Studi SACE - 30 luglio 2010

Aggiornamento della Mappa dei Rischi SACE

Migliora la rischiosità a livello mondiale e sono i paesi emergenti a dare il maggior contributo grazie all’upgrade del Brasile e della Russia ma anche dell’Indonesia e del Sudafrica, primo paese africano ad ottenere una categoria di rischio “basso”. Aumenta invece la rischiosità di paesi avanzati quali Grecia, Irlanda e Portogallo, tradizionalmente considerati come mercati a rischio contenuto e oggi esposti a vulnerabilità più o meno latenti.

L’effetto è una marcata riduzione del gap tra i profili di rischio dei paesi avanzati e quelli emergenti. Questi ultimi mostrano le maggiori capacità di ripresa dopo la crisi ed offrono alle imprese italiane mercati in espansione per export e investimenti alternativi o complementari a quelli più tradizionali.

Queste le principali novità segnalate dalla nuova Mappa dei Rischi di SACE, nella quale invece restano invariate le valutazioni su giganti emergenti quali Cina e India.

 

Chi sale


Africa sub-sahariana:
la crescente stabilizzazione della situazione politica ed economica ha portato all’upgrade di Kenya, che passa dal livello di rischio H2 al livello H1, e Repubblica del Congo, promossa da H3 a H2: livelli di rischio ancora elevati ma con buone prospettive di crescita e stabilizzazione. Gli interventi del Fondo Monetario Internazionale hanno consentito un sensibile miglioramento economico in Uganda, che viene promossa a livello H1 da H2. Passa ad una categoria di rischio L3 da M1 il Sudafrica, beneficiando degli investimenti infrastrutturali realizzati in occasione dei Mondiali di Calcio e delle buone prospettive di ripresa per il 2010.

America Latina: lo sviluppo della regione è sempre più trainato dal Brasile, vera e propria potenza economica regionale, la cui categoria di rischio passa da M1 a L3, premiando la crescita costante e sostenuta, le politiche fiscali responsabili e l’impegno delle autorità nell’implementazione di riforme strutturali. Promosso anche il Perù da M2 a M1, anche a seguito del miglioramento di molti settori strategici per l’economia del paese, mentre Panama sale da M2 a M1 grazie all’adozione di politiche macroeconomiche caute e all’impatto previsto di imponenti progetti infrastrutturali.

Asia: passa da una categoria di rischio L3 a L2 la Corea del Sud, allineandosi alle principali economie avanzate grazie soprattutto alla capacità mostrata nel reagire efficacemente alla crisi economica; promossi da M3 a M2 l’Indonesia, best performer dell’area asiatica, e le Filippine, che hanno mostrato ottimi segnali di ripresa a partire da fine 2009.

Comunità degli Stati Indipendenti: migliora la categoria di rischio assegnata a Russia (da M3 a M2), che nel primo semestre 2010 ha mostrato un complessivo miglioramento dei fondamentali economici, dopo aver risentito, durante la crisi finanziaria globale, della contrazione dei prezzi delle materie prime e delle difficoltà del sistema bancario. Passa dalla categoria M3 a M2 anche l’Azerbaijan, uscito praticamente indenne dalla crisi economica; promossi anche il Kazakistan (da H1 a M3) e Tagikistan (da H3 a H2).

Chi scende


Eurozona:
a causa del deterioramento delle finanze pubbliche e della crisi del debito e, si aggrava il livello di rischio in Grecia (il cui rating passa da L3 a M1), Irlanda (da L2 a L3) e Portogallo (da L1 a L3).

Medio Oriente: il deterioramento della situazione politica, economica e finanziaria ha comportato il downgrade per lo Yemen (da H2 a H3). Peggiora il livello di rischio anche in Bahrein (da L3 a M1).

Asia: declassata da H1 a H2 la Cambogia, per via delle peggiorate condizioni economiche rilevate anche da recenti studi effettuati dall’OCSE. Rimane sotto stretto monitoraggio la Thailandia, paese che negli scorsi anni ha vissuto momenti di forte crescita ma che al momento sta attraversando una stagione di intensa crisi politica, sfociata nei tragici eventi dello scorso aprile.

Comunità degli Stati Indipendenti: la drammatica situazione politica e umanitaria del Kirghizistan è alla base del significativo peggioramento del rischio nel paese, che passa da H2 a H3.

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