Varie 18 settembre 2018

Che export tira? - Luglio 2018

Dopo i dati positivi di giugno, anche a luglio è proseguito il trend favorevole delle vendite di beni italiani all’estero. Le esportazioni Made in Italy sono infatti cresciute del 6,8% rispetto allo stesso mese del 2017. Ciò porta la media dei primi 7 mesi al +4,2%.

Dopo i dati positivi di giugno, anche a luglio è proseguito il trend favorevole delle vendite di beni italiani all’estero. Le esportazioni Made in Italy sono infatti cresciute del 6,8% rispetto allo stesso mese del 2017. Ciò porta la media dei primi 7 mesi al +4,2%, un netto balzo in avanti rispetto al +3% dei primi 5. Decisivo il contributo dell’Eurozona ma anche i migliora-menti di importanti partner extra-Ue (Cina, Giappone e Paesi Asean).

 

 

La domanda dei Paesi Ue continua a rappresentare il motore principale della crescita dell’export italiano nel 2018. Da segnalare l’ottima performance in Germania (+5,3%) e Francia (+6,2%). In terreno positivo anche UK (+1%).

 

 

In recupero anche l’area extra-Ue (da 0,6% a 2,3% in un bimestre). In India le esportazioni avanzano del 16%. Tiene bene il Mercosur (+4,2%). Atteso, invece, il calo in Turchia (-4,1%).

 

 

Nel trimestre maggio-luglio le vendite di beni italiani all’estero sono aumentate dell’1,2% rispetto ai tre mesi precedenti. A luglio l’export è invece diminuito del 2,6% rispetto a giugno.

 

 

Non solo cantieristica navale: la Svizzera aumenta la domanda di beni italiani anche nei settori tessile e abbigliamento (+20,8%) ed elettronica (+11,6%). Negli Stati Uniti prosegue l’ottima performance dell’export di autoveicoli (+8,1%) e si registra anche un apprezzabile incremento delle vendite di mobili (+6,8%). Le esportazioni verso il Giappone sono (ancora) in territorio negativo ma si osservano alcuni progressi: da evidenziare l’eccezione della meccanica strumentale (+12,4%).

 

 

Le esportazioni di beni intermedi continuano ad aumentare a ritmi significativi (+5,7%), seguiti dai beni di consumo (+3,4%).

Tra questi ultimi, i non durevoli sono quelli che mostrano la maggiore dinamicità (+3,9%), mentre l’incremento dei durevoli si è assestato all’1,2%.

In recupero le vendite all’estero di beni strumentali: +2,9% (rispetto al +2,4% dei primi sei mesi).

 

 

L’export di apparecchi elettrici (+5%) avanza grazie al traino di India, Polonia, Russia e Spagna. Le vendite dei beni della meccanica strumentale crescono a ritmi moderati (+2,1%) ma con ottimi risultati in diverse geografie dell’Est Europa e nei giganti asiatici (Cina e India). Dopo l’ottimo andamento del 2017, le vendite di autoveicoli sono in calo: Francia, India, Polonia e Rep. Ceca rappresentano le eccezioni più significative. Da segnalare infine le performance superiori alla media nei settori della metallurgia, dell’elettronica, della farmaceutica e della gomma e plastica.

Desideri ulteriori informazioni?
Compila il modulo e ti risponderemo al più presto.
Varie 15 febbraio 2024
Nel 2023 il valore dell’export italiano è rimasto stazionario rispetto all’anno precedente. L’aumento dei valori medi unitari (+5,3%) è stato pienamente compensato da una riduzione, ben superiore alle attese, del dato in volume (-5,1%).
Focus On 14 febbraio 2024
Dopo una crescita vivace nello scorso anno, nel 2024 l'export italiano di servizi è previsto in ulteriore aumento del 4,6% grazie al maggior ruolo che sta assumendo il Terziario nel commercio con l'estero, anche nei Paesi emergenti. Per accrescere la produttività dei servizi italiani vi sono diverse leve su cui poter agire tra cui una maggiore crescita degli investimenti tecnologici, inclusi quelli in digitalizzazione e IA, e una formazione sia continua che specifica sul posto di lavoro.
Varie 15 gennaio 2024
Tra gennaio e novembre 2023 l’export in valore è aumentato dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’andamento continua a essere determinato dalla crescita dei valori medi unitari (+5,6%), a fronte della decisa, e superiore alle attese, flessione dei volumi (-4,6%).