Varie 19 gennaio 2021

Che export tira? Novembre 2020

Nei primi undici mesi del 2020 l'export italiano di beni ha registrato una flessione del 10,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

1. Il mese di riferimento

La congiuntura. Le esportazioni italiane a novembre riprendono la crescita interrotta il mese precedente (+4,0% rispetto a ottobre), mentre il dato trimestrale, pur rimanendo positivo, diminuisce (+7,6% nell’ultimo trimestre rispetto a giugno-agosto).

 

Il trend. A novembre 2020 si è osservata una crescita delle esportazioni in termini tendenziali (+1,1%).

 

Contesto globale. Rispetto a novembre 2019, la domanda proveniente da molti mercati risulta in crescita (in particolare da Cina, Germania e Svizzera), altri, invece, continuano a mostrare difficoltà (ad esempio, Opec e Africa settentrionale).

 

2. Come sta andando nei primi 11 mesi

Con riferimento ai primi undici mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019, l’andamento dell’export risulta negativo (-10,8%). Sono stati particolarmente colpiti dallo shock pandemico tessile e abbigliamento (-20,3%), mezzi di trasporto (-14,0%), e meccanica strumentale (-13,8%).

  

 

2.1. Dentro e fuori l’Unione Europea

Sebbene tra gennaio e novembre le vendite oltreconfine rimangano in territorio negativo, in alcuni Paesi la contrazione è stata inferiore alla media. Nell’Ue, si segnalano Germania (-5,7% gen-nov 2020 vs gen-nov 2019), Polonia (-6,2%) e Paesi Bassi (-6,7%), con l’eccezione positiva del Belgio (+4,2%).

 

Tra i mercati extra-Ue si segnalano, invece, Cina (-2,6%), Svizzera (-3,5%), e Giappone (-7,4%). Particolarmente negative le esportazioni dirette verso America centro-meridionale (-17,1%), Paesi Asean (-17,4%), Africa settentrionale (-18,8%), e India (-26,0%).

 

 

2.2. Focus Paesi

Nei primi 11 mesi dell’anno si osserva una flessione dei prodotti in legno in Germania, Regno Unito e Cina (rispettivamente -1,3%, -14,6% e -20,7% rispetto a gen-nov 2019); meno negative le performance degli apparecchi elettronici che tuttavia registrano un calo verso Pechino (-0,6%), Londra (-4,7%) e Berlino (-4,9%). Risultano invece positive le vendite di alimentari e bevande verso tutti e tre i Paesi (+18,5% Cina, +5,5% Germania, +2,3% UK). È inoltre in crescita la domanda di prodotti in metallo da parte di Cina (+31,5%) e Regno Unito (+7,8%), mentre è negativa in Germania (-13,3%).

 

 

2.3. Focus industrie e settori

A livello di raggruppamenti principali di industrie, la contrazione si riduce per le vendite oltreconfine di beni di consumo (-8,0% rispetto al periodo gennaio-novembre del 2019). All’interno del raggruppamento è ancora l’export di beni di consumo non durevoli a mostrare un andamento meno negativo (-6,8%) rispetto all’ampia flessione dei beni durevoli (-13,6%).

Dinamica simile per le esportazioni di beni intermedi (-8,7%), dove ad attenuare il crollo è l’andamento di prodotti chimici, metalli di base e prodotti in metallo. È ancora a doppia cifra, invece, la flessione dei beni strumentali (-13,4%), che tuttavia mostrano una buona ripresa nel mese di novembre (+5,2% rispetto allo stesso mese del 2019).

 

La domanda estera di prodotti farmaceutici rappresenta una delle poche eccezioni positive nei primi 11 mesi dell’anno (+4,7%) grazie alla performance del settore nei Paesi Ue (+11,6%), a fronte della contrazione nei Paesi extra Ue. Contribuisce in particolare la domanda di Belgio (+16,8%), Francia (+14,2%) e Spagna (+10,7%). In linea con l’export complessivo l’andamento degli apparecchi elettrici (-10,5%), per cui si osserva una domanda in crescita in Cina (+3,7%), Turchia (+5,8%) e Stati Uniti (+8,5%). Le vendite di tessile e abbigliamento sono invece in forte contrazione in tutte le geografie, con performance particolarmente negative verso India (-33%) e Stati Uniti (-28,4%).


 
 
 

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