Arabia Saudita
Rischio: M1 --- Outlook: positivo (new)
Positive per il 2012 le previsioni per il settore bancario. Politiche fiscali espansive e prezzi del greggio elevati hanno contribuito a un aumento dello stock dei depositi e quindi della liquidità bancaria. La crescita degli asset che nel 2011 è stata stimata all’11%, si prevede del 10% nel 2012. Sebbene l’impatto della politica fiscale quest’anno sarà minore, i recenti stress test del FMI dimostrano come il settore sia in grado di assorbire gli shock sia provenienti dalla crisi del debito sovrano nell’area euro sia da un rallentamento della crescita globale.
Argentina Rischio: H2 --- Outlook: negativo
Da ottobre 2011 l’amministrazione pubblica ha iniziato a definire nuove regole volte a controllare i movimenti di capitale nel paese. In particolare, dall’1 febbraio aumenterà significativamente il controllo sulla possibilità di ottenere dollari al tasso di cambio ufficiale per alcune importazioni - che potranno anche essere bloccate istantaneamente. Il governo vuole così avere un maggiore controllo sui beni in entrata, con la possibilità di impedire l’ingresso a quelli considerati “dannosi” per l’economia locale.
Egitto Rischio: H1 --- Outlook: negativo
Le autorità egiziane hanno avviato i negoziati con il FMI un accordo di 3,2 miliardi USD, sette mesi dopo che il precedente governo aveva respinto il supporto finanziario del FMI e della Banca Mondiale (circa 5,2 miliardi USD). L’accordo con il FMI potrebbe contribuire a stabilizzare l’economia locale e allentare le pressioni sulle riserve internazionali (pari a 18 miliardi USD a fine dicembre), oltre a costituire un passo fondamentale per rassicurare gli investitori esteri. Permangono alcune criticità legate alla capacità delle autorità locali di implementare un programma di riforma economica coerente, in un contesto di transizione istituzionale.
Giappone Rischio: L1 --- Outlook: negativo
Nel 2011 il paese ha registrato, dopo 31 anni, un deficit della bilancia commerciale. Il disavanzo, stimato pari a 32 miliardi USD, è legato a diversi fattori. Il paese ha risentito del calo della domanda dall’Europa e, più lievemente, dall’Asia. Vi sono stati effetti temporanei sulla produzione e, quindi, sulle vendite all’estero causati dal terremoto e successivo tsunami. Inoltre si registra un aumento dell’import per effetto degli elevati prezzi delle commodity e della maggiore domanda di combustibile alternativo al nucleare. Si prevede che il saldo commerciale non tornerà in positivo nel 2012-13 e ci si interroga sugli effetti più strutturali sulla bilancia dei pagamenti e sull’elevato debito pubblico.
Giordania e Tunisia
Giordania Rischio: M3 --- Outlook: stabile
Tunisia Rischio: M2 --- Outlook: stabile
In risposta alla richiesta di supporto della comunità internazionale e dalla Partnership di Deauville, la Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo (BERS) ha esteso la sua attività a Giordania e Tunisia. La Banca potrebbe costituire un importante strumento per l’implementazione di programmi di riforma politica ed economica e la promozione del settore privato nella regione. Il processo avviato dalla BERS include lo sviluppo di mezzo di assistenza tecnica e la creazione di fondi speciali per gli investimenti nei due paesi nordafricani, oltre che in Egitto e Marocco, gia membri dal 1991. La Banca ha annunciato la possibilità di investire nella regione, nel medio termine, fino a 2,5 miliardi €.
Grecia Rischio: M2 --- Outlook: negativo
I dettagli sul coinvolgimento volontario dei detentori privati di titoli del debito pubblico greco, necessari a chiudere l’accordo che consentirà alla Grecia di accedere al secondo piano di salvataggio UE/FMI da 130 mld €, sono ancora in fase di negoziazione. Il miglioramento della solvibilità fiscale del paese implica “costi” maggiori rispetto a quanto ritenuto accettabile dagli investitori. Diversi parametri dell’accordo sono ancora in discussione: i) cedola e durata media delle nuove obbligazioni; ii) quote offerte in denaro e in obbligazioni; iii) emissione in base alla legge greca o internazionale. Rimane incertezza circa il raggiungimento di un’adesione del 95% dei bondholder alla proposta.
Guinea-Bissau Rischio: H3 --- Outlook: negativo
Il 18 marzo 2012 avranno luogo le consultazioni per eleggere il nuovo presidente, dopo la morte di Malam Sanha avvenuta il 9 gennaio. La scadenza ravvicinata per le nuove elezioni è un fattore positivo, tenuto conto dell’instabilità latente nella vita politica della Guinea-Bissau: il vuoto di potere creato all’indomani della scomparsa dell’ex-presidente aveva già innescato forti tensioni nel paese, già caratterizzato da un elevato interventismo delle forze militari e, lo scorso dicembre, teatro dell’ennesimo (fallito) colpo di stato.
Indonesia Rischio: M2 --- Outlook: positivo
Per la prima volta dopo la crisi asiatica del 1997, Moody’s assegna all’Indonesia un rating investment grade, passando da Ba1 a Baa3. Nel 2011 il paese è stato premiato con diversi upgrade: da parte di S&P’s (da BB a BB+), ad aprile 2011, in sede OCSE (passando da categoria 5 a categoria 4) e a dicembre 2011 da Fitch (da BB+ a BBB-). Merito della stabilità macroeconomica, della crescita sostenuta e della riduzione dell’indebitamento. Il conseguente positivo impatto sugli IDE nel paese (che hanno già raggiunto livelli record negli anni recenti), ma soprattutto sul costo di finanziamento del debito pubblico, contribuiranno ulteriormente allo sviluppo del paese.
