Confimprese-SACE, asse sull’export: più strumenti e meno rischio per le imprese
Confimprese e SACE, l’Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, specializzata nel sostegno alla competitività delle imprese italiane attraverso strumenti assicurativo-finanziari per l’export e la gestione del rischio, hanno firmato un accordo con l’obiettivo di favorire l’utilizzo degli strumenti SACE da parte degli associati Confimprese, realizzare iniziative congiunte di promozione, formazione e networking in tema di internazionalizzazione e gestione del rischio di impresa, scambiare informazioni per supportare le imprese del retail e servizi nei mercati esteri.
«L’accordo con SACE – chiarisce Mario Resca, presidente Confimprese – rappresenta un passo per rafforzare la competitività internazionale delle imprese del retail e dei servizi. In uno scenario economico complesso, l’accesso a strumenti per la gestione del rischio e il supporto all’export è decisivo. La collaborazione con SACE va in questa direzione, mettendo a disposizione soluzioni operative e competenze qualificate. È un segnale chiaro dell’importanza di fare sistema tra istituzioni e imprese per sostenere la crescita del tessuto imprenditoriale italiano. Siamo convinti che questa sinergia potrà generare valore concreto e duraturo per tutto il nostro sistema associativo».
«La collaborazione con Confimprese moltiplica l’impatto del nostro operato – spiega Michele Pignotti, Amministratore delegato di SACE - Grazie al nostro accordo, le imprese associate avranno a disposizione servizi e strumenti di SACE strategici per affrontare con maggiore solidità e consapevolezza i mercati esteri, dalla gestione dei rischi alle opportunità di sviluppo dell’export. L’accordo non è solo un impegno formale, ma l’avvio di un percorso condiviso fatto di formazione, networking e scambio di competenze, elementi oggi imprescindibili per competere in uno scenario globale sempre più complesso».
In testa ai Paesi di destinazione si conferma l’Europa occidentale indicata dal 48% dei retailer, seguita da Europa orientale (19%), Medio Oriente (14%), Asia Pacifico (13%). Fanalino di coda America al 4% e Africa al 3%. Il canale di sviluppo preferito sono i centri commerciali per il 62% delle aziende. Francia e Ucraina risultano i paesi dove avverranno il maggior numero di chiusure. Il 50% non effettua test di mercato prima di iniziare lo sviluppo. L’altra metà predilige l’apertura di shop-in-shop come prima sperimentazione prima dell’espansione.
Le performance internazionali mostrano alcuni fattori interessanti per i retailer. Il fatturato estero rappresenta in media il 16% del fatturato totale aziendale, con punte ben oltre il 50% per alcune realtà. Inoltre, gli andamenti esteri a perimetro costante sono tutti in campo positivo: il 50% delle aziende ha registrato trend in media del +3,5%. In particolare abbigliamento- accessori vede un 60% di imprese con performance fino dell’8%.
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