Accordi SACE - 08 maggio 2026

Confimprese-SACE, asse sull’export: più strumenti e meno rischio per le imprese

Confimprese e SACE, l’Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, specializzata nel sostegno alla competitività delle imprese italiane attraverso strumenti assicurativo-finanziari per l’export e la gestione del rischio, hanno firmato un accordo con l’obiettivo di favorire l’utilizzo degli strumenti SACE da parte degli associati Confimprese, realizzare iniziative congiunte di promozione, formazione e networking in tema di internazionalizzazione e gestione del rischio di impresa, scambiare informazioni per supportare le imprese del retail e servizi nei mercati esteri.

«L’accordo con SACE – chiarisce Mario Resca, presidente Confimprese – rappresenta un passo per rafforzare la competitività internazionale delle imprese del retail e dei servizi. In uno scenario economico complesso, l’accesso a strumenti per la gestione del rischio e il supporto all’export è decisivo. La collaborazione con SACE va in questa direzione, mettendo a disposizione soluzioni operative e competenze qualificate. È un segnale chiaro dell’importanza di fare sistema tra istituzioni e imprese per sostenere la crescita del tessuto imprenditoriale italiano. Siamo convinti che questa sinergia potrà generare valore concreto e duraturo per tutto il nostro sistema associativo».

«La collaborazione con Confimprese moltiplica l’impatto del nostro operato – spiega Michele Pignotti, Amministratore delegato di SACE - Grazie al nostro accordo, le imprese associate avranno a disposizione servizi e strumenti di SACE strategici per affrontare con maggiore solidità e consapevolezza i mercati esteri, dalla gestione dei rischi alle opportunità di sviluppo dell’export. L’accordo non è solo un impegno formale, ma l’avvio di un percorso condiviso fatto di formazione, networking e scambio di competenze, elementi oggi imprescindibili per competere in uno scenario globale sempre più complesso».

Quanto all’espansione sui mercati esteri, nonostante il preoccupante scenario internazionale, che mette a repentaglio la tenuta dei consumi, l’indagine annuale condotta dal centro studi Confimprese sui piani di apertura della base associativa all’estero, conferma una crescita del saldo dei punti vendita pari al +7,6% sul 2025 e a 2.737 nuovi esercizi commerciali. Il 90% del campione già all’estero continuerà a espandere la rete dei propri punti vendita. Degno di nota lo sviluppo in franchising, che aumenta del 9,4%, rispetto a quello diretto che cresce del 0,1% rispetto al perimetro del 2025.
 

In testa ai Paesi di destinazione si conferma l’Europa occidentale indicata dal 48% dei retailer, seguita da Europa orientale (19%), Medio Oriente (14%), Asia Pacifico (13%). Fanalino di coda America al 4% e Africa al 3%. Il canale di sviluppo preferito sono i centri commerciali per il 62% delle aziende. Francia e Ucraina risultano i paesi dove avverranno il maggior numero di chiusure. Il 50% non effettua test di mercato prima di iniziare lo sviluppo. L’altra metà predilige l’apertura di shop-in-shop come prima sperimentazione prima dell’espansione.

Le performance internazionali mostrano alcuni fattori interessanti per i retailer. Il fatturato estero rappresenta in media il 16% del fatturato totale aziendale, con punte ben oltre il 50% per alcune realtà. Inoltre, gli andamenti esteri a perimetro costante sono tutti in campo positivo: il 50% delle aziende ha registrato trend in media del +3,5%. In particolare abbigliamento- accessori vede un 60% di imprese con performance fino dell’8%.

Non mancano tuttavia alcune difficoltà espresse durante lo sbarco sui mercati Internazionali. In particolare le aziende retail hanno indicato tra le difficoltà maggiori quella di trovare franchisee qualificati, assicurare partner con risorse sufficienti e gestire la complessità della supply chain. Seguono l’applicazione della conformità normativa per affrontare quadri legali diversi, la gestione del personale (reclutare e formare personale qualificato), l’adattamento del concept (bilanciare marchio e mercato locale), riconoscimento del marchio (costruire consapevolezza in nuovi mercati).

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