza è stata adottata da un’assemblea di 50 membri, e dovrà essere sottoposta a referendum a gennaio. Gran parte delle misure ispirate alla sharia (sulla morale pubblica e la blasfemia) sono state alleggerite ed è stato escluso il ruolo delle Autorità religiose sull’aderenza delle leggi ai principi coranici. Aumentano, d’altro canto, i poteri dell’esercito: le forze armate godranno di una maggiore libertà di spesa, manterranno un potere di veto sulla nomina del ministro della difesa per i prossimi 8 anni e potranno sottoporre a giudizio i civili per alcuni reati.

 

EURO
L’euro è stato scalzato dallo yuan come seconda valuta (dopo il dollaro) più adoperata nelle operazioni finanziarie internazionali delle imprese, come ad esempio per le lettere di credito. Lo SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication), l’ente che controlla i sistemi di scambio dei dati tra istituti finanziari, ha registrato ad ottobre un calo nell’uso dell’euro (6,6% del totale rispetto al 7,9% di gennaio 2012) a favore del renminbi (passato dall’1,9% all’8,7%) nel finanziamento commerciale. L’utilizzo dello yuan da parte degli esportatori internazionali sarebbe finalizzato ad aumentare la competitività dei prodotti e servizi venduti alla Cina.

 

LIBANO
Si aggravano le tensioni politiche nel paese: Hassan al-Lakkis, uno dei capi militari del partito sciita Hezbollah e personaggio vicino a Nasrallah, leader dell’organizzazione, è rimasto vittima di un attentato. L’omicidio è stato rivendicato da una sigla terroristica sunnita sconosciuta in precedenza. Hezbollah ha tuttavia accusato Israele della responsabilità dell’azione, anche se è possibile che tali accuse siano strumentali e finalizzate a non esacerbare i contrasti interni con la fazione sunnita, già aggravati dalla contrapposizione causata dal conflitto siriano, con gli sciiti schierati a sostegno del regime di Assad e i sunniti schierati a favore delle forze ribelli.

 

NEPAL
I risultati delle elezioni tenutesi il 19 novembre hanno decretato la netta sconfitta del partito maoista guidato dall’ex guerrigliero e Primo Ministro Pushpa Kamal Dahal. Il partito si è infatti piazzato terzo, con soli 80 seggi sui 601 dell’assemblea. Ha vinto il partito centrista del Congresso Nepalese che ha ottenuto 196 seggi. La seconda forza politica è il Partito Comunista nepalese, di stampo più moderato e socialdemocratico rispetto al partito maoista, che ha ottenuto 175 seggi. Sarà necessaria un’intesa tra il Partito del Congresso e quello Comunista per consentire la formazione del nuovo governo e l’adozione della nuova costituzione.

 

NIGERIA
Il gruppo terroristico Boko Haram ha compiuto un attentato contro una base dell’esercito nella zona di Maiduguri, capitale del Borno, nel nord-est del paese. L’attacco dimostra la capacità del gruppo di compiere ancora azioni terroristiche, nonostante la repressione subita durante gli ultimi sei mesi abbia portato ad una diminuzione delle sue capacità militari. Circa un mese fa il gruppo è stato formalmente inserito dagli Stati Uniti tra le organizzazioni terroristiche internazionali.

 

OIL
La 164° Conferenza ordinaria dell’OPEC ha deciso di lasciare invariato il volume ufficiale di produzione, a 30 milioni di barili al giorno, nonostante si ritenga che l’aumento della produzione non-OPEC sarà più che sufficiente a bilanciare il futuro aumento della domanda. La decisione sottende la volontà di mantenere l’attuale equilibrio nel mercato petrolifero e, in particolare, l’attuale livello dei prezzi. L’aumento della produzione non-OPEC, in particolare del tight oil statunitense, sta inoltre spingendo al rialzo la domanda di frac sand, sabbia di quarzo utilizzata nelle operazioni di fratturazione idraulica. Le azioni delle industrie produttrici hanno registrato incrementi fino al 60% del proprio valore, e secondo alcune stime l’impiego di sabbia crescerà del 20% nei prossimi due anni.

 

SUDAFRICA
È deceduto all’età di 95 anni Nelson Mandela, leader sudafricano simbolo della lotta contro l’apartheid e primo presidente nero del paese. Ad annunciarlo il successore alla presidenza, Jacob Zuma. La sua scarcerazione nel 1990, dopo 27 anni di carcere, pose fine all’illegalità dell’African National Congress e pose le basi per il processo di democratizzazione del paese. La decisione, nel 1994, di formare un governo di unità nazionale che includesse i vecchi leader (vice presidente fu nominato Frederik Willem de Klerk, competitor di Mandela nella competizione elettorale e già presidente del Sudafrica), consentì di contenere le tensioni etniche e di garantire una transizione pacifica. Fu insignito del premio Nobel per la pace nel 1993.

 

TURCHIA-IRAQ
Il Ministro dell’Energia turco ha ufficializzato un accordo per la costruzione di un nuovo oleodotto che consentirà la fornitura di petrolio e gas dalla regione semi-autonoma del Kurdistan, nell’Iraq settentrionale. L’accordo ha provocato l’opposizione del governo di Baghdad; la costituzione irachena riconosce il diritto della regione curda ad estrarre ed esportare il greggio prodotto nel proprio territorio, con l’obbligo di condividere gli introiti con lo stato centrale. L’esecutivo iracheno teme tuttavia che una maggior autonomia economica possa fomentare le pulsioni indipendentiste della regione. Il governo turco si è detto disponibile ad instaurare una trattativa per concordare una soluzione condivisa tra le parti.

 

UCRAINA
Proseguono le proteste popolari contro la decisione del governo di non concludere gli accordi commerciali con la UE. Durante l’ultima settimana il governo è comunque riuscito ad ottenere i voti necessari per scongiurare un voto parlamentare di sfiducia, mostrando una certa solidità della coalizione di governo. Più recentemente il tribunale di Kiev ha stabilito che i manifestanti che hanno occupato il municipio e le sedi sindacali dovranno sgomberare gli edifici entro cinque giorni, trascorsi i quali entrerà in azione la polizia. La crisi sta avendo ricadute anche a livello finanziario, con il rendimento dei titoli di stato in scadenza a giugno 2014 balzato nell’ultima settimana di oltre 270 punti base.

 

Pillole

 

Gabon: annunciata una nuova emissione di Eurobond a 10 anni per un valore complessivo di USD 500 milioni.
Grecia: upgrading di Moody’s sul rating sovrano da C a Caa3 (CCC), con outlook stabile.
Rep. Centrafricana: l’ONU ha autorizzato l’invio di truppe militari francesi per ristabilire la sicurezza nel paese.
Spagna: Moody’s migliora l’outlook sul rating sovrano da negativo a stabile.
Uganda: la Banca Mondiale ha concesso un credito di USD 400 milioni per finanziare investimenti sulla rete stradale.
 

 

 

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