Varie 16 dicembre 2020

Che export tira? Ottobre 2020

L'export italiano di beni mostra una contrazione del 12% nei primi dieci mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

1. Il mese di riferimento

La congiuntura. Le esportazioni italiane a ottobre interrompono la crescita in atto nei mesi precedenti (-1,3% rispetto a settembre), mentre il dato trimestrale continua a rimanere positivo (+13,5% nell’ultimo trimestre rispetto a maggio-luglio).

 

Il trend. A ottobre si è osservata una diminuzione dell’export in termini di volumi (-8,8% rispetto allo stesso mese del 2019) mentre i valori medi unitari sono rimasti pressoché stabili (+0,4%).

 

Contesto globale. Rispetto a ottobre 2019, alcuni mercati risultano in crescita (in particolare, Polonia, Svizzera e Mercosur), altri, invece, mostrano una flessione (ad esempio, USA e Asean).

 

 

2. Come sta andando nei primi 10 mesi

Con riferimento ai primi dieci mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019, l’andamento dell’export risulta negativo (-12,0% in termini tendenziali). Si noti che il peggioramento rispetto all’ultima uscita della pubblicazione è dovuto, in parte, anche alla revisione messa in atto da Istat che ha riguardato il 2019 e i primi 5 mesi del 2020[1].

  

 

2.1. Dentro e fuori l’Unione Europea

Sebbene nei primi dieci mesi del 2020 l’andamento generale dell’export sia stato negativo, in alcuni Paesi la contrazione è stata inferiore alla media. Nell’Unione europea, si segnalano Germania (-7,2% gen-ott 2020 vs gen-ott 2019), Paesi Bassi (-7,2%) e Polonia (-8,1%), con l’eccezione positiva del Belgio (+4,2%).

 

Tra i mercati extra-UE si segnalano, invece, Svizzera (-5,2%), Cina (-6,3%) e Giappone (-6,8%). In particolare difficoltà le esportazioni dirette verso America centro-meridionale (-18,6%), Paesi Asean e Africa settentrionale (entrambi in contrazione del 19,1%), nonché India (-28,5%).

 

 

2.2. Focus Paesi

Tra gennaio e ottobre si è osservata un’ampia flessione di tessile e abbigliamento (-20,8%); meno negative le performance del settore in Polonia, Russia e Francia. Verso questi Paesi l’export totale è in calo, rispettivamente, del -8,1%, -11,4% e -13,6%. I mezzi di trasporto mantengono un’incidenza negativa nelle scelte di imprese e consumatori francesi (-20,9%) e polacchi (-28,4%), mentre il settore è in crescita in Russia (+27,7%), nonostante il calo dell’automotive. La domanda di apparecchi elettrici risulta meno contratta della media per Mosca, Varsavia e Parigi (rispettivamente -6,6%, -10,0% e -13,4%).

 

 

2.3. Focus industrie e settori

In termini di raggruppamenti principali di industrie, le esportazioni di beni di consumo si sono mantenute sopra la media (-8,5% rispetto ai primi dieci mesi del 2019). Le vendite dei beni di consumo non durevoli hanno mostrato un andamento meno negativo (-7,1%) rispetto a quello delle vendite dei beni durevoli (-15,7%).

Per l’export di beni intermedi (-10,2%), la dinamica relativamente meno negativa di prodotti chimici e in metallo risulta decisiva per l’aggregato, che ottiene un risultato migliore delle esportazioni complessive. Si conferma negativo l’andamento dei beni strumentali (-15,2%), che rallentano la ripresa in atto da maggio (+0,5% di ottobre rispetto a settembre scorso).

 

La domanda estera di prodotti in metallo è calata del 9,5%. Questo risultato è dovuto all’andamento positivo dell’export registrato verso i Paesi extra-UE (+2,6%). L’export di prodotti in legno ha mostrato, in generale, una flessione del 18,1% dovuta al crollo della domanda in Cina (-22,4%), Spagna (-35,9%), Romania (-46,0%) e India (-52,3%). Il calo è stato invece più contenuto in alcuni importanti mercati di sbocco quali Germania (-3,3%) e Svizzera (-6,6%). Le vendite di meccanica strumentale rispecchiano quelle del proprio raggruppamento (-15,3%), con performance meno negative della media per Pechino e Bruxelles (entrambe -8,0%) e positive per Istanbul (+8,8%).


 
 
 
[1] I dati 2019 sono stati rivisti al rialzo (+3,2% vs. 2018) e resi definitivi; quelli dei primi cinque mesi del 2020 sono stati revisionati. Tale modifica ha comportato una flessione maggiore dell’export tendenziale dei primi nove mesi, passato da -11,6% a -12,5%.

 

 

Scarica il documento!

 

Desideri ulteriori informazioni?
Compila il modulo e ti risponderemo al più presto.
Varie 12 agosto 2022
Tra gennaio e giugno le vendite italiane oltreconfine sono risultate in crescita del 22,4% rispetto ai primi sei mesi del 2021. Prosegue il forte rialzo dei valori medi unitari (+20,1%), mentre la componente dei volumi è cresciuta a un ritmo molto più modesto (+2%).
Sasso nello stagno 04 agosto 2022
Dall’inizio del nuovo secolo i mercati emergenti della regione Asia Pacifico (APAC) hanno rappresentato il principale traino della crescita mondiale risultando al contempo responsabili della produzione di circa la metà delle emissioni globali di CO2. Il percorso di decarbonizzazione rappresenta una sfida particolarmente rilevante per le economie dell’area e richiederà, dunque, un impegno concreto e continuo da parte dei governi asiatici, soprattutto per Cina e India. La transizione green nella regione asiatica rappresenta una importante opportunità di export di tecnologie per l’energia da fonti rinnovabili (FER) per l’industria italiana.
Focus On 01 agosto 2022
“The time is now”: l’eccezionale disponibilità di ingenti risorse Ue rappresenta per l’Italia un’occasione unica per rafforzare il suo sistema infrastrutturale. L’obiettivo dell’analisi è di fornire un quadro del settore delle infrastrutture in Italia, con uno sguardo al recente passato (2008-21) e, soprattutto, al futuro più o meno prossimo (2021-31), descrivendo lo stato dell’arte (con uno spaccato dei suoi comparti: strade; porti, aeroporti e ferrovie; elettricità e gas; acqua e gestione rifiuti; altri), anche rispetto ai principali peer europei. Alla luce dei programmi d’investimento nazionali finanziati anche con le risorse Next Generation EU e di altri programmi adottati a livello globale, sono altresì esaminate le opportunità di crescita, dentro e fuori i confini nazionali, per le imprese italiane operanti nel settore.