Operazioni SIMEST - 13 dicembre 2016

SIMEST sostiene all’estero il pomodoro Made in Italy

SIMEST, società per lo sviluppo estero delle imprese italiane che insieme a SACE costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo Cdp, entra nel capitale del Consorzio Casalasco del Pomodoro con sede in provincia di Cremona, prima azienda italiana nella coltivazione e confezionamento di conserve di pomodoro e proprietaria del marchio “Pomì” già nota realtà a livello internazionale.

 

L’operazione, che riguarda l’aumento di capitale sociale del Consorzio per 15 milioni di euro (attualmente rappresenta circa il 25% delle quote) interamente sottoscritto da SIMEST, è diretta a sostenere un ampio programma di investimenti su prodotti, processi e impianti tutti finalizzati allo sviluppo dei mercati esteri dalle forti potenzialità, in particolare Nord America, Asia e Medio Oriente.

 

Per Andrea Novelli, Amministratore delegato di SIMEST “L’agroalimentare è un settore importante e contribuisce all’export italiano e all’immagine dell’Italia nel mondo”. Per Novelli “Con questo investimento in un’eccellenza italiana sosteniamo l’espansione internazionale del Made in Italy e delle filiere dei produttori nazionali”.

 

Per Costantino Vaia, DG del Consorzio Casalasco e Pres. della Pomì USA “Questa operazione valorizza il lavoro fin qui svolto dall’azienda e rappresenta motivo di orgoglio il poter annoverare tra i propri soci un partner istituzionale di prestigio come Simest. Questo accordo - continua Vaia - acquisti ancor più valore se consideriamo che coinvolge nel progetto solo soggetti italiani e che vede fianco a fianco il pubblico ed il privato in un comune intento di sviluppo”.

 

Consorzio Casalasco è inoltre da anni costantemente supportato da SACE attraverso l’ampia offerta di strumenti assicurativo-finanziari quali garanzie su finanziamenti, assicurazione e smobilizzo dei propri crediti, tutti finalizzati alla crescita del proprio business in Italia e all’estero.

 

Il Consorzio Casalasco è una cooperativa nata nel 1977 che associa 370 aziende agricole nella coltivazione, trasformazione e confezionamento del pomodoro da industria 100% Made in Italy. Ha stabilimenti nella provincia di Cremona, Piacenza e Parma e nel 2015 ha realizzato a livello consolidato un fatturato pari a 249,2 milioni di euro, impiegando oltre 1.300 addetti tra fissi e stagionali.

 

Pomì è un marchio espressione del vero Made in Italy, distribuito in oltre 60 paesi nel mondo con particolare presenza sul mercato statunitense attraverso l’attività della controllata Pomì U.S.A. Inc. operante dal 2009.

Documenti

Desideri ulteriori informazioni?

SACE

Contattaci al numero 06.6736.888
In alternativa invia una mail a [email protected]

Ultimi comunicati

Accordi SACE - 06 agosto 2026
Si è conclusa oggi la missione in Western Australia di Guglielmo Picchi, Presidente di SACE, accompagnato da Gianclaudio Torlizzi, consigliere del Ministro della Difesa Guido Crosetto e da Flavio Castri, Head of South-East Asia and Oceania di SACE. La visita, organizzata con il supporto del Consolato d'Italia a Perth, è stata dedicata al rafforzamento della cooperazione economica tra Italia e Australia Occidentale.
Accordi SACE - 04 agosto 2026
Il Gruppo BPER ha aderito agli accordi quadro SACE Garanzia Internazionalizzazione e Garanzia Archimede, rafforzando il proprio impegno a supporto delle imprese italiane nei percorsi di crescita, competitività e sviluppo in Italia e all’estero.
Accordi SACE - 03 agosto 2026
Nei mercati internazionali, la possibilità di concedere tempi di pagamento più lunghi può essere determinante per aggiudicarsi una commessa. Per l’esportatore, però, la dilazione aumenta l’esposizione al rischio di mancato pagamento e può rendere meno sostenibile l’offerta. Il Credito Fornitore risponde a questa esigenza: grazie all’integrazione tra la copertura assicurativa di SACE e il Contributo Export in conto interessi a fondo perduto di SIMEST, consente alle imprese italiane di proporre ai clienti esteri condizioni di pagamento competitive a medio-lungo termine, proteggendo il credito e mantenendo sotto controllo l’equilibrio economico-finanziario. La dilazione diventa così una leva commerciale per conquistare ordini, entrare in nuovi mercati e far crescere l’export.