Varie 19 ottobre 2020

Che export tira? - Agosto 2020

L'export italiano di beni mostra una contrazione del 13,3% nei primi otto mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

1. Il mese di riferimento

La congiuntura. Le esportazioni italiane, già in crescita a luglio e, in media, nel trimestre precedente, sono aumentate anche ad agosto (+3,3% rispetto al mese di luglio, +26,2% nel trimestre giugno-agosto rispetto a quello precedente).

 

Il trend. Ad agosto si è osservato un calo del 7,0% dell’export in valore rispetto allo stesso mese del 2019, sempre condizionato al ribasso dai volumi. 

 

Contesto globale. Rispetto al mese precedente, ad agosto alcuni mercati risultano in avanzamento (Regno Unito: +7,9% vs agosto 2019; Francia: +1,7%), altri, invece, mostrano un peggioramento (Africa settentrionale: -32,4%; Russia: -20,0%).

 
 

 

2. Come sta andando nei primi 8 mesi

Si osserva un miglioramento della dinamica dell’export tendenziale, che rimane tuttavia negativa  (-13,3% tra gennaio e agosto, rispetto allo stesso periodo del 2019). I settori più in difficoltà, che impattano maggiormente sul risultato, sono mezzi di trasporto, tessile e abbigliamento e prodotti delle altre attività manifatturiere (esclusi i mobili).

 
 

 

2.1. Dentro e fuori l’Unione Europea

Sebbene nei primi otto mesi l’andamento generale dell’export sia stato negativo, in alcuni Paesi la contrazione della domanda è stata minore rispetto alla media. In UE, si segnalano Paesi Bassi (-6,1% rispetto allo stesso periodo del 2019) e Germania (-9,2%), con l’eccezione positiva del Belgio (+5,4%). 

 

Tra i mercati extra-UE, invece, Giappone (-6,3%), Svizzera (-9,7%) e Stati Uniti (-9,9%). In particolare difficoltà, invece, le esportazioni dirette verso India (-33,3%), America centro-meridionale (-23,4%) e Africa settentrionale (-20,5%).

 

 

2.2. Focus Paesi

Tra gennaio e agosto si è osservato un trend negativo nella vendita di tessile e abbigliamento e in quella di prodotti in legno negli Stati Uniti (rispettivamente -30,4% e -22,1% rispetto allo stesso periodo del 2019), in Romania (-26,1% e -26,3%) e in Svizzera (-23,1% e -12,6%). Nei confronti di Berna e Washington l’Italia si conferma solida nei prodotti alimentari (rispettivamente +5,4% e +3,8%), mentre verso Bucarest il calo in questo settore è stato comunque minore della media (-0,7%). Performance positiva, inoltre, per computer, apparecchi elettronici e ottici verso Romania (+8,2%) e Stati Uniti (+4,3%).

 

 

2.3. Focus industrie e settori

In termini di raggruppamenti principali di industrie, le esportazioni di beni di consumo si sono mantenute sopra la media (-8,6% rispetto ai primi otto mesi del 2019), grazie all’andamento meno negativo delle vendite dei beni di consumo non durevoli (-6,5%) rispetto a quello delle vendite dei beni durevoli (-18,8%).
Per l’export di beni intermedi (-12,3%), la dinamica migliore della media dei prodotti chimici e degli articoli in gomma e plastica risulta decisiva per l’aggregato, che ottiene un risultato migliore delle esportazioni complessive. Si conferma negativo l’andamento dei beni strumentali (-17,6%), sebbene non rallenti la ripresa in atto da maggio (+1,4% di agosto rispetto a luglio scorso).

Tra gennaio e agosto dell’anno in corso, la domanda di apparecchi elettrici è calata del 14,2%. Particolarmente negative le performance di India, Regno Unito e Mercosur, che hanno registrato una contrazione delle vendite nel settore, rispettivamente, del 35,6%, 31,8% e 24,4% rispetto allo stesso periodo nel 2019. L’export di carta e prodotti della stampa ha mostrato, in generale, una flessione dell’8,9%, sebbene verso Cina e Stati Uniti sia cresciuto, rispettivamente, del 10,3% e dell’1,2%.  Le vendite di prodotti chimici, nonostante l’andamento nel complesso sia rimasto negativo, sono state superiori alla media grazie ai risultati di Cina (+18,5%), Paesi Bassi (+15,8%) e Belgio (+6,9%).
 
 
 
 

 

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