Studi 04 luglio 2014

Country Risk Update: 04 - 10 luglio 2014

Snapshots: Argentina, Cina, Corea del nord, Iraq, Iron ore, Libia, Portogallo, Russia, Sudafrica, Ungheria

ARGENTINA
È iniziato il 30 giugno il periodo di grazia sul debito di un mese, oltre il quale vi sarà un default tecnico se i pagamenti delle cedole non dovessero riprendere. Il governo ha annunciato l’avvio di trattative con i fondi speculativi al fine di evitare il secondo default del paese in 12 anni. Durante le trattative sarà richiesto alla giustizia USA lo sblocco dei coupon verso i detentori del debito ristrutturato. La tranche di USD 593 milioni in pagamento al 30 giugno è stata infatti bloccata per effetto della sentenza, che richiede il pagamento prioritario a favore degli holdout. L’Argentina ha inoltre richiesto la convocazione dell’Organizzazione degli Stati Americani per discutere sulle conseguenze della sentenza che potrebbe comportare costi per il paese fino a USD 15 miliardi.

 

CINA
La municipalità di Shanghai ha ridotto la lista dei settori inibiti agli IDE esteri. La modifica riduce da 190 a 139 il numero di settori in cui è vietata la presenza straniera nella Free Trade Zone (FTZ). La riduzione dei limiti permetterà la penetrazione di capitali esteri in settori quali quello bancario, immobiliare e della salute. Rimangono tuttavia incertezze sull’effettiva portata dell’intervento e in particolare sulla possibilità per le imprese registrate nella FTZ di poter beneficiare delle nuove regole anche a livello nazionale. Il parziale allentamento dei controlli sugli investimenti esteri a livello locale si inserisce nella strategia cinese di progressiva liberalizzazione dei movimenti internazionali di conto capitale e verso la piena convertibilità valutaria.

 

COREA DEL NORD
Il Giappone ha deciso di ridurre le sanzioni sulla Corea del Nord in cambio della riapertura delle indagini sul rapimento di alcuni cittadini giapponesi avvenuto nel paese diversi anni fa. Il Giappone aveva imposto sanzioni proprie sul paese, separate da quelle decise dall’ONU in risposta al piano nucleare di Pyongyang. L’intervento giapponese riguarderà le limitazioni ai movimenti di persone e di denaro che è possibile inviare in Nord Corea senza necessità di avvisare le autorità giapponesi. L’impatto economico della decisione sarà minimo. La decisione rappresenta tuttavia una prima incrinatura del coordinamento sull’atteggiamento della comunità internazionale verso il paese.

 

IRAQ
La creazione del Califfato tra Iraq e Siria da parte dei terroristi dell’Isis sta avendo ripercussioni negative sul commercio verso l’Iraq e appesantendo le prospettive di crescita della regione. Il commercio intra-regionale è più che raddoppiato negli ultimi dieci anni e l’Iraq è ormai un partner commerciale fondamentale per paesi quali Giordania e Turchia. Un’analisi di Moody’s ha stimato che una prolungata interruzione dei traffici commerciali potrebbe causare una flessione delle esportazioni turche pari al 3% del PIL del paese, con ricadute sulla crescita del paese. Continua intanto la contrapposizione politica interna irachena: durante la prima sessione del nuovo parlamento non è stata raggiunta l’intesa per la nomina del nuovo presidente dell’assemblea.

 

IRON ORE
Il Bureau of Resources and Energy Economics (BREE) australiano ha tagliato le previsioni sul prezzo del minerale di ferro a USD 97 per tonnellata nel 2015. La stima 2014 era di una media pari a USD 105/tonnellata. La commodity è scambiata attualmente a USD 93 per tonnellata, in calo del 31% da inizio anno. Le quotazioni risentono dell’eccesso di offerta dovuto all’aumento della produzione degli operatori australiani e brasiliani a fronte di un calo della domanda cinese, il maggior consumatore mondiale della materia prima. Anche le basse quotazioni dell’acciaio influiscono sulla debole performance della materia prima; l’indice MEPS Carbon Steel è quotato a un prezzo medio year-to-date di circa USD 717/tonnellata, contro gli USD 854 del 2011.