Iran Rischio: H2 --- Outlook: negativo
Al fine di privare Teheran delle risorse economiche, industriali e tecnologiche necessarie per proseguire il programma nucleare, il Consiglio UE ha ulteriormente ampliato le misure restrittive nei confronti del paese. Tra i principali provvedimenti del regolamento 56/2012, il blocco delle importazioni di petrolio e di prodotti petrolchimici dall’Iran e il congelamento dei rapporti con la banca centrale. In particolare, le transazioni che coinvolgono la banca centrale dovranno essere autorizzate caso per caso, mentre quelle con la Tejarat Bank, dopo un periodo transitorio di due mesi, saranno vietate.
Kazakistan Rischio: M3 --- Outlook: stabile
Nuovo default di BTA sui titoli in scadenza per un importo di USD 160 milioni. Si tratta del secondo default dopo quello di inizio 2009, a seguito del quale la banca è stata ristrutturata e i creditori hanno subito un significativo haircut del loro capitale (in alcuni casi fino al 70%). Nonostante il 75% dell’istituto bancario sia controllato dal fondo sovrano Samruk-Kazyna, il governo ha manifestato finora scarso impegno per ridurre le criticità della banca, ma più in generale dell’intero settore, che con circa il 35% di Non Performing Loans aumenta la probabilità che tale rischio sistemico impatti sul rating del paese.
Ruanda Rischio: H2 --- Outlook: positivo
L’agenzia S&P’s ha assegnato, per la prima volta, un giudizio al merito di credito del Rwanda. Il rating B, con outlook positivo, riflette l’adozione di accorte politiche macroeconomiche (frutto di quattro programmi consecutivi con il FMI) e di riforme del business climate che hanno garantito una crescita economica positiva (5% in media l’anno) nell’ultimo decennio. Tra le vulnerabilità evidenziate, un basso livello di reddito pro-capite e un deficit strutturale di conto corrente che riflette la ristretta base di export e le ampie necessità di aiuti e investimenti dall’estero.
Siria Rischio: H3 --- Outlook: negativo
Continuano gli scontri tra forze di sicurezza e opposizione civile. In risposta all’intensificarsi delle violenze, la Lega Araba ha annunciato la sospensione della missione di monitoraggio; inoltre l’UE ha progressivamente ampliato le misure sanzionatorie nei confronti della Siria, introdotto restrizioni all’import di prodotti petroliferi e il divieto di nuovi investimenti nel settore oil. Tali misure hanno comportato l’interruzione della produzione da parte delle principali compagnie straniere nel paese. Nell’ultimo round di sanzioni, l’UE ha esteso i provvedimenti anche a istituzioni bancarie pubbliche, quali possibili fonti di supporto finanziario per il regime.
Tailandia Rischio: M2 --- Outlook: positivo
Le precarie condizioni di salute del popolare re Bhumibol (83 anni) e l’incertezza sulla successione al trono pongono rischi di instabilità politica e sociale. Il principe designato Vajiralongkorn non è ben visto dall’opinione pubblica a causa del suo ostentato stile di vita e dei legami finanziari con l’ex premier in esilio Thaksin Shinawatra, il cui possibile ritorno in patria gioca un ruolo fondamentale nel processo di transizione. Le divisioni sociali, l’influenza politica della monarchia e i suoi legami con gli ambienti militari aumentano il rischio di tensioni. Allo stato attuale si teme un vacuum che, unito al ritorno di Thaksin, potrebbe portare nuovamente agli scontri violenti del 2010.
Unione Europea Rischio: L1 --- Outlook: negativo
Gli stati membri dell’Unione Europea, con l’eccezione di Regno Unito e Repubblica Ceca, hanno raggiunto un accordo sulla disciplina fiscale all’interno dell’area (fiscal compact treaty). La ratifica del trattato, che stabilisce sia criteri quantitativi che di governance per la gestione della finanza pubblica dei paesi aderenti, è prevista per il 1 marzo ed è precondizione fondamentale per l’attivazione, a luglio, del fondo di salvataggio permanente da 500 mld €, nell’ambito dell’European Stability Mechanism. Il raggiungimento dell’accordo dovrebbe consentire di spostare il focus dalle misure di austerità fiscale a quelle per la crescita, l’occupazione e la competitività.
Venezuela Rischio: H3 --- Outlook: negativo
Su iniziativa del presidente Chavez il paese ha avviato la procedura per uscire dall’International Center for Settlement of Investment Disputes (ICSID), il tribunale che regola le dispute internazionali e presso il quale il Venezuela ha decine di casi in sospeso (i più importanti per gli espropri subiti da Exxon e Conoco Phillips). L’obiettivo del governo è di spingere le aziende estere coinvolte nelle cause pendenti a raggiungere accordi bilaterali senza ricorrere al tribunale. La possibile uscita dall’ICSID conferma il deterioramento del rischio politico nel paese e l’atteggiamento sfavorevole nei confronti degli investitori internazionali.
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