 

LIBIA
Sono stati riaperti i porti orientali di Sidra e Ras Lanuf, gli ultimi ancora sotto il controllo ribelle. La riapertura mette potenzialmente fine alla crisi petrolifera nel Paese. I due terminal hanno una capacità totale di circa 500 mila barili al giorno. L’intesa segue la riapertura dei siti minori di Hariga e Zueitina, già tornati disponibili in aprile. Prima dell’esplosione della guerra civile nel 2011 la produzione libica ammontava a circa 1,4 milioni di barili al giorno. La piena ripresa non sarà comunque immediata a causa dei tempi tecnici necessari al ripristino della produzione. Le quotazioni del Brent sono scese sotto i USD 111/barile a seguito della notizia. Sul mercato permangono le criticità derivanti dalla situazione irachena.

 

PORTOGALLO
Il FMI, la BCE e la CE hanno effettuato l’ultima missione nel paese per valutare i progressi e l’adempimento delle riforme previste; si conclude in questo modo il programma di aggiustamento avviato a maggio 2011, senza che sia necessario un prolungamento. La valutazione è complessivamente positiva: l’economia sta ripartendo, in primo luogo grazie alle esportazioni ma con contributi progressivamente crescenti anche di investimenti e consumi privati. Rimangono comunque elementi di instabilità, in particolare per quanto riguarda il settore bancario, l’elevata disoccupazione e la scarsa produttività in diversi settori dell’economia. Per il 2014 è attesa una crescita del Pil dell’1,2% (1,5% nel 2015), dopo quattro anni di recessione.

 

RUSSIA
La Banca Centrale (BC) estenderà le liquidity-provision facility fino a 18 mesi rispetto ai vigenti 12. Sarà inoltre modificato il tasso d’interesse su tali linee di credito da fisso a variabile, ad esclusione dei prestiti con durata inferiore a 90 giorni. Tra i maggiori beneficiari della decisione potrebbe esserci Sberbank, che possiede un ampio portafoglio di non-marketable asset utilizzabili come collaterale per le linee di credito della BC. La stessa banca ha piazzato a un tasso del 3,35% annuo EUR 1 miliardo di eurobond con scadenza 2019. I titoli hanno ricevuto ordinativi doppi rispetto alla disponibilità e ricevuto rating BBB da parte di Fitch. Anche Gazprombank ha emesso EUR 1 miliardo di eurobond a un tasso del 4%, inferiore alla guidance iniziale del 4,375%.

 

SUDAFRICA
I lavoratori del settore metalmeccanico hanno indetto uno sciopero, a solo una settimana dalla conclusione di quello dei minatori nel comparto del platino. La National Union of Metalworkers of South Africa, il maggiore sindacato del paese, chiede un incremento dei salari del 12%, il doppio dell’inflazione nel paese. Le compagnie si sono dette disponibili a un aumento non superiore all’8%. Lo sciopero potrebbe avere ripercussioni negative sul settore dell’acciaio, sulle imprese edili e sull’industria automobilistica. Potrebbe inoltre ripercuotersi sulla performance economica del paese, già rallentata dal blocco del settore minerario che ha causato una riduzione congiunturale del PIL dello 0,6% nel primo trimestre e portato a una revisione delle stime per l’anno a +1,7%.

 

UNGHERIA
La notizia di un piano governativo per la conversione del debito estero in fiorini a un cambio inferiore a quello di mercato ha causato un deprezzamento della valuta contro l’euro. Secondo l’ipotesi, il debito in valuta estera – per lo più mutui indicizzati al franco svizzero – sarebbero convertiti in fiorini scaricando le perdite sulle banche. Il fiorino si è deprezzato di oltre il 30% dal 2008, arrivando a scambiare a HUF 310 sull’euro e ampliando l’onere del debito in valuta estera. Una proposta di legge separata intende invece imporre alle banche una compensazione alla clientela per l’aver usato tassi di cambio sfavorevoli sulle operazioni valutarie. L’onere della compensazione oscillerebbe tra gli EUR 1,9-2,9 miliardi, con ricadute negative sul sistema bancario.

 

Pillole

 

Banca Mondiale: lanciato il primo catastrophe bond per finanziare la copertura da disastri naturali in 16 paesi caraibici.

Ucraina: il presidente Poroshenko ha interrotto la tregua armata con i ribelli filo-russi.

Turchia: il primo ministro Erdogan ha ufficializzato la propria candidatura a presidente della Repubblica alle elezioni di agosto.

